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Chirurgia plastica: 10 domande da farsi prima dell'intervento

Aumentare un seno troppo piccolo, rimpicciolire un naso troppo grande, sbarazzarsi della pancia... sono tanti i motivi per cui si fa ricorso alla chirurgia estetica. Per evitare di pentirsene, è meglio farsi qualche domanda prima di affrontare il bisturi.

Ci ho pensato bene?

Prima di sottoporsi a un'operazione, bisogna essere sicure di volerlo veramente.
Un intervento chirurgico insoddisfacente può scatenare una depressione. Per evitare questo genere di conseguenze, bisogna giocare d'anticipo, facendosi le domande giuste:

- Cosa mi spinge a rivolgermi a un chirurgo estetico? Ho riflettuto a sufficienza? È qualcosa che voglio davvero o lo sto facendo per fare piacere a qualcuno? Sono io all'origine di questa decisione?

Come affrontare la chirurgia plastica?

- Ho davvero deciso o sono un po’ titubante? In che cosa questo difetto mi da fastidio nella vita di tutti i giorni? Perché farlo ora? È il momento giusto?

- Non esiste forse un'altra soluzione non chirurgica per risolvere questo problema? Un cambiamento nel mio stile di vita, la consulenza di un nutrizionista, dei trattamenti cosmetici o medici... ho già fatto tutto il possibile?

Sono solo alcune delle domande che dovete porvi. Prendetevi il tempo necessario per rifletterci bene, per anticipare i cambiamenti a cui sarete confrontate e fare le domande giuste al vostro medico.

Copyright foto: Istock

Come scegliere un buon chirurgo estetico?

Tra i medici specializzati in chirurgia plastica, ricostruttiva e/o estetica, come trovare quello giusto?

Il primo passo può essere consultare i database degli Ordini dei Medici, organizzati a livello provinciale; per poter esercitare, infatti, medici e odontoiatri devono essere iscritti ai relativi albi. Informatevi sul percorso formativo del medico, sul suo curriculum e sugli interventi che ha già effettuato.
Se avete sentito parlare di un medico famoso che opera a 500 km da casa vostra, riflettete un attimo prima di fare il viaggio. Per delle ragioni pratiche legate all'intervento e al post-operatorio, può essere meglio che il chirurgo non sia lontano da dove abitate (a patto che le strutture sanitarie in cui opera siano affidabili). Chiedete consiglio al vostro medico di base per avere un quadro completo della situazione.

Altro consiglio: prima di scegliere il medico a cui volete affidarvi, consultatene almeno due. Non fidatevi ciecamente dei pareri che trovate su Internet; se invece conoscete qualcuno che si è sottoposto a un'operazione con dei risultati soddisfacenti, chiedete la sua opinione.

Ultimo suggerimento: dovete sentirvi sicure e fiduciose. Dovete poter fare tutte le domande che volete, e il medico deve rispondervi in modo chiaro e preciso. Deve spiegare come avverrà l'intervento, quale sarà il decorso post-operatorio, quali sono le possibili complicanze,i rischi ecc. Se la visita dura dieci minuti è un cattivo segno, soprattutto se l’operazione è complicata. La reputazione di un chirurgo non è l'unico elemento da prendere in considerazione: anche il feeling conta!

Come si svolgono le visite?

Per prevenire e anticipare possibili delusioni, la diagnosi medica deve essere molto rigorosa. E si comincia fin dalla prima visita; come abbiamo visto, deve essere sufficientemente lunga per affrontare tutte le questioni cruciali.

Perché il paziente vuole sottoporsi a un intervento? Non ci sono controindicazioni? L'operazione a cui ha pensato risolverà davvero i suoi problemi? C'è una tecnica più adatta? Quali sono i vantaggi e gli inconvenienti?

Dopo le visite preoperatorie, il chirurgo chiede al paziente il consenso informato. Viene preparato un documento, con valore legale, che presenta tutte le informazioni riguardanti l'intervento. Il paziente deve leggerlo attentamente per assicurarsi di essere davvero consapevole delle conseguenze dell'operazione e porre al medico delle nuove domande, se necessario. Firmando il documento, il paziente afferma di sottoporsi all'intervento con cognizione di causa.

Cosa voglio ottenere dall'intervento?

Alcune persone si sottopongono a un intervento funzionale o ricostruttivo (per un problema congenito, dopo un incidente, una malattia ecc.).  Altre, invece, possono avere un obiettivo puramente estetico: è il caso di chi vuole correggere un difetto che lo assilla da tempo e che non sopporta più.

Limitiamoci alla chirurgia estetica. Di norma, dopo l'intervento, le pazienti sono soddisfatte. Ma non è sempre così, anche quando l'operazione si è svolta come previsto e ha dato i risultati sperati. La percezione del proprio corpo, infatti, non è oggettiva. Gli stessi  difetti o imperfezioni sono percepiti in modo diverso da persona a persona. Una persona con un naso prominente potrebbe non avere alcun complesso, mentre un'altra con un naso nella media potrebbe vederlo esageratamente grande.

Il ruolo del chirurgo è anche di capire cosa si cela dietro la richiesta della paziente. La chirurgia è davvero la soluzione ai suoi problemi? La farà davvero sentire meglio?

Sarò soddisfatta del risultato?

