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Lella Costa: «La superiorità maschile? Questione di marketing»

Al Festival dei Diritti Umani abbiamo incontrato la bravissima Lella Costa. Che ha parlato di diritti femminili, di violenza sulle donne e (in)capacità maschili.

La brava Lella Costa da anni è in prima linea contro i femminicidi.


Lella Costa - frasi, ironiche e profonde, che affrontano con la leggerezza del teatro temi complessi, come quello dei diritti delle donne. Ospite della prima edizione del Festival dei Diritti Umani alla Triennale di Milano, Lella Costa parte dall'annosa questione: la mancanza di diritti femminili come segno antico di inferiorità? Non proprio, ribatte lei, ironica come sempre: "Mentre noi ci dividiamo fra mille impegni, loro sono dei geni del marketing: fanno solo una cosa alla volta, eppure la vendono benissimo". Minuta e solare, brillante e affascinate, non è solo una grande attrice, ma una vera icona del teatro civile, che da tempo porta in giro lo spettacolo teatrale “Ferite a morte”, per dare voce alle vittime di femminicidio.

Lella Costa e la genetica

Basterebbe essere pazienti e aspettare che la natura faccia il suo lavoro, precisa: "C'è una buona notizia: il cromosoma Y non è indispensabile. Ce lo spiega uno dei più grandi genetisti al mondo, Steve Jones (non Jobs!). Il cromosoma Y, che contragistingue gli uomini, sta perdendo pezzi. E ovviamente non sa dove ritrovarli. Mentre il nostro cromosoma, quello X ha una particolarità: se si guasta è perfettamente in grado di ripararsi da solo. Strano vero?".

Lella Costa - Ferite a morte

Il suo lavoro, in teatro, parte dai tragici eventi di attualià. "Trovo sempre doloroso leggere le cronache dei processi di stupro. Del branco che ci accanisce su una ragazza indifesa, e delle madri che difendono i loro figli, si accaniscono sulla vittima. Ti aspetteresti che chiedessero scusa, ma se sei definita unicamente dal tuo essere moglie o madre, devi difendere questo ruolo". Donne che stanno dalla parte del carnefice, ma donne che sono vittime, in tutto il mondo: "Inutile girarci attorno, la violenza sulle donne è endemica nel mondo, differenze percentuali sono minime".

I diritti delle donne, il potere degli uomini

"Diritti? Di a da in con super tra fra le donne, diciamo. Ma non è così. Non si tratta di robe da 'ministero della parità' e punto. I diritti delle donne non riguardano solo le donne, riguardano tutti. Ma vero è che spesso le donne diventano complici o custodi di tradizioni sbagliate, contro altre donne, come l'infibulazione". Come si sia arrivati, nel corso della storia, a questo, per lei è chiaro: "Ho una mia teoria, una teoria da soubrette, diciamo. Penso che noi siamo le più brave, nel fare le cose. Ma loro sono formidabili nel marketing. Sono molto più bravi di noi a valorizzare quello che non sanno fare. Dovremmo imparare, ragazze! Prendiamo la maternità. Fin degli albori del mondo, ben prima di Cristo, le donne era celebrate perché avevano la capacità di mettere al mondo figli, un chiaro segno di superiorità". E poi, il crollo. Permesso da noi: "Gli uomini hanno compiuto il delitto perfetto. Ma ecco che gli uomini, pian piano, con calma, ci hanno convinte che visto che a noi già toccava questa palla di fare figli, loro molo gentilmente potevano occuparsi di tutto il resto, ad esempio delle sorti del mondo. Be', direi che il risultato è sotto gli occhi di tutti".

Il ciclo mestruale, potere e controllo

Come hanno fatto a controllarci? "Con il ciclo mestruale. Ci hanno convinte che fosse una jattura. Se fosse toccato a loro, l'avrebbero già reso festa nazionale. Cinque giorni di regali, terme, piatti speciali e totale astensione dal lavoro, non solo quello domestico, su quale ci sono già riusciti. Avrebbero trovato un nome accattivante, 'Le cinque lune rosse', uno sponsor e tutti a festeggiare questa palese connessione con il ciclo della vita, con maree, api e fiori. Noi invece? L'ostracismo. Preferibilmente in quei giorni niente vita sociale, bandite dalle cerimonie religiose, poi ti dicono non fare il pane che non lievita, non fare la maionese che se no impazzisce, non sfiorare le piante che ci restano secche, non scendere in cantina che il vino nuovo va a male".

Lella Costa e Human

Prederà infine il via a luglio il progetto Human, di Lella Costa con Marco Baliani. Una profonda riflessone sul senso del migrare, un percorso teatrale che vuole affrontare i nodi dei terribili conflitti umani ma cercando di non far mancare la leggerezza del sorriso. L'anteprima nazionale sarà a luglio al Ravenna Festival 2016 (quest'anno dedicato a Nelson Mandela).

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