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Cancro al seno e all'utero: test e chirurgia preventiva contro il tumore?

Il test genetico effettuato da Angelina Jolie, che l'ha portata a decidere di sottoporsi alla chirurgia preventiva per scongiurare il rischio di cancro al seno e all'utero, è ora disponibile in tutta Italia. La senologa e scrittrice Giovanna Gatti spiega in quali casi è davvero utile.

Angelina Jolie, dopo un test genetico, è ricorsa in passato alla chirurgia preventiva per scongiurare il rischio di un carcinoma, malattia che già colpito la madre, la nonna e la zia.


C'è chi lo chiama già test Jolie. La splendida attrice statunitense negli ultimi tempi ha infiammato il dibattito internazionale più a causa delle sue scelte mediche che per i successi sul grande schermo. Dopo essersi sottoposta a una doppia mastectomia preventiva, in passato, ha infatti rivelato di aver deciso di farsi rimuovere anche le ovaie e le tube di falloppio per ridurre il rischio di sviluppare una neoplasia.

Questo perché la madre, la nonna e la zia della regista di Unbroken sono morte di tumore e lei, dopo aver fatto un test genetico, ha scoperto che una mutazione del gene BRCA1 le dava l’87% di possibilità di sviluppare un cancro al seno e il 50% di un cancro alle ovaie. Le donne portatrici di mutazioni dei geni BRCA1/BRAC2 sono infatti ad alto rischio per quanto riguarda queste due tipologie di tumore.

E in questi giorni, in Italia, il Policlinico Universitario Gemelli di Roma, con il supporto di AstraZeneca, ha sviluppato una piattaforma online che consentirà agli oncologi che ne faranno richiesta di ottenere l’esito del test molecolare in tempi brevi su tutto il territorio nazionale. Un vantaggio sia per le pazienti che per le loro famiglie, o per le donne che presentano una storia clinica o familiare a rischio. Sul tema, Giovanna Gatti, senologa dello IEO di Milano e scrittrice, aiuta a fare chiarezza:

In quali casi la chirurgia preventiva è davvero utile?

La chirurgia preventiva può essere una scelta molto valida in situazioni specifiche di mutazione di alcuni geni noti che aumentano molto il rischio di tumore, tuttavia la personalizzazione dell'approccio è la migliore arma della medicina per proteggere le persone e per trattarle nella loro unicità fisica, psicologica e culturale. Nel caso della chirurgia mammaria e/o ovarica preventiva, la scelta della donna è centrale: ha il diritto di ricevere tutte le informazioni più chiare e di essere affiancata e assistita in un processo decisionale delicato che non può e non deve essere banalizzato o reso "standard".

Cosa consiglia alle donne che hanno una familiarità con tumori al seno o alle ovaie?

Consigliamo colloqui, visite, controlli approfonditi e personalizzati. Non esiste una prescrizione standard, non può esistere. Ogni donna ha una storia, ha caratteristiche fisiche, psicologiche e culturali, ha proprie idee e convinzioni, e lo stesso rischio familiare deve essere valutato con meticolosa attenzione nel nome della centralità dell'individuo e non di procedure standard che non fanno altro che renderci numeri.

La chirurgia preventiva elimina il rischio di tumore?

Nel caso del seno la mastectomia profilattica riduce molto il rischio ma non lo azzera, nel caso del tumore ovarico se le ovaie sono state tolte è evidente che non possano più ammalarsi. Chi ha una mutazione genetica in alcune parti del DNA rischia anche altri tumori con minore frequenza rispetto ad altri: non esiste chirurgia profilattica per alcuni organi che possono ammalarsi, esistono controlli nel tempo.


Copyright foto: Kika Press
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