Nel mondo della chirurgia estetica, la distinzione tra obbligo di mezzi e obbligo di risultato è particolarmente delicata. Con l'obbligo di mezzi, al quale sono tenuti tutti i chirurghi (estetici e non) il medico si impegna ad usare i metodi, gli strumenti e la diligenza necessari al buon svolgimento dell'operazione e al raggiungimento dell'esito sperato. In pratica, con il solo obbligo di mezzi, il chirurgo può essere messo sotto accusa solo se l'operazione non si è svolta nel rispetto di certe regole, ma non se non ha dato i risultati sperati.

Nella chirurgia estetica, invece, si parla già da qualche tempo di obbligo di risultato: in pratica, il medico adempie al suo obbligo solo se l'operazione dà i risultati promessi al paziente.

Da questo punto di vista, la giurisprudenza non è univoca al 100%. Ecco perché è importante leggere bene il consenso informato, e fare tutte le domande necessarie riguardanti l'operazione, il decorso post-operatorio e i risultati che si possono ottenere. Spetta al medico fare chiarezza su quello che si può sperare davvero dall'intervento e, come abbiamo detto, precisarne i vantaggi e gli inconvenienti.

È doloroso?

Gli interventi di chirurgia estetica si svolgono sotto anestesia. Il tipo di anestesia dipende dal tipo d'intervento, dall'estensione dell'operazione e dalla durata; di solito, il medico può scegliere tra:

- Anestesia locale: viene anestetizzata la zona del corpo in cui sarà effettuata l'operazione. Il paziente rimane sveglio, ma spesso gli vengono somministrati dei sedativi.

- Anestesia loco-regionale: in questo caso viene anestetizzata una zona più ampia rispetto a quella dell'intervento, ma il paziente rimane comunque cosciente.

- Anestesia generale: il corpo è addormentato e il paziente è incosciente.
L'intervento di per sé, quindi, non dovrebbe essere doloroso. Per quanto riguarda il decorso post-operatorio, spetta al medico prescrivere i trattamenti adeguati per tenere il dolore sotto controllo.

Quali sono i rischi per la salute?

Tutto dipende ovviamente dal tipo di intervento eseguito; ma visto che si è intervenuti sulla pelle, ci possono essere delle rotture vascolari, che danno luogo a un livido o un ematoma.
Dopo un intervento estetico, inoltre, la vita quotidiana subisce qualche modifica, almeno nei primi tempi: si deve stare in casa, non si può andare al lavoro, fare sport, avere dei rapporti sessuali... inoltre, è spesso controindicata l’esposizione al sole, per non ritardare la cicatrizzazione. In breve, anche se l'operazione va bene, ci vuole più o meno tempo per ritrovare il proprio aspetto e ritornare alla vita di prima. Ancora una volta, bisogna chiedere bene al chirurgo in anticipo.

Rischi propriamente medici esistono, come per un qualsiasi intervento. È difficile fornire una lista esaustiva perché variano notevolmente in funzione del tipo di operazione. Ci sono tre principali categorie di complicanze, che sono comuni in chirurgia generale: sanguinamento, rischio di infezione e problemi di cicatrizzazione.

Avrò dei problemi psicologici?

Nella maggior parte dei casi, la trasformazione estetica ha delle conseguenze positive a livello psicologico. Ci si sente meglio, si ha più fiducia in se stesse, ci si sente più soddisfate e si smette di pensare a quell'imperfezione che ci dava tanto fastidio.

E tuttavia, a volte, il miracolo non arriva. Non sembra esserci una regola in termini di soddisfazione postoperatoria. A volte, un piccolo cambiamento può essere più difficile da sopportare di una trasformazione radicale, e viceversa. Si può avere paura del rigetto e del giudizio degli altri, per un periodo più o meno lungo, oppure sentirsi accettati e amati più facilmente. Le variabili in gioco sono tante.

Chirurgia estetica: quanto costa?

In generale, gli interventi di chirurgia estetica costano da qualche centinaio (per i piccoli ritocchi, come le iniezioni) a qualche migliaio di euro (per gli interventi veri e propri). Tutto dipende dall'operazione a cui ci si vuole sottoporre (rinoplastica, mastoplastica, liposuzione...).

Fatevi fare un preventivo completo, che includa il costo della degenza ospedaliera, gli onorari del chirurgo, dell'anestesista e del resto del personale medico, il costo delle protesi ecc.

E se mi facessi operare all'estero?

Su Internet si trova di tutto. Compresi dei pacchetti completi viaggio + albergo + intervento, il tutto a qualche migliaio di chilometri da casa e a costi contenuti. C'è da fidarsi?

In teoria no. In ogni caso, bisogna essere estremamente cauti con questo tipo di offerte. Un intervento di chirurgia estetica obbedisce a regole specifiche: ci deve essere un controllo medico serio e bisogna che vengano rispettati tutti gli standard di sicurezza. L’operazione deve avvenire in un ospedale o in una clinica certificata, a garanzia della sua serietà, e ben equipaggiata.

Se vi viene proposta una visita online o se ad operarvi è un chirurgo che non avete mai visto, andate incontro a dei rischi.

Allo stesso modo, l’assistenza post-operatoria deve essere seria. Non ci si deve esporre al sole quando si ha una cicatrice e non si deve prende l'aereo un paio di giorni dopo l’operazione, quando si rischia l'embolia polmonare.

Se vi siete sottoposte ad un'operazione all'estero, andate subito dal medico appena tornate a casa.