Sepia officinalis: indicazioni sul rimedio omeopatico

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La sepia è un liquido nero secreto dalla seppia, un mollusco che si trova nell’oceano e nel Mar Mediterraneo, e che appartiene alla specie della sepia officinalis. Ricco di oligoelementi e di amminoacidi, questo inchiostro è utilizzato in omeopatica per alleviare diversi disturbi.



Indicazioni

La sepia è indicata in omeopatia per la cura di disturbi digerenti (quali nausea, gonfiore, costipazione, digestione lenta) e in ginecologia (in caso di ritardi del ciclo mestruale, mestruazioni dolorose, perdite bianche e micosi vaginale). In dermatologia, lo si impiega spesso per uso esterno per il trattamento di infezioni cutanee quali acne, psoriasi, eczema, herpes e pelle secca. Grazie alla sua azione espettorante, la sepia officinalis libera le vie respiratorie in caso di raffreddore, asma o bronchite. Questo rimedio omeopatico agisce anche sul sistema nervoso centrale, ragione per la quale esso è raccomandato a persone che soffrono di depressione o disturbi dell’umore. Infine, la sepia officinalis, come rimedio omeopatico, permette di alleviare il dolore da emorroidi.

Posologia

Questo prodotto è proposto in diverse diluizioni, ognuna associata ad un colore: 4CH (giallo), 5CH (verde), 7CH (rosso), 9CH (blu), 12Ch (verde acqua), 15 Ch (arancio) e 30CH (viola), commercializzata in granuli e dosi sotto forma di tubo. Una volta aperta la linguetta dell’imballaggio e riversato il contenuto sulla lingua lasciarlo sciogliere, senza masticare, prima di ingoiarlo. L’assunzione di sepia officinalis nei bambini deve essere diluita in 10 cl di acqua. Una volta aperto conservare il prodotto in posti lontani dalla luce, dall’umidità e dal calore.

Controindicazioni ed effetti collaterali

Sepia officinalis non ha alcuna controindicazione o effetto secondario che deve essere segnalato. Questo farmaco può essere utilizzato durante la gravidanza. Lo si sconsiglia, però, a coloro che soffrono di un’intolleranza al galattosio o al fruttosio, o in caso di sindrome di malassorbimento del glucosio.


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