Varicella (adulti): sintomi, complicazioni e durata

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Avere la varicella da adulti è molto simile ad avere la varicella da bambini, anche se il decorso di questa patologia virale risulta essere più aggressivo, a causa dell’età, sia per quanto dura che per le complicazioni che possono derivare.


Quanto dura la varicella negli adulti

Causata dal virus Varicella zoster appartenente alla famiglia dei virus di tipo herpes, la varicella è una malattia estremamente contagiosa che ha un periodo di incubazione variabile tra le due e le tre settimane dal contagio. Sarà solo dopo il periodo di incubazione che si manifesteranno i primi sintomi caratteristici. La varicella negli adulti è una patologia che si risolve in circa 10 giorni, salvo complicazioni.

Sintomi della varicella

Come nei bambini, anche i sintomi della varicella negli adulti sono caratterizzati dall’insorgere di papule rosse tendenti ad evolversi nell’arco di circa quattro giorni, prima diventando vescicole con pus, poi pustole e infine croste, che causano prurito e cadono da sole. Oltre a questo esantema cutaneo, la varicella può comportare sintomatologie quali febbre e mal di testa.

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Complicazioni

Come già accennato la differenza sostanziale tra la varicella presa da bambini e quella avuta da adulti è l’aggressività con la quale questa si presenta. Infatti, mentre nei bambini il rush cutaneo è limitato a testa, viso e arti, per gli adulti la varicella colpisce tutto il corpo (compreso anche l’apparato riproduttivo) causando una vera e propria infezione batterica della pelle. Le complicazioni che ne derivano, se si viene contagiati dalla varicella in età adulta, sono di varia entità e possono comportare l’insorgere di polmonite, caratterizzata da tosse secca, dolori a livello del torace e difficoltà nella respirazione, con tracce di sangue nell’espettorato. Altre cause possibili che possono sopraggiungere sono: infezioni batteriche delle lesioni, complicazioni a livello neurologico quali meningite o encefalite; trombocitopenia, epatite, atassia, artrite. I rischi maggiori sono presentati da quei soggetti che già presentano patologie croniche polmonari o che sono sottoposti a terapie immunodepressive.

Soggetti anziani

Il virus della varicella è un virus che, seppur incubato una sola volta nella vita, resta latente nell’organismo, dando origine all’herpes zooster che causa il fuoco di Sant’Antonio. Negli anziani, questa condizione può manifestarsi sotto forma di vescicole site alla radice dei nervi spinali, se il soggetto interessato soffre di indebolimento del sistema immunitario. Le complicazioni maggiori rilevabili in soggetti al di sopra dei 50 anni possono interessare un’infezione del nervo ottico, detto in gergo herpes oculare.

Varicella in gravidanza

I rischi maggiori di contrarre la varicella in gravidanza sono quelli di contagiare anche il feto, il quale potrebbe presentare, alla nascita, cicatrici, disturbi dello sviluppo celebrale, muscolare e osseo, lesioni agli occhi. I rischi sono maggiori poco prima del parto.

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Cura

In presenza dei sintomi caratterizzanti la varicella, il medico potrà somministrare antipiretici per abbassare la febbre e antivirali, prima della comparsa delle lesioni e, per alleviare il prurito, degli antistaminici. Gli antibiotici sono prerogativa di un trattamento mirato alla cura delle complicazioni derivanti dalla varicella degli adulti. La somministrazione può essere fatta per via endovenosa a seconda del caso, al fine di contrastare uno sviluppo più grave della situazione. In alcuni casi è bene ricorrere alla vaccinazione anti varicella, resa obbligatoria per tutti i bambini nati a partire dal 2017.

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