Corgard®: effetti collaterali del farmaco

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Corgard® è utilizzato nella terapia del’ipertensione e di diverse patologie cardiovascolari. L’utilizzo di questo farmaco necessita di una gran cautela, a causa dei numerosi effetti collaterali.


Principio attivo del Corgard®

Corgard® contiene nadololo, principio attivo che appartiene alla famiglia dei betabloccanti. È indicato nel trattamento dell’ipertensione arteriosa, della tachicardia (ritmo cardiaco abnormemente elevato) e della fibrillazione atriale. È inoltre prescritto in caso di disturbi cardio-vascolari causati dall’ipertiroidismo e nella profilassi in pazienti a rischio elevato di angina pectoris. La sua somministrazione si effettua per via orale. Le posologie raccomandate sono di 80 mg (1 compressa) al giorno nell’ipertensione e per prevenire l’angina pectoris e di 40 mg (1/2 compressa) in caso di disturbi associati all’ipertiroidismo. Nelle persone affette da cardiopatia ostruttiva la dose è aggiustata secondo la gravità dei disturbi (da 80 a 320 mg al giorno).

Effetti collaterali e controindicazioni

Corgard® ha diverse controindicazioni, non deve mai essere somministrato se il paziente è asmatico, presenta una bronco pneumopatia cronica ostruttiva(BPCO) o una malattia del seno, è affetto da un insufficienza cardiaca mal controllata o un blocco atrio-ventricolare di II e III grado, se ha la pressione o il ritmo cardiaco abnormemente bassi(ipotensione bradicardia), è ipersensibile al nadololo o ad una sostanza che entra nella sua composizione, è affetto da Sindrome di Raynaud o da angina di Prinzmetal o è vittima di uno shock cariogeno.
Alcuni pazienti riferiscono effetti collaterali legati a questo farmaco, ed i più frequenti includono stanchezza, bradicardia, nausea, vomito, dolori addominali e impotenza.

Gravidanza e allattamento

Gli studi rivelano che l’assunzione di betabloccanti aumenta il rischio di aborto, di morte intrauterina e di ritardo di crescita del feto. Per questo motivo Corgard® è fortemente sconsigliato in gravidanza. Per precauzione è preferibile non prendere questo farmaco durante l’allattamento perché non si conoscono i rischi che si corrono.