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Brigliadori-Iene: il metodo Hamer scatena la rissa

Eleonora Brigliadori, sostenitrice del (fantascientifico) metodo Hamer nella cura dei tumori, perde le staffe in un servizio de Le Iene che dà voce alle donne guarite con la chemioterapia.

Secondo il metodo Hamer, divulgato anche dalla Brigliadori, il tumore sarebbe scatenato da un trauma irrisolto.

Schiaffi, tirate di capelli e insulti. "Pezzo di merda vivente, che è venuta con un microfono nella borsa, schiava dei demoni, senza dio". Le immagini sono confuse (data la rissa) ma gli insulti di Eleonora Brigliadori all’inviata de Le Iene (una malata di cancro prestata alla trasmissione) sono inconfondibili. A scatenare l'onta dell'ex showgirl il metodo Hamer nella cura del tumore al posto della chemioterapia. Lo stesso metodo che, alla fine dell'estate, ha ucciso Eleonora Bottaro, l'ultima della serie. 

Metodo Hamer: la lista dei decessi

Fantascienza, quella di Ryke Geerd Hamer, il medico tedesco radiato dall’albo per le sue teorie che, purtroppo, abbindolano sempre di più e Nadia Toffa lo ricorda nell’introduzione al servizio andato in onda domenica 2 ottobre. “5 aprile: Cure alternative per il cancro, 3 morti a Torino; 3 settembre, 2 morti in pochi giorni tra seguaci metodo Hamer; 4 settembre: niente chemio, uso le erbe. Muore mamma di 34 anni”.

Perciò, incalzata da alcune donne che dopo aver sconfitto il cancro grazie alla medicina tradizionale hanno creato la pagina Facebook Disinformazione criminale perché “stanche di sentir dire che la chemioterapia uccide”, Nadia Toffa ha deciso di dar loro una mano e mettere un freno alla propaganda della Brigliadori, “un invito al suicidio”, come sintetizza la più giovane di loro. Perché tanto il tumore è una malattia - e non un malessere o un trauma irrisolto come professa Hamer - quanto “la chemioterapia è un percorso che inizia e se il tumore è preso in tempo, finisce”. Magari la soluzione fosse “ricercare la felicità dentro di noi”, o la fitolacca, “una pianta da cui estraggono questa pomata che è usata dalla medicina omeopatica per guarire le emorroidi” che altro non fa se non anestetizzare la massa tumorale. Oltre a far predere tempo prezioso, s'intende. 

Il metodo Hamer (sintesi di Eleonora Brigliadori)

Investita del ruolo di inviata, una di loro chiama la Brigliadori, davanti a una sbalordita Nadia Toffa. Fedele a se stessa la ex showgirl ripete le sue tesi e ribadisce i suoi metodi, tanto al telefono quanto di persona, quando le due s’incontrano. “Quando tu hai un tumore al seno - spiega - vuol dire che per un certo tempo i suoi pensieri sono stati monoloaterali e questo accendere il corpo astrale ha fatto sì che questa parte soprasensibile penetrasse nelle cellule che però sono governate dalla periferia, quindi aumentando il nucleo in quella zona dove il corpo sta penetrando abbiamo la possibilità di frenare questa distruzione”. Perciò, se il tumore è maligno, dice, “vuol dire stai tranquilla che stai guarendo da sola. Se tu non fai interventi sbagliati di chemioterapia, di radioterapie che uccidono l’uomo arrivi nella fase di soluzione”. E ancora: “se non ci fosse la guarigione non ci sarebbe nemmeno la malattia” al massimo “si muore da un tumore al seno se vai a seguire i loro consigli” dal momento che “l’organismo ha il potere di rimettere in ordine le cose nel momento in cui tu mantieni il tuo centro, non ti fai terrorizzare” dai medici che instillano paura per denaro. “Quindi - conclude - così come i gerarchi nazisti furono giudicati a Norimberga per crimini contro l’umanità, oggi io ho chiesto pubblicamente che questo giudizio venga fatto su queste persone che campano sulla morte”. Poi Eleonora s’insospettisce, la telecamera si spegne e il resto, la rissa, viene immortalata dal cellulare. 

Brigliadori santona: l'appello delle donne guarite (con la chemio)

Da quel giorno sono passati 3 mesi, oggi l’inviata per un giorno de Le Iene, sta meglio grazie alla chemio e Nadia Toffa ci prova, per l’ultima volta: raggiunge la Brigliadori in un piccolo paesino e la ritrova nel bel mezzo di un rito contro i demoni, nel ruolo di sciamano (per 100 euro, in nero, “perché le considero delle donazioni”). Di bianco vestita, con bastone in mano, non gradisce la visita e dopo averla insultata, le assesta uno schiaffone sul collo, le urla addosso, le sputa in faccia. Niente da fare: la Brigliadori è ferma sulle sue posizioni, ma le donne guarite lanciano un appello: “Fate prevenzione, pretendetela, non abbiate paura. Di chemioterapia non si muore, resti comunque donna anche senza i tuoi capelli e senza le sopracciglia e scopri che la femminilità non è fatta di una tetta”.

 

Copyright foto: Kika Press

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