Psoriasi: cos'è e come si cura

La psoriasi è una malattia cronica della pelle che si manifesta con l’apparizione d placche di pelle spessa, secca e rossastra sita su diverse parti del corpo. Seppur benigna, questa patologiapuò incidere negativamente sul quotidiano.



La malattia

La psoriasi appare a zone sulla pelle e si caratterizza dalla presenza di squame, croste di pelle dura e secca, che crea uno strato di pelle biancastra, poco estetica da vedere. Queste lesioni cutanee possono prudere e risultare dolorose, ma non si tratta di una malattia né contagiosa né allergica. Essa può interessare sia gli adulti che i bambini, sia uomini che donne, con la tendenza ad apparire tra i 20 e i 50 anni.
Trattasi di una patologia non prevedibile, le cui lesioni cutanee evolvono a tratti regredendo o riapparendo in modo del tutto spontaneo e colpendo sia le unghie, che i gomiti, i piedi o le mani, il cuoio capelluto e nei casi più gravi anche tutto il corpo.

Tipi di psoriasi

A seconda del tipo di psoriasi di cui un individuo può essere affetto, si distinguono diversi tipi di morfologia delle lesioni. La psoriasi può avere anche diversi aspetti, si parla infatti di una psoriasi volgare, generalmente caratterizzata da placche rosse con squame bianche aderenti, con contorni limitati, che interessano solitamente i gomiti e le ginocchia o si può parlare di una psoriasi inversa, che colpisce le zone del corpo in cui ci sono delle pieghe (dunque inguine, glutei, zona sotto il seno, ecc.).

La psoriasi del cuoio capelluto provoca solitamente delle croste bianche, mentre quella dei palmi delle mani e delle piante dei piedi è simile a patologie quali cheratodermie palmare plantare, fissurativa, pustolosi palmoplantare, ecc. Mentre se colpisce le unghie, si parla anche di onicolisi. La psoriasi può colpire anche le articolazioni. In tali casi si parla di reumatismi psoriasici che possono interessare sia le mani, che i piedi, che la zona lombare. In generale, si può affermare che la psoriasi può sopraggiungere sotto forma di sintomi lievi o moderati o di forme più gravi che possono arrecare più danno alla zona colpita.

Psoriasi guttata

In meno di un caso su dieci, nella maggior parte dei casi sono interessati bambini e adolescenti, la psoriasi prende forma di piccole placche di meno di un centimetro di diametro: la psoriasi guttata. Questa patologia può sopraggiungere a seguito di un’infezione da streptococco e può presentarsi, non sotto forma di placche, ma di piccole goccioline disseminate su tutto il corpo, specialmente nella zona in cui vi è contatto con i vestiti (la cinta dei pantaloni, un reggiseno molto stretto) ma anche in zone libere da ogni contatto esterno, quali avambraccio e cuoio capelluto. La psoriasi guttata non si manifesta con delle grandi placche irritanti ma da piccole zone che tendono a guarire più velocemente, una volta cadute le squame.

Psoriasi inversa

La psoriasi inversa, chiamata anche psoriasi delle pieghe, indica un tipo di psoriasi che si manifesta con placche rosse (e lisce) in aree in cui vi sono delle pieghe della pelle: ascelle, ano, ombelico, la zona dei genitali, le pieghe del seno e le cavità poplite. Le placche di questa forma di psoriasi sono in genere ben delimitate rosse e lisce (senza squame) e, purtroppo, non esiste un trattamento atto a farle guarire definitivamente.

Psoriasi pustolosa

La psoriasi pustolosa è una forma di psoriasi localizzata sui palmi delle mani e sulla pianta dei piedi e può essere facilmente scambiata per altre patologie, quali micosi o eczema. In questa forma di psoriasi le pustole secche si screpolano facilmente e si infiammano, impedendo al paziente che ne soffre l’utilizzo di determinati prodotti detergenti, e se sui piedi, anche di camminare tranquillamente senza provare dolore.

Psoriasi del cuoio capelluto

Il cuoio capelluto è una delle zone più colpite dalla psoriasi. Essa si presenta sotto forma di placche rosse squamate, che irritano la pelle e che la lasciano non protetta una volta che le squame cadono. Queste lesioni sono associate spesso ad altre localizzazioni (gomiti, ginocchio o schiena inferiore), il cui l’aspetto antietetico è preponderante. Purtroppo anche per questo tipo di lesioni non esiste ancora un trattamento mirato a ridurre il rossore cutaneo e l’eventuale prurito.

