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Osama Bin Laden alla moglie: "Tieni i figli lontani dalle cattive compagnie"

Osama Bin Laden: pubblicati i documenti sequestrati dai Navy Seal nel covo di Abbottabad. Consigli ai mujaheddin - lo Stato Islamico è inutile - e raccomandazioni affettuose alla moglie affinché si prenda cura dei figli e li tenga lontani da cattive compagnie. Oggi l'Isis ha conquistato Palmyra.

Nelle lettere sequestrate dai Navy Seal nel covo di Abbottabad emerge il lato affettuoso di Osama Bin Laden.


Pugno di ferro nella battaglia contro gli Usa e l’Occidente, guanto di velluto in famiglia. Mujaheddin e padre premuroso. Come tutti gli uomini, anche Osama Bin Laden aveva due facce. Quella pubblica e quella privata e se nella prima esortava i suoi uomini a mettere in atto attentati anti-Usa - più utili, secondo lui, della creazione di uno stato islamico - nell’altra raccomandava a una delle sue quattro mogli di prendersi cura dei figli e lasciava affiorare la malinconia per la famiglia lontana. 

A poco meno di due settimane dalle rivelazioni del premio Pulitzer Seymour Hersh che mette in discussione la verità della Casa Bianca e il ruolo degli States nella cattura di Osama Bin Laden, i documenti recuperati dai Navy Seal nel covo di Abbottabad il primo maggio 2011 - giorno del raid che uccise il leader di Al Qaeda - fanno il giro del mondo. Che libri leggeva - dal reporter del Watergate, Bob Woodward, al filosofo del Massachussetts Institute of TechnologyNoam Chomsky - che consigli dava ai combattenti e che cosa voleva per i suoi figli.  

In una lettera esorta la moglie Khairiah (una delle sue cinque, appena rilasciata dall’Iran) affinché li tenga lontani da “cattive compagnie” così come le chiede di cercare un buon marito, magari un mujaheddin oppure una “brava persona” per le sue figlie. In un’altra s’informa del matrimonio del figlio Khaled e soffre per la lontananza che lo separa dalla sua (numerosa) famiglia, sparpagliata nel mondo, costretta alla latitanza. In un’altra, con il figlio Hamza, ai tempi 20enne, rifugiato in Iran, in stato di libertà vigilata, lontano da casa da quando ne aveva 13, lascia trasparire la malinconia ma non viene meno l’attenzione per la sua preparazione militare visto che più volte lo ha indicato come il suo successore. 

Oggi di loro, che sarebbero circa 24, di età molto distanti, non si quasi più nulla. All’indomani del raid aveva fatto sentire la sua voce Zakaria Al-Sadah, fratello di Amal, la quinta moglie di Osama, chiedendo che qualcuno si occupasse dei nove bambini più piccoli che, dopo l’uccisone del padre, erano stati “confinati in un appartamento di tre stanze e senza finestre, a Islamabad”. Un appello lanciato ai media britannici perché “non è giusto che persone innocenti paghino per le colpe di Bin Laden solo in quanto parenti”. 

Nel frattempo, quello Stato Islamico che Bin Laden riteneva inutile, ha conquistato la città di Palmyra, seminando altri morti lungo il suo cammino e mettendo a rischio la sopravvivenza (anche) di quel sito archeologico sopravvissuto a quasi 4mila anni di intemperie.

Copyright foto: Kika Press