Casodex®: piano terapeutico ed effetti secondari

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Casodex®, a base di bicalutamide, viene utilizzato per il trattamento del tumore alla prostata con metastasi o in fase terminale.



Principio attivo

La sostanza attiva di Casodex® è il bicalutamide da 150mg, una molecola che blocca l’azione degli androgeni a livello dei recettori. La sua azione contribuisce ad evitare la moltiplicazione delle cellule cancerogene e a distruggerle. Questo farmaco è solito essere somministrato per via orale, sotto forma di compresse.

Piano terapeutico

Casodex® è riservato agli uomini che presentano un cancro alla prostata primitivo avanzato o secondario (metastatico). Nel primo caso, il cancro primitivo avanzato, il trattamento si accompagna ad una castrazione, mentre nel secondo caso, se associato ad un altro tumore (metastasi), esso viene curato con un intervento della prostata (prostatectomia radicale) o radioterapia. La posologia raccomandata è di 50 mg al giorno e la durata totale del trattamento può protrarsi fino ai 5 anni in caso di cancro a stadio avanzato. Casodex® rientra nel piano terapeutico a carico del SSN a livello regionale. Chiedere al proprio medico curante maggiori informazioni in merito.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali di Casodex® sono numerosi. I più frequenti includono disturbi digestivi (nausea, costipazione, dolori all’addome), vampate di calore, abbassamento dei globuli rossi (anemia), vertigini, sonnolenza, stanchezza, inappetenza, aumento di peso, disturbi urinari e cardiaci (dolori al torace, insufficienza del ritmo, infarto), dolori alle mammelle, reazioni cutanee (prurito), alopecia ed ematuria.

Controindicazioni

Il farmaco è controindicato in caso di allergia ai componenti che lo compongono, in contemporanea con un trattamento a base di cisapride, contro il reflusso o farmaci antistaminici. Da non somministrare a donne e a bambini.

Avvertenze

Casodex® non è raccomandato in caso di cancro alla prostata localizzato, fin quando il tumore non ha raggiunto lo stadio avanzato. I pazienti che soffrono di insufficienza epatica moderata o grave devono essere strettamente monitorati durante i primi sei mesi, dati i disturbi epatici che possono conseguire dall’assunzione del farmaco stesso.