Avvelenamento da morso di serpente: cosa fare?

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L’avvelenamento da morso di serpente non avviene con ogni esemplare. Ad esempio la vipera è sopravvalutata: si stimano che dai 100 ai 500 morsi di vipera ogni anno solo una decina portano al decesso.


Definizione

Un morso di serpente è, in generale, inflitto all’essere umano come meccanismo di difesa quando il rettile si sente in pericolo e non può darsi alla fuga. Il morso viene inflitto dai denti che trafiggono la pelle. Molti serpenti non sono velenosi e alcuni morsi non contengono veleno. Alcuni morsi sono mortali per la quantità di veleno iniettato, la specie di serpente, la condizione fisica della persona che è stata morsa e dalla zona in questione. È inutile farsi prendere dal panico dopo un morso di vipera poiché dal 20 al 40% dei casi non c’è avvelenamento: la vipera si accontenta si pizzicare la pelle tra i suoi denti senza bucare. Al contrario, quando si tratta di serpenti esotici le conseguenze possono essere gravi. 

Contrariamente a quando si crede i serpenti non pungono, ma mordono. I loro morsi, in particolare quelli delle vipere, possono occasionare dei seri problemi medici. Anche se questi episodi sono molto rari bisogna saper reagire molto rapidamente.



Sintomi

L’assenza di edema elimina la possibilità di avvelenamento. Il morso di vipera, più o meno doloroso, provoca piccole lesioni rosse distanti dai 6 ai 10 centimetri. In caso di avvelenamento un edema appare entro 20 minuti dal morso e si estende progressivamente. L'arto colpito diventa violaceo o ecchimotico. 
Al momento del morso un dolore locare appare nel punto in cui è stato colpito entro le 4 ore che seguono al morso. Nello stesso luogo si verifica l’apparizione di lividi.

Cosa fare?

Per prima cosa pulire il morso con dell’acqua e sapone, disinfettare la zona con un antisettico (alcool a 60°, betadine, ecc), togliere immediatamente ciò che potrebbe ostruire il flusso sanguigno come bracciali, calzini, anelli ecc. Applicare del ghiaccio sulla piaga o dell’acqua ghiacciata per calmare il dolore, somministrare del paracetamolo al soggetto, immobilizzare l’arto con degli oggetti di fortuna e dirigersi verso l’ospedale più vicino evitando di correre per espandere il veleno. Una sorveglianza di qualche ora, un vaccino contro il tetano e degli antibiotici possono essere necessari.

Per prevenire i morsi di serpenti percorrere luoghi in cui c’è la possibilità ci presenza dell’animale indossando scarpe alte (stivali) e pantaloni lunghi per tenere le gambe protette. Utilizzare un bastone nell’erba alta e fare rumore poiché le vipere temono il rumore.

Cosa non fare

È necessario lasciare la ferita libera, quindi non porre nessun ostacolo alla circolazione sanguigna, poiché le tossine tendono ad accumularsi nella zona e si rischia la gangrena. Non utilizzare siero antiveleno su un morso senza edema o ecchimosi, riservare il suo uso per gli avvelenamenti. Non aspirare il veleno con la bocca, in caso di piaghe c’è il rischio di contaminazione. Non incidere la piaga e non cauterizzarla. Non utilizzare pompe aspiranti.

Trattamento

È indispensabile rendersi alle urgenze o al servizio ospedaliero più vicino o telefonare al centro antiveleni.
Un medico esaminerà la lesione e penserà, in caso di edema ad iniettare un apposito siero anti veleno. Tale siero dev’essere inesatto in un ospedale poiché necessita di un controllo medico. Se l’iniezione viene effettuata nelle tre ore successive al morso, l’ospedalizzazione sarà prolungata di un giorno e mezzo. Se l’iniezione viene effettuata dalle 4 alle 5 ore successive, un bilancio sanguigno è necessario per verificare possibili disturbi della coagulazione.
I prodotti acquistati in farmacia come la pompa a vedono non hanno mai fatto prova di efficacia.

Complicazioni

Se l’iniezione del siero non viene effettuata in tempo possono verificarsi diverse complicazioni come un abbassamento della pressione, edema polmonare, disturbi della coagulazione. Diverse settimane in rianimazione possono essere necessarie.

FOTO:© Абаджева Марина /123RF

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