Cosopt®: scheda tecnica

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Cosopt® è un farmaco utilizzato in oftalmologia per ridurre la pressione interna dell’occhio. Si presenta sotto forma di collirio e le gocce si applicano localmente nell’occhio malato. Eccone una scheda tecnica con indicazioni, controindicazioni ed effetti collaterali.


Cosopt® collirio: principio attivo

Cosopt® è indicato in caso di pressione intraoculare abnormemente elevata. Questo farmaco contiene cloridrato di dorzolamide e maleato di timololo, due principi attivi che agiscono simultaneamente per ridurre la pressione interna dell’occhio. La posologia abituale è di 2 gocce al giorno. Il prodotto deve essere versato nella congiuntiva dopo aver reclinato il capo all’indietro e sollevato la palpebra inferiore per facilitarne la penetrazione. È indispensabile lavarsi bene le mani prima di utilizzare il prodotto e toccarsi gli occhi ed in nessun caso il cono del flacone deve entrare in contatto con l’occhio. Una volta caduta la goccia chiudere l’occhio per circa 2 minuti per una migliore efficacia.

Controindicazioni e prezzo del Cosopt®

Questo collirio è controindicato in caso di malattia o disturbo cardiaco come una bradicardia sinusale, di una insufficienza cardiaca o di un blocco atrio-ventricolare di II e III grado non controllato. Cosopt® non deve essere prescritto a persone affette da grave insufficienza renale, asma, severa broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) o ipersensibilità ad uno dei costituenti.
Il nostro del Cosopt si aggira attorno ai 10 euro.

Effetti collaterali

Circa il 25% dei pazienti trattati con Cosopt® devono interrompere il trattamento per effetti collaterali locali come formicolio e bruciore. Possono comparire altri effetti collaterali come mal di testa, disturbi della visione, infiammazioni oculari, nausea e sinusite.

Gravidanza e allattamento

Come tutti i betabloccanti somministrati per via locale, Cosopt® aumenta il rischio di ritardo della crescita intrauterina. Il suo uso è fortemente sconsigliato in gravidanza, ed è anche da evitare durante l’allattamento poiché non abbiamo informazioni sul suo passaggio nel latte materno.