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L'uomo Peter Pan: quando lui ha paura di crescere

La chiamano sindrome di Peter Pan: cosa fare se lui non vuole crescere? La psicoterapeuta Barbara Carotti spiega come si cura, da dove nasce il fenomeno e come riconoscere un eterno bambino fin dal primo appuntamento. Ma soprattutto, come riuscire a costruire una relazione sana, per arginare paure e difficoltà. 

Sindrome di Peter Pan: quando lui ama i videogiochi e detesta gli impegni e le scadenze, è il caso che scatti un campanello d'allarme. Potrebbe essere un bambino che non vuole crescere.


Ciascuna di noi ne conosce uno in carne e ossa, con buona pace di Campanellino e dell'Isola che non c'è. Affascinante, divertente, gran seduttore e idolo dei suoi coetanei. L'uomo Peter Pan è il sogno e l'incubo di molte. La dottoressa Barbara Carotti, psicoterapeuta del Centro Medico Santagostino di Milano, ci spiega, al di là delle favole, in cosa consiste questa sindrome, da dove nasce, in che modo la si riconosce e come la si cura.

Cos'è la Sindrome di Peter Pan ?

Il nome è stato introdotto nel 1983 dallo psicologo junghiano Dan Kiley nel suo libro The Peter Pan Syndrome: Men Who have never Grown Up, che si ispira all'opera teatrale il cui protagonista è poi entrato nell'immaginario comune grazie al famoso film d'animazione della Disney. Proprio come Peter Pan, che decide di rimanere per sempre ragazzino, le persone affette da questa sindrome sono incapaci di assumersi le responsabilità tipiche di un adulto e in diversi ambiti della loro vita (affettivo, lavorativo e sociale) si mostrano adolescenziali, con un approccio superficiale ai problemi e disimpegnati nelle relazioni.

Qual è la loro personalità?

Persone allegre e di compagnia, sono uomini affabili e brillanti, che catturano le donne intessendo relazioni poco impegnate, ma brevi, perché quando sentono delle aspettative da parte dell'altro tendono ad evitare il coinvolgimento emotivo, per proteggersi da una possibile delusione. In termini psicologici questa Sindrome è chiamata nanotenia psichica, ed è definita come uno stato di immaturità della sfera psicoaffettiva. Non è un disturbo mentale, ma un insieme di comportamenti che, nei casi più gravi, può rientrare nell’ambito dei disturbi della personalità.

Quali sono le cause?

I Peter Pan sono bambini che vengono da un ambiente eccessivamente protettivo, che non ha promosso indipendenza e la responsabilità, convincendoli che la vita sia priva di preoccupazioni e di momenti difficili. Ne consegue per il bambino una difficoltà a costruire una solida fiducia in se stesso, che gli permetta di confrontarsi con le difficoltà quotidiane e tollerare i piccoli fallimenti, o assumersi le responsabilità delle proprie azioni. Inoltre, nell'ultimo decennio, la crisi economica ha spostato in avanti la fine dell'adolescenza, ritardando la possibilità per i ragazzi di rendersi indipendenti dalla famiglia e di raggiungere un'autonomia personale e sociale.

Perché si manifesta in età adulta?

La Sindrome appare fra i 30 e i 45 anni, quando diventa più evidente che alcune tappe evolutive (un lavoro stabile, il matrimonio o la paternità) non sono state raggiunte. La persona cresce normalmente e la sua intelligenza si sviluppa, ma il suo mondo interiore rimane bloccato all'infanzia. Si rifugia così in un mondo ideale e quando si trova costretto a scontrarsi con la vita vera e con le sue difficoltà, regredisce. Questi “bambini intrappolati nel corpo di un adulto” non riusciranno quindi ad adattarsi ai cambiamenti delle varie fasi della vita.

Come si riconosce un Peter Pan?

Agli occhi degli altri sono persone che si godono sempre la vita; in realtà i Peter Pan soffrono molto di fronte a difficoltà esterne e piccoli fallimenti, possono reagire con rabbia e frustrazione, oppure soffrire di mal di stomaco e forti emicranie in coincidenza di eventi importanti, che comportano grosse responsabilità, come ad esempio impegni di lavoro o incontri familiari. Va ancora peggio nelle relazioni affettive: l'incapacità di amare (e di amarsi) li porta spesso a comportarsi come dei bambini che pretendono di ricevere amore senza dover dare nulla in cambio. Devono imparare ad amarsi per riuscire ad amare a loro volta, il che gli permetterà di gestire anche i disturbi psicosomatici e quelli psicologici.

Ne sono più colpiti gli uomini?

Non esistono delle statistiche ufficiali ma sembra che sia più diffusa tra gli uomini.

E nel caso delle donne?

Ci sono caratteristiche leggermente diverse. Si tratta di donne mature che appaiono e si comportano come ragazzine più giovani: portano abiti non adatti alla loro età, amano il divertimento sfrenato e sono molto seduttive, cercano sempre nuovi partner, senza riuscire a legarsi. Possono usare un linguaggio da teenager con un uso smisurato della messaggistica e degli emoticon. Se diventano madri possono mettere in atto comportamenti competitivi, rispetto alla bellezza o all' essere giovane.

Che consiglio darebbe a un Peter Pan?

In genere chi ne soffre fa molta fatica a riconoscere di avere un problema, quindi i primi segnali arrivano da chi sta accanto a lui. Anche dalla mamma, che si rende conto di avere un figlio che rifugge ogni responsabilità. Un percorso psicoterapeutico potrà in primo luogo aiutarlo, permettendogli di uscire dal blocco evolutivo in cui è intrappolato.

Cosa fare, se il proprio lui è un Peter Pan?

Molte volte sono le partner, stanche di alcuni comportamenti, che spingono i Peter Pan ad iniziare una terapia. È importante non criticarli o accusarli di essere dei bambini, perché quando si sentono messi in discussione, i Peter Pan scappano e abbandonano la relazione. Serve invece un atteggiamento fermo ma comprensivo, per aiutarli a diventare più consapevoli del loro modo di funzionare e agevolarli nella crescita. È utile anche abituarli a prendersi la responsabilità delle loro azioni, perché spesso non sono consapevoli del loro comportamento e incolpano gli altri dei problemi che loro stessi hanno creato.

Primo appuntamento: come li riconosciamo?

Sono uomini che non fanno mai progetti o hanno la tendenza a rimandare sempre, possono avere un eccessivo interesse per i videogiochi o le attività ludiche infantili e adolescenziali, privilegiare i momenti di divertimento con gli amici senza tenere conto delle esigenze della coppia, o essere riluttanti verso i naturali cambiamenti del ciclo di vita, come il desiderio di continuare a sentirsi figlio piuttosto che compagno o padre. In generale sfuggono alle responsabilità e mettono in secondo piano le esigenze lavorative, non rispettando le scadenze.

Insomma, meglio stare alla larga?

Non tutte le relazioni con un Peter Pan sono fallimentari e non ci sono solo aspetti negativi. Anzi. Alcune coppie possono funzionare molto bene, specie se la donna è stata attratta dagli aspetti di libertà e spensieratezza in cui si rispecchia: in questo modo saprà accettarlo per quello che è, e il legame potrà essere superficiale, ma duraturo.

 
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