Shopping on-line? Karl Lagerfeld dice no, “è meglio il negozio”

Karl Lagerfeld a Firenze: vivere on-line è sinonimo di timidezza. Lo shopping sul web? Meglio i negozi, la moda si deve toccare con mano.

Karl Lagerfeld da Firenze punta il dito contro lo shopping online: La moda è cultura, meglio toccare con mano.

 

Lo shopping è un’attività culturale, parola di Karl Lagerfeld che a Firenze veste i panni del novello San Tommaso condannando l’acquisto on-line e invitando gli amanti della moda a “toccare con mano”.  “Spero che i negozi online non sostituiscano completamente quelli reali – si è augurato lo stilista che quest’anno festeggia anche i 50 anni alla guida creativa di Fendiperché lo shopping è un’attività culturale, bisogna toccare i prodotti, non bisogna uccidere l’esperienza del negozio”. 

Se la moda è cultura non può mancare, durante la Giornata Mondiale del Libro del 23 aprile, un parallelismo con la letteratura, ovviamente cartacea. “Così come gli e-book non hanno ucciso i libri – continua infatti il designer - io penso che vivere sempre online rappresenti una forma di timidezza”. Un’apertura alle tecnologie, naturalmente, non può mancare per esempio nel mondo della pubblicità. “Se parliamo di tecnologie – ammette infatti Lagerfeld - devo dire che per la pubblicità bisogna usare la fotografia digitale”. Ma attenzione a non esagerare “io – continua l'eclettico direttore creativo di Chanel - penso che sia pericoloso mettere tutti i dati sul telefonino e infatti il mio computer è tutto nella mia testa”. 

Durante il suo, applauditissimo, intervento all’International Luxury Conference fiorentina lo stilista si è anche rivolto ai nativi digitali, i giovani stilisti emergenti. “Mi piacciono le nuove generazioni, di più di quelle degli anni ’80 – ha ammesso – ma ognuno deve trovare la sua via. La mia carriera è iniziata in modo diverso, le cose ora vanno fatte in altro modo. Non credo che il mio consiglio possa avere valore, bisogna solo lavorare”. 

Lavorare sì ma senza troppi grilli per la testa. “Nel passato – ha continuato - gli stilisti volevano essere accettati socialmente, oggi vogliono essere artisti. Io dico, vuoi essere stilista o artista? Tutti vogliono che il lavoro sia considerato arte, mi spiace ma non è così”. Arte o meno, comunque, è indubbio che il direttore creativo di Fendi rappresenti un esempio da imitare: qual è il segreto del successo? “Migliorarsi sempre, pensare che la prossima volta sarà meglio - conclude lo stilista -. È molto sano vivere una vita professionale ad alta velocità perché le idee vengono lavorando". Non resta che fidarsi, e rimboccarsi (velocemente) le maniche. 

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