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Marianne Ihlen, Leonard Cohen raggiunge la sua musa

Poeta, cantautore e scrittore, Leonard Cohen è morto il 7 novembre 2016 a 82 anni, pochi mesi dopo la scomparsa di Marianne Ihlen, la sua musa e compagna (di un pezzo) di vita. 

L'annuncio della morte di Leonard Cohen è apparso l'11 novembre con un post su Facebook scritto dallo staff dell'artista.

 

Leonard Cohen sentiva che la fine era vicina. Lo scorso luglio lo aveva scritto a Marianne Ihlen, la sua musa e compagna di un pezzo di vita, in quell’ultima lettera d’amore che ha commosso non solo lei (morta di leucemia il 28 luglio 2016, due giorni dopo averla letta). "Marianne è venuto il tempo in cui si è vecchi e i nostri corpi cadono a pezzi credo che ti seguirò presto. So di esserti così vicino che se tu allungassi la mano, potresti raggiungere la mia". Chissà se da qualche parte la norvegese che lo ispirò nei dieci anni vissuti in Grecia ha davvero allungato una mano al cantautore dalla voce roca scomparso il 7 novembre. Il mondo lo ha scoperto la mattina di tre giorni dopo, quando su Facebook è apparso un post del suo staff che annunciava la morte del "leggendario poeta, cantautore e artista", "uno dei visionari più prolifici e rispettati". Uno che ha conquistato il cuore di chiunque lo abbia ascoltato. 

Perché la sua non era solo musica, era poesia in musica. D’altronde ai tempi dell’università a Montréal voleva fare lo scrittore, il poeta per la precisione. Se è diventata una delle voci del Novecento (e non solo) è perché aveva bisogno di soldi. Virata solo stilistica, dal momento che se sue canzoni sono un carillon di vita, morte, religione, politica, sesso, solitudine, depressione e amore. E donne, come due dei suoi brani più amati, So Long, Marianne e Suzanne, dal nome delle sue muse.     

 

Marianne Ihlen e Leonard Cohen: amore (quasi) eterno 

La prima, Marianne Ihlen, è quella che lo ha ispirato: è anche grazie a lei se negli anni Sessanta, sull’isoletta greca di Hydra, Leonard scrive, scrive e scrive battendo i tasti della sua Olivetti verde acquistata a Londra per 40 sterline. Marianne ha un marito e un figlio, Leonard aspetta e quando la bellissima norvegese classe 1935 si ritrova da sola, lui la consola, si prende cura del piccolo. In breve diventa l’uomo di casa e il loro un amore grande. "Ti ho sempre amata per la tua bellezza e la tua saggezza, ma non serve che io ti dica di più poiché lo sai già - le scrive lo scorso luglio -. Adesso, voglio solo augurarti buon viaggio. Addio vecchia amica. Amore infinito. Ci vediamo lungo la strada". 

 

Leonard Cohen-Suzanne: le due donne (e le altre) 

E poi c’è Suzanne. C’è la Suzanne (Verdal) che ispirò il celebre brano ma con cui (si dice) non abbia mai avuto una relazione d’amore e c’è Suzanne Elrod, l’artista di cui s’innamorò negli anni Settanta e che diventò la madre dei suoi due figli, Adam e Lorca. La loro fu una relazione come “una ragnatela. Molto complicata”, disse lei. Lui avrebbe voluto sposarla, rinunciò per paura ma la trattò come una moglie ricoprendola di attenzioni. 

Anche quando, negli anni Ottanta, incontrò Dominique Issermann, la fotografa francese - autrice dei video per i brani Dance me to the End of Love e First We Take Manhattan - che lo conquistò senza travolgerlo in una relazione che presto si trasformò in un legame professionale. E anche quando, negli anni Novanta, Leonard s’innamorò di Rebecca De Mornay, la giovanissima attrice e modella (tra i due c’erano 25 anni di differenza) che lo portò molto vicino all’altare. Era il 1993, l’anno in cui Leonard lasciò la vita ordinaria per rifugiarsi nell’isolato tempio buddista di Mount Baldy, in California e coltivare quella spiritualità che tre anni dopo lo trasformerà in un monaco. L’ennesimo tassello di un artista (l’ennesimo) che ha abbandonato questo mondo nel 2016 lasciando un’eredità tutta da raccogliere, eterna.

Copyright foto: Kika Press

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