Psoriasi eritodermica

Questo tipo di psoriasi si manifesta con delle pustole squamose disseminate su delle zone rosse e irritate. Essa può colpire tutto il corpo e può accompagnarsi a febbre e brividi, prurito e dolore acuto unito a gonfiore. Trattasi di una forma rara e grave di psoriasi che deve essere trattata rapidamente, poiché può portare al decesso e causare ipotermia e perdita di liquidi.

Artritre psoriasica

Questa patologia definisce un'infiammazione articolare di tipo cronico che si associa alla psoriasi e che può colpire ogni tipo di articolazione. Essa si manifesta con dolore, gonfiore e rigidità della zona colpita.

Cause

La psoriasi provoca una proliferazione eccessiva delle cellule della pelle, cheratinociti, che provocano, a loro volta, un’alterazione dell’interazione tra le cellule dell’epidermide e quelle del derma. La causa della psoriasi è un rinnovo troppo rapido delle cellule dell’epidermide. Di norma le cellule cutanee impiegano tra i 28 e i 30 giorni per arrivare ad essere mature e scomparire durante il corso della desquamazione. In caso di psoriasi, queste cellule arrivano molto più rapidamente al loro stadio maturo, in circa 3 o 4 giorni. Le cause principali che scaturiscono questo fenomeno psoriasico non sono state realmente determinate e molte sono le ipotesi evocate in merito dagli specialisti. Sembrerebbe, tuttavia, che la genetica svolga un ruolo fondamentale nello sviluppo di questa patologia.

Fattori di rischio

L’aspetto ereditario della psoriasi è fondamentale e deve essere in considerazione dagli esperti, poiché circa 3 malati su 10 presentano una forma famigliare di questa patologia. Oltre questo fattore, lo stress emozionale, uno shock psicoaffettivo rappresentano un ulteriore fattore di rischio importare che può favorire l’apparizione della psoriasi in un soggetto. Quando l’ansia pregressa si attenua e il fattore emozionale è ben gestito, ecco che anche la psoriasi tende a migliorare.

Lo stress da solo non può spiegare, da solo, il perché si manifesta la psoriasi. Per tanto è possibile che le prime apparizioni della malattia siano provocate da un fattore scatenante, lo stress, ma che alla base vi sia la liberazione di neuromediatori del sistema nervosi, particelle che favoriscono l’infiammazione della pelle e portano le cellule a regredire come se fossero aggredite. In generale l’improvvisa manifestazione patologica della psoriasi è data da fattori quali un’infezione, faringite o angina avute in precedenza; alcuni farmaci ad assunzione orale o locale, tra questi il litio, i cortisoni, i betabloccanti, gli inibitori dell’enzima di conversione; l’esposizione solare prolungata; un trauma o una ferita della pelle, come ad esempio un graffio o un intervento chirurgico, che possono precedere l’apparizione della psoriasi nella zona della lesione; eccesso di alcool e varicella. Inoltre, dei meccanismi immunologici intervengono in questo processo ed è proprio uno squilibrio del sistema immunitario all’origine di una produzione più rapida delle cellule della pelle.

Sintomi

La psoriasi nella sua forma caratteristica si manifesta con delle macchie rosse ricoperte da un rivestimento biancastro a localizzazione multipla: gambe, ginocchia, gomiti, unghie, schiena, cuoio capelluto o su tutto il corpo, come precedentemente accennato parlando della psoriasi eritrodermica. A livello visivo la cute che presenta psoriasi si presenta sotto forma di macchie arrotondante la cui superficie è ricoperta da una pellicola bianca e spessa. Sulle unghie, la psoriasi si manifesta con striature, decolorazione e fragilità delle unghie stesse, che tendono a scollarsi dalla loro base. La psoriasi che colpisce il cuoio capelluto può estendersi fono alla fronte, intorno alle orecchie o al collo. Sul viso, la psoriasi è solita interessare quelle zone del viso più vicino alle mucose, quindi naso, bocca e il bordo del cuoio capelluto stesso. Data la sua visibilità, questa forma di psoriasi sul volto ha un impatto importante sulla vita sociale i chi ne soffre e risulta difficile da gestire.

