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Lavori troppo? Lo studio avverte: attenzione ai brindisi

Secondo lo studio pubblicato sul British Medical Journal chi lavora più di 48 ore alla settimana è più incline al consumo di alcolici. Ma attenzione a concedersi troppi brindisi: in Italia 9 milioni di persone sono a rischio dipendenza.

 

Secondo lo studio pubblicato sul British Medical Journal chi lavora più di 48 ore alla settimana è più incline a concedersi qualche brindisi di troppo.


Sarà per festeggiare i successi professionali o per “dimenticare” le (troppe) ore passate in ufficio, fatto sta che chi lavora di più è più portato al consumo di alcolici. A sostenerlo è uno studio pubblicato sull’autorevole British Medical Journal che, confrontando i risultati di oltre 30 ricerche scientifiche con un campione di quasi 400mila “cavie”, mette in guardia dalla stretta relazione che sembra intercorrere tra le ore passate al lavoro e il consumo di cocktail, vino e birra. Attenzione, avverte la ricerca, perché chi lavora più di 48 ore alla settimana – dati alla mano – generalmente è più stressato e, per questo, sembra più orientato a concedersi qualche brindisi di troppo. 

Che sia l’aperitivo per festeggiare la fine di una giornata intensa o la cena tra amici a metà settimana, poco importa perché può essere una “abitudine” molto dannosa che, in un numero consistente di casi, supera la soglia (considerata critica) dei 21 bicchieri di vino a settimana per gli uomini e dei 14 brindisi in sette giorni per le signore . Top manager o impiegati poco cambia: secondo la ricerca, infatti, lo stress lavorativo è da ricercare in primo luogo nella quantità del tempo passato a svolgere la propria professione e il ruolo incide poco nel numero dei cin-cin così come non sembrano essere importanti le differenze di etnia, genere, classe sociale e età. 

I rischi, però, riguardano tutti e prevedono pericoli soprattutto per la salute: in Italia, per esempio, si stima che quasi 9 milioni di persone siano a rischio dipendenza mentre nel mondo, stando ai dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanitàriferiti al 2012, l’abuso di alcool è il secondo fattore di rischio per la morte prematura (subito dopo al consumo di tabacco).  Insomma, meglio darsi una regolata e se proprio si vuole brindare ai successi lavorativi concedersi qualche buon centrifugato, perfetto in Primavera.

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