Leucemia mieloide acuta: cos'è

In Italia si verificano 2000 nuovi casi all’anno di LMA (leucemia mieloide acuta): 1100 uomini e 900 donne. Poco frequente prima dei 45 anni, rappresenta il 13% delle leucemie dei bambini fra 0 e 14 anni.


Definizione

La leucemia mieloide acuta è una malattia tumorale maligna, che si sviluppa nel midollo osseo (mieloide), da dove le cellule neoplastiche si riversano nel torrente circolatorio (che quando queste sono numerose assume un colore lattiginoso, da cui leucemia; leukòs-bianco, aima-sangue) e infiltrano altri organi e tessuti: linfonodi, milza, fegato, cute, cervello. Viene definita acuta per la sua rapida progressione.

Cause

I precursori delle cellule del sangue sono presenti nel midollo osseo, qui un processo di differenziazione e maturazione li porta a divenire globuli rossi, globuli bianchi (granulociti e linfociti) e piastrine. Un blocco differenziativo e maturativo, con proliferazione spesso abnorme dei precursori scatena la leucemia acuta, definita mieloide quando è interessata la filiera maturativa che porta a granulociti, globuli rossi e piastrine; quando il blocco avviene lungo la linea maturativa dei linfociti si parla di leucemia linfoblastica.
Quanto detto è innescato da alterazioni del DNA, che possono essere innescate da sostanze chimiche (benzene, farmaci alchilanti) e radiazioni ionizzanti. Anche il fumo è incluso tra i fattori di rischio. Aumentano la possibilità di LMA alterazioni genetiche congenite (Sindrome di Fanconi), anomalie cromosomiche (Sindrome di Down, trisomia dell’8) e altre malattie del sistema emopoietico (Sindromi mieloproliferative croniche, mielodisplasie).
La LMA sono classificate con i numeri da 0 a 7 ognuna con caratteristiche morfologiche diverse e con prognosi diversa. La prognosi migliore è appannaggio della LMA 3 o Promielocitica, suscettibile di guarigione con la sola chemioterapia, l’unica sensibile al trattamento con acido trans retinoico. Nel 2008 l’OMS ha pubblicato una nuova classificazione delle LMA, che le divide in forme con ricorrenti anomalie genetiche, con cambiamenti legati a mielodisplasie, secondaria a chemio o radioterapia, forme non meglio specificate.

Sintomi

L’esordio della malattia è spesso caratterizzato da sintomi aspecifici: astenia, pallore, febbre, dolori osteo-articolari, dolori muscolari.Quasi sempre viene trattata come una sindrome influenzale, ma il persistere della sintomatologia induce a praticare esami di laboratorio ed è sempre l’emocromo, e soprattutto l’esame morfologico, delle cellule del sangue periferico, che indirizza verso la diagnosi, che necessita di ulteriori esami effettuati su un campione di sangue midollare prelevato con mieloaspirato (puntura di un osso piatto, sterno o pala iliaca, o capitello tibiale nei bambini) e valutato dal punto di vista morfologico, immunologico e citogenetico.
Se la malattia ha infiltrato altri organi possono essere rilevati all’esame clinico e strumentale (ecografia dell’addome) ingrossamento del fegato (epatomegalia) e della milza (splenomegalia). Possono essere presenti sintomi neurologici se la malattia ha invaso il sistema nervoso centrale.

Trattamento

La terapia si basa fondamentalmente sulla chemioterapia antiblastica, che però non eradica per sempre la malattia, per cui, quando possibile, ad essa segue il trapianto di midollo eterologo o autologo, o di cellule staminali periferiche, prelevate dal circolo del donatore o da cordone ombelicale.
Poiché la chemioterapia aggrava lo stato di anemia si ricorre anche ad emotrasfusioni e quando necessario, per grave piastrinopenia emorragica, a trasfusioni di piastrine. Della terapia di supporto della LMA fanno parte anche gli antibiotici e gli antimicotici per prevenire e curare le infezioni cui il paziente è esposto per la riduzione dei granulociti neutrofili (neutropenia). Si pratica anche radioterapia e prima del trapianto e in caso di localizzazioni cerebrali.
Attualmente sono disponibili anche farmaci inibitori delle proteine espressione della malattia, epifenomeno delle alterazioni genetiche caratteristiche della LMA: inibitori della tirosin chinasi, inibitori della farnesil-transferasi, inibitori di m-Tor e modulatori della resistenza ai farmaci.

Prognosi

La prognosi della malattia dipende da svariati fattori quali l’età, (la prognosi è sfavorevole per età superiori ai 60 anni) le alterazioni citogenetiche, che sottendono la malattia, le alterazioni molecolari (espressione periferica delle anomalie genetiche alla base della leucemia mieloide aucta) e l’alto numero di globuli bianchi all’esordio (mancata risposta alla terapia di induzione). 
Inoltre la presenza della proteina MDR (multidrug resistence) si associa a prognosi sfavorevoli e le forme secondarie a mielodisplasia hanno una prognosi peggiore.

Guarigione

Con la chemioterapia si ottiene guarigione solo nel 15-20% dei casi. Per chi si sottopone a tecniche trapiantologiche le possibilità di guarigione raggiungono il 50%. Da qualche anno questa tecnica è stata introdotta anche nella terapia dei pazienti anziani (fino a 70 anni), migliorandone l’aspettativa di vita, la sopravvivenza ed anche le percentuali di guarigione.

Sopravvivenza nell'anziano e nel giovane

Con i moderni trattamenti chemioterapici si ottengono nei giovani l’80% di remissioni complete e nel 30% dei casi una sopravvivenza libera da malattia superiore ai 5 anni nel 30% dei casi.
Gli anziani(di più di 60 anni) raggiungono la remissione completa nel 40-60% dei casi.

FOTO:©Rostislav Zatonskiy/123RF

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Pubblicato da AnnaBellini. Ultimo aggiornamento 11 marzo 2018 alle 17:01 da AnnaBellini.
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