Psoriasi infantile

La psoriasi nei bambini è rara e tende ad apparire tra i venti e i cinquant’anni. Tuttavia, molti casi di psoriasi in età adulta hanno inizio già durante l’infanzia e l’adolescenza e possono essere associate ad eventi come delle separazioni in famiglia o al rientro a scuola. La psoriasi infantile si presenta allo stesso modo di quella dell’adulto: placche rosse ricoperte da squame, che tendono ad apparire in modo delimitato e simmetrico sul corpo. Tutti i vari tipi di psoriasi possono essere osservati sul bambino, anche se sono due le forme più frequenti: la psoriasi guttata quella inversa e la napkin psoriasis, che indica la zona del pannolino, quindi zona del glande o della vulva. Tra le altre forme anche quella del cuoio capelluto e delle unghie. La frequenza delle divere forme di psoriasi infantile possono poi modificarsi con l’età.

La diagnosi della psoriasi infantile può essere spesso confusa con una banale dermatite da pannolino; mentre il medico stesso, in fase di diagnosi, può esitare tra diagnosticare un eczema o una psoriasi, in ragione del fatto che nei bambini la psoriasi meno caratterizzata. Un supporto consultivo e formativo dei genitori è importante per aiutare il bambino, nella sua fase di crescita, a meglio gestire la malattia.

Diagnosi

La determinazione della diagnosi è data dall’osservazione delle lesioni, sopra descritte, ricorrendo eventualmente ad un esame istologico mirato a fare la distinzione tra altre patologie cutanee, quali micosi e infezioni batteriche e la psoriasi. Impossibili da determinare e molto soggettivi, gli stadi evolutivi di questa patologia non risultano essere prevedibili e, dunque, non possono essere contrastati con soluzioni preventive. Nella maggior parte dei casi si presentano dei periodi di forte remissione, anche su lungi periodi, quali mesi o anni, alternati a periodi in cui la psoriasi è molto accentuata.

Cura della psoriasi

Non esiste alcun trattamento in grado di curare definitivamente la psoriasi, ma vi sono dei farmaci che possono alleviare l’intensità delle eruzioni cutanee. L’obiettivo di un trattamento per la psoriasi è quello di diminuire la gravità delle manifestazioni, evitare che esse si estendano e permettere un migliore stile di vita al paziente. Solitamente i trattamenti contro la psoriasi possono essere locali, sotto forma di creme o lozioni, per uso orale (compresse) o ricorrendo alla fototerapia. I trattamenti locali permettono di trattare i casi di psoriasi moderata. Trattasi di creme emollienti che ammorbidiscono e addolciscono la pelle, diminuendo anche l’infiammazione e migliorando l’idratazione della zona colpita. Questi rimedi non eliminano le lesioni, ma alleviano il prurito e i dolori, prevedendo improvvisi apparizioni di psoriasi. Molto spesso le creme e gli ungenti utilizzati sono a base di vitamina D, sostanza sintetizzata naturalmente dal corpo quando viene esposto alla luce ultra violetta del sole. Ad essa si associano creme a base di cortisone.

Farmaci per psoriasi

Per coloro che presentano una forma di psoriasi resistente ai trattamenti locali e alla fitoterapia, o in caso di forma di psoriasi grave, vengono prescritti dei farmaci immunosoppressori.
La somministrazione di questi farmaci è da prendere in considerazione, sotto consiglio del medico, come ultima istanza, in quanto questo genere di farmaci presenta diversi effetti secondari e controindicazioni da tenere presente. Tra gli immunosoppressori prescritti in caso di psoriasi grave ci sono: le ciclosporine; il metotrexato, bioterapia (trattamento di fondo proposto per coloro affetti da malattie infiammatorie croniche e mirato alla cura delle cellule del sistema immunitario); farmaci anti TNF Alpha, proposti per coloro che soffrono di reumatismi psoriasici; farmaci a base di derivati della vitamina A in associazione a fotochemioterapia orale, in quei casi gravi di psoriasi. E poi ancora farmaci dermocorticoidi (da usare con prudenza e sotto controllo medico in quanto possono provocare effetti secondari quali atrofia cutanea, smagliature e depigmentazione); acido salicilico, mirato a facilitare l’eliminazione delle squame; e l’antralina.

