Carcinosi peritoneale: aspettative di vita

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La carcinosi peritoneale identifica il cancro del peritoneo. Ecco di cosa si tratta, quali sono i sintomi e la sopravvivenza a questa malattia.


Tumore peritoneo

La carcinosi peritoneale è un’affezione tumorale maligna, che colpisce il peritoneo, caratterizzata dalla presenza di noduli di cellule neoplastiche adesi alla membrana peritoneale e dalla presenza di liquido ascitico in peritoneo. È più spesso secondaria alla diffusione nel peritoneo di cellule neoplastiche provenienti da tumori primitivi siti in altri organi come l’appendice, il colon-retto o l’ovaio. Può anche essere tumore primitivo del peritoneo: è il caso del mesotelioma (spesso determinato dall’esposizione all’amianto).

Sintomi della carcinosi peritoneale

I sintomi del tumore del peritoneo sono molto vaghi e non propriamente specifici. Si nota, di norma, dimagrimento, anoressia, dolori addominali e può anche evidenziarsi un progressivo aumento della cavità addominale. Nell’evoluzione della malattia può presentarsi un’occlusione intestinale.

Diagnosi

La diagnosi di cancro del peritoneo è prima di tutto sospettata ed in seguito confermata da un esame come lo scanner addominale. Per accertarsi che si tratti di questo tipo di tumore viene effettuata anche un'analisi del liquido peritoneale.

Sopravvivenza

Per molto tempo si è pensato che la carcinosi peritoneale fosse una malattia terminale e che quindi non potevano essere attuate che delle cure palliative. Negli ultimi anni l’approccio di questa malattia è cambiato radicalmente sia nella somministrazione di medicinali antiblastici, sia nell’intervento chirurgico. In particolare la peritonectomia, che consiste in delle procedure chirurgiche che puntano all’esportazione della neoplasia peritoneale, associata a HIPEC (ipertermia peritoneale), hanno di molto allungato l'aspettativa di vita dei pazienti affetti da carcinosi primitiva o secondaria.
Attualmente l’introduzione di queste nuove terapie ha evidenziato una sopravvivenza a 5 anni nei pazienti trattati del 15-20% per carcinosi peritoneale nel cancro dello stomaco, 30% per la carcinosi peritoneale del tumore del colon-retto, 50% per il carcinoma ovarico, 45% nel mesotelioma peritoneale e 80% nello pseudomixoma peritoneale. La sopravvivenza varia col tipo istologico e l’aggressività della malattia.

Come si svolge la chemioterapia?

La chemioterapia in caso di carcinosi peritoneale prevede un primo momento chirurgico, che consiste nell’eliminare tutti i noduli presenti sulla membrana peritoneale con l’uso di elettrobisturi ad alto voltaggio. In caso di coinvolgimento importante di alcuni organi addominali (milza, fegato, utero, ovaie) si eliminano chirurgicamente anche le zone infiltrate dalla neoplasia. Si procede quindi al lavaggio peritoneale con soluzioni di chemioterapici ad alto dosaggio, che non vengono assorbiti dal circolo generale e quindi non danno grossi effetti collaterali. Per aumentare assorbimento ed efficacia dei chemioterapici viene indotta ipertermia nel paziente.

Effetti collaterali e complicanze della chemioterapia

Gli effetti collaterali della chemioterapia sono alopecia, mucosite, mielodepressione con riduzione di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine, neurotossicità, stipsi, diarrea. Le complicanze possono essere di ordine generale tipo infezioni con febbre (per la riduzione di globuli bianchi), anemia (per riduzione dei globuli rossi), emorragie cutanee o mucose (per riduzione delle piastrine). Inoltre la chemioterapia locale aumenta i rischi legati all’intervento chirurgico perciò il paziente viene tenuto in osservazione in terapia intensiva per almeno 24 ore.

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