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10 luoghi comuni sul tumore al seno

Sul tumore al seno circolano tanti luoghi comuni. Pillola contraccettiva, trattamenti ormonali, gravidanza... facciamo chiarezza.

Ci sono troppi luoghi comuni che circolano sul tumore al seno. Ecco a cosa credere e a cosa no.


La pillola aumenta il rischio di cancro al seno

Vero, ma…
La pillola (e la contraccezione ormonale in genere) è spesso accusata di aumentare il rischio di cancro al seno. L'aumento del rischio, in realtà, è minimo. Viceversa, studi recenti hanno dimostrato che la pillola anticoncezionale potrebbe avere un effetto protettivo contro il tumore dell'ovaio. In assenza di controindicazioni, quindi, si può ricorrere tranquillamente a questo metodo contraccettivo.
In presenza di certi fattori di rischio, come la predisposizione genetica, e dopo il tumore al seno, sarebbe meglio evitare la pillola. Parlatene con il vostro ginecologo per trovare l'alternativa più adatta.

La terapia ormonale sostitutiva provoca il cancro al seno

Falso
La terapia ormonale sostituiva (TOS) è stata messa a punto per alleviare i disagi della menopausa. Il trattamento ha conosciuto un grande successo fino a quando lo studio Whi (Women's Health Initiative) non ha messo in relazione la TOS con l'aumento di rischio del cancro al seno. Ma gli specialisti rassicurano: lo studio Whi è stato realizzato su pazienti che presentavano dei fattori di rischio (età e indice di massa corporea elevati) e con forti dosaggi. Per evitare ogni complicanza, è indispensabile affidarsi a un medico e seguire le sue indicazioni. Lo specialista valuterà, caso per caso, se la paziente può seguire la terapia ormonale sostitutiva oppure no. Inoltre, non tutte le donne in menopausa hanno davvero bisogno di questo trattamento. Attenzione: dopo un tumore al seno, la TOS è fortemente sconsigliata.

I deodoranti, la soia, il tabacco sono responsabili del cancro al seno

Falso 
Una leggenda metropolitana accusa i deodoranti, e soprattutto i sali d’alluminio che contengono, di aumentare il rischio di tumore al seno. Altro preconcetto: mangiare soia sarebbe pericoloso per le donne che hanno avuto il cancro al seno. Per il momento, queste affermazioni sono ancora da dimostrare. Viceversa, ci sono altre sostanze di cui è stato confermato il potenziale cancerogeno: è il caso del tabacco. Anche una vita troppo sedentaria e l'abuso di alcol possono aumentare il rischio di ammalarsi. 

La mammografia diagnostica anche dei falsi tumori al seno

Falso
Tra i 50 e i 69 anni, le donne italiane sono invitate a sottoporsi a un test di screening del tumore al seno (mammografia), da rinnovare ogni due anni. Non tutti però sono a favore di queste campagne di prevenzione. C'è chi sostiene, infatti, che la mammografia non permetta di distinguere tra una formazione tumorale non pericolosa e una che si trasformerà, invece, in un tumore maligno vero e proprio. Il risultato è che sono costrette a sottoporsi alla terapia – con tutte le sue conseguenze – anche donne che non corrono dei veri pericoli di salute. Se il rischio di sovradiagnosi esiste, e non va sottovalutato, è vero che la diagnosi precoce permette di individuare un cancro in fase iniziale e di combatterlo per tempo, aumentando le probabilità di guarigione e di sopravvivenza.

Per curare un cancro al seno si ricorre soprattutto alla chemioterapia 

Falso
No, la chemioterapia non è l'unica soluzione per combattere il tumore al seno. Innanzitutto, si ricorre alla chirurgia: permette non soltanto di asportare il tumore, ma anche di analizzarlo e quindi di conoscere più precisamente il tipo e lo stadio del cancro. In base ai risultati della mammografia e delle biopsie, il chirurgo eseguirà una mastectomia (totale o radicale) o, quando possibile, un intervento di chirurgia conservativa (tumorectomia o quadrantectomia). In base ai risultati dell’analisi dei prelievi chirurgici, i medici possono in seguito elaborare un trattamento personalizzato per ogni paziente. La radioterapia agisce in maniera complementare all’intervento chirurgico. È sistematica in caso di trattamento conservativo ma è anche frequente in caso di mastectomia per un tumore infiltrante. La terapia ormonale deve rimanere riservata a quelle pazienti affette da tumore ormone-dipendente, vale a dire che esprime ricettori ormonali RH+. Questi ricettori vengono cercati durate la biopsia post-chirurgica. Il modo di curare il cancro al seno è totalmente personale e dipende dunque dalla donna e dal suo tipo di cancro.  

In caso di cancro al seno bisogna sistematicamente asportare il seno

Falso
Quando possibile, il medico opta per un intervento conservativo. La mastectomia, l'operazione più invasiva, è riservata a dei casi particolari. Tecniche come la tumorectomia o la quadrantectomia non sono per questo meno efficaci. In ogni caso, non sono il medico né il paziente a decidere cosa fare: è il tumore a determinare le modalità del trattamento.

La ricostruzione mammaria non è sempre possibile

Falso
Dopo una mastectomia, la ricostruzione è quasi sempre possibile e sistematicamente proposta alla paziente, salvo controindicazioni. Al contrario della mastoplastica additiva, è a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). In alcuni casi, si può effettuare la ricostruzione nel corso dell'intervento per asportare il tumore. I risultati potranno variare a seconda della qualità della pelle, della morfologia del seno, dei trattamenti subiti ecc. Si tratta pur sempre di un intervento ricostruttivo, non di chirurgia estetica.

Il cancro al seno è ereditario

Vero e falso
Il fatto che vostra madre abbia sofferto di tumore al seno non significa che vi ammalerete anche voi. Solo il 5-7% dei casi di cancro è legato alle mutazioni genetiche BRCA1 e BRCA2 (fonte: AIRC). I tumori ereditari, quindi, non sono la maggioranza e non sono facilmente prevedibili: ecco perché la prevenzione è fondamentale.

Le donne che hanno avuto un cancro al seno non possono più avere bambini

Falso
Il cancro al seno non diminuisce la fertilità della donna. Invece, trattamenti come la chemioterapia possono provocare una diminuzione del numero degli ovociti e addirittura una menopausa precoce nelle donne sulla soglia dei 40 anni (che avevano perciò pochissimi ovociti). Ma se la menopausa non è cominciata, non esistono controindicazioni alla gravidanza per le donne che hanno avuto un cancro al seno. Per conservare la possibilità di diventare mamme, l'ideale sarebbe congelare gli ovociti prima di cominciare la terapia. Questa tecnica, insieme all'utilizzo di farmaci, permette di ridurre il rischio di sterilità, anche se non dà garanzie di poter rimanere incinta. Per precauzione, si consiglia di aspettare un anno dalla fine della terapia prima di tentare una gravidanza.

L’allattamento diminuisce il rischio di cancro al seno

Vero
Si sa, l’allattamento è benefico per il bambino poiché gli permette di beneficiare degli anticorpi materni e di essere meno vulnerabile alle infezioni. Ma l’allattamento è anche benefico per la mamma. Diminuisce in effetti il rischio di tumore, accelerando la maturazione del seno. Anche avere un figlio prima dei 30 anni dovrebbe diminuire il rischio di tumore.


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