Rimedi naturali per la psoriasi

Le cure termali possono apportare dei benefici a coloro che soffrono di questo disturbo cutaneo. Infatti l’acqua termale ha benefici antinfiammatori e cicatrizzanti e il contatto con la pelle favorisce una sua migliore idratazione (idroterapia). A livello psicologico, l’effetto placebo e il relax di questo tipo di cure possono comportare un miglioramento delle manifestazioni sintomatiche; benefici alla qualità di vita del paziente, il quale, rilassandosi, migliora la qualità del suo sonno, diminuisce lo stato di stress e tende a non vergognarsi più del suo stato.

Più del 90% delle persone colpite da psoriasi manifestano un certo miglioramento dopo un’esposizione al sole, mentre circa il 10% manifesta l’effetto opposto, ossia l’aggravarsi della psoriasi. Se si riscontra un miglioramento della situazione e si desidera provare questo rimedio è bene tenere a mente la buona prassi del prendere il sole: evitare orari in cui il sole è molto forte; mettersi della crema solare per proteggersi dall’esposizione, coprirsi il capo e gli occhi con degli occhiali da sole ed evitare abbronzanti e integratori alimentari. Coloro che hanno fatto uso di prodotti a base di antralina o che si sono sotto posti a terapia PUVA non devono esporsi al sole.

Come convivere con la psoriasi

Le conseguenze psicologiche prodotte dalla psoriasi, quali stress o depressione, possono essere dannose per la vita quotidiana di chi ne soffre. E non solo, anche abitudini sbagliate, quali tabagismo, consumo di alcool, possono risultare come fattori aggravanti o d’innesco della psoriasi. Per meglio convivere con questo disturbo è bene consultare uno psicologo e, con il suo supporto scegliere la terapia psicologica migliore da seguire per ridurre lo stress e gli stati depressivi (la sofrologia può essere molto importante in questo senso).

Per ridurre i sintomi, invece, è bene evitare di grattarsi di sovente, per questo si consiglia di usare creme idratanti o vasellina e di proteggersi dal contatto con agenti chimici aggressivi; per evitare di desquamare troppo la pelle, scoprendo le lesioni, è bene non lavarsi con acqua molto calda, e utilizzare vestiti comodi, non aderenti e non costituiti da materiali sintetici (lino, seta, cotone sono da preferire). L’applicazione di cosmetici sulle zone colpite è da evitare, mentre è bene seguire un’igiene accurata in caso di psoriasi ai piedi o alle unghie, al fine di evitare una sovra infezione micotica o batterica. Quindi in tali casi, quando ci si lava asciugarsi bene le zone colpite da psoriasi, proteggersi in caso si svolgano attività quali giardinaggio, sport o pulizia della casa; e consultare il proprio medico o dermatologo per conoscere quali i prodotti cosmetici che possono aggravare le lesioni da psoriasi e quali invece possono essere utilizzati.

Complicazioni

Le placche da psoriasi sono generalmente di origine benigna, tuttavia, è possibile che appaiono delle complicazioni, che per la maggior parte del tempo hanno tendenza infiammatoria o autoimmune. In associazione alla psoriasi è possibile che si manifestino, dunque, patologie intestinali infiammatorie (tra cui quelle croniche come il morbo di Crohn); diabete, perdita di peso o obesità, alla quale si associa anche steatosi, colesterolo e iperomocisteinemia.

Giornata mondiale della psoriasi

Dato il grande impatto psicologico e sociale di questa patologia della pelle spesso sottovalutata, la psoriasi, il 29 ottobre di ogni anno è stata indetta una giornata di sensibilizzazione al problema, che ha l’obiettivo di mettere a conoscenza chi di questa malattia non ha mai sentito parlare o non ne sa ancora abbastanza; rendere consapevoli, i pazienti e i loro famigliari, che questa è una malattia vera e propria e non bisogna vergognarsene; favorire la coesione tra chi soffre di questo disturbo e dare voce stessa ai pazienti malati di psoriasi, affinché qualcosa a livello sanitario si sblocchi e si possa così accedere ad ogni cura esistente per combattere questa malattia.


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L'articolo originale è stato scritto da p.horde. Tradotto da ClaudiaScarciolla. Ultimo aggiornamento 14 maggio 2018 alle 12:02 da AnnaBellini.
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