Nebilox®: principio attivo ed effetti collaterali

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ll Nebilox® è un betabloccante ed è consigliato principalmente nel trattamento dell’ipertensione arteriosa essenziale. La sostanza attiva che compone il farmaco è il nebivololo.


Indicazioni

In commercio sotto forma di compresse divisibili, Nebilox® è indicato nel trattamento di pazienti che hanno una pressione arteriosa elevata. Tale farmaco può anche essere prescritto in politerapia in presenza di insufficienza cardiaca lieve o moderata in pazienti di 70 anni o più. Nel quadro dell’ipertensione arteriosa la posologia generalmente raccomandata è di 1 compressa da 5 mg al giorno e può arrivare a 10 mg in caso di insufficienza cardiaca.

Principio attivo

Il nebivololo costituisce il principio attivo del Nebilox® e a causa delle sue proprietà farmaco cinetiche permette di ridurre la pressione arteriosa a riposo e sotto sforzo. L’effetto antipertensivo del Nebilox® diviene molto efficace dopo 2-3 settimane di trattamento.

Controindicazioni

L’assunzione di Nebilox® è sconsigliata in caso di ipersensibilità alla sostanza attiva o ad uno degli eccipienti del farmaco, di insufficienza epatica, insufficienza cardiaca acuta, bradicardia, ipotensione, precedenti di broncospasmo, precedenti di asma bronchiale, choc cardiogeno, episodi di scompenso di insufficienza cardiaca, malattia del seno, blocchi atrio ventricolari di 2° e 3° grado, feocromocitoma non trattato, acidosi metabolica o disturbi del circolo periferico.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali più frequentemente segnalati dai pazienti sotto cura a base di Nebilox® sono: mal di testa, stordimento, parestesie, disturbi gastro intestinali (nausea, vomito, diarrea), dispnea, stanchezza ed edemi. Tra gli altri effetti secondari derivati dall'assunzione di questo farmaco da ricordare stati di impotenza sessuale, e in casi rari anche sincope e aggravamento della psoriasi.

Avvertenze

Si ricorda che la somministrazione del farmaco deve essere oggetto a sorveglianza medica regolare, soprattutto in persone rese più fragili da altre patologie quali l’insufficienza cardiaca o disturbi respiratori.