Respirazione bocca a bocca: come fare?

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La respirazione bocca a bocca è una tecnica di rianimazione praticata in caso di, arresto respiratorio, soffocamento o in caso di arresto cardiaco. Facciamo il punto sulla situazione.


Pratica

La respirazione bocca a bocca viene praticata secondo le ultime direttiva nazionale a causa della mancanza di igiene della pratica e, soprattutto, per la sua efficacia in caso di soffocamento. Questa pratica rischia, infatti, di spingere ancor più in profondità un elemento che ostruisce le vie respiratorie. Per assicurarsi che ciò non accada, basta esercitare una pressione sul petto lasciando il proprio orecchio poggiato al naso del soggetto per accertarsi che l’aria circoli.
In caso di arresto cardiaco, ossigenare i polmoni quando il sangue non circola è una pratica inadatta, fa perdere tempo prezioso. La tecnica adatta è il massaggio cardiaco esterno.

Nota: le compressioni toraciche praticata al momento di una rianimazione cardio-polmonare assicurano una ventilazione minima a cause del loro effetto sui polmoni.
Alcune formazioni pubbliche non menzionano la respirazione bocca a bocca: la rianimazione è più efficace assicurando il bocca a bocca e le compressioni toraciche, se questa tecnica è ben fatta.

In caso di arresto respiratorio

Soffocamento

In caso di soffocamento la manovra di Heimlich si impone. Posizionarsi dietro al soggetto e cingerlo con le braccia a livello delle costole più basse (nella parte più bassa) e afferrare il proprio polso e stringere il soggetto esercitando una pressione viva a livello dello stomaco spingendo verso l’alto. Ripetere il movimento dal basso verso l’alto per far rimontare la colonna d’aria brutalmente per far sì che il soggetto espella ciò che ostruisce la trachea.

Arresto cardiaco

In caso di arresto cardiaco, di assenza di polso o fibrillazione praticare un massaggio cardiaco esterno: posizionare il soggetto sulla schiena su un piano duro (preferibilmente il suolo, non sul letto o sul divano), posizionarsi a cavalcioni e piazzare una mano sull’altra sullo sterno. Esercitare a braccia tese delle pressioni ripetute con tutto il peso del corpo contando “uno, due, tre, quattro, cinque, riposo...” Ricominciando sullo stesso punto. Tale massaggio ha per scopo di abbassare regolarmente la zona del torace e di creare una falsa circolazione (dopo tre minuti senza ossigeno il cervello rischia delle lesioni). Se bisogna esercitare una pressione più forte sul cuore e comprimerlo, dosare bene la propria forza.
Il tempo di pressione dev’essere seguito da un tempo in cui il torace riprenda la sua posizione. Bisogna esercitare circa 80 pressioni al minuto.

Su un bambino (di meno di 8 anni) la pressione sarà fatta con due dita poste su altre due dita. Nei bambini molto piccoli con sole due dita. Negli adulti “forti”, bisognerà utilizzare tutta la propria forza. Non fermarsi fino all’arrivo dei soccorsi.
Verificare ogni minuto se la persona abbia ripreso la respirazione e si sia svegliata.

FOTO:© Jason Stitt/123RF