Orticaria da freddo: sintomi e trattamento

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L’orticaria da freddo è una delle cause delle orticarie fisiche che colpisce i giovani adulti e in particolare le donne. Questa viene provocata dal contatto della pelle o di certe mucose, come quelle della bocca o dell’esofago, con il freddo.


Definizione

L’orticaria da freddo è una patologia rara che riguarda circa 2-3% dei casi di orticaria. Questa viene provocata dal raffreddamento della pelle o delle mucose a contatto con l’aria, con l’acqua o d’oggetti freddi e alimenti ghiacciati. Le sue manifestazioni risultano essere generalmente cutanee, ma in alcuni casi possono sopraggiungere anche problemi interni dovuti all'ingestione di alimenti a bassa temperatura.

Cause

Le cause dell’orticaria da freddo sono spesso difficili da ritrovare. Nel 90% dei casi non c’è una vera e propria causa: si parla di malattia idiopatica. Il trattamento preventivo associa la protezione contro il freddo e dei medicinali antiallergici.
L’orticaria da freddo è spesso provocata da un’infezione come per esempio l’HIV, l’epatite B o la mononucleosi. Degli esami seriologici concernenti l’epatite B o C, la mononucleosi e l’HIV possono essere praticati. Qualche causa:

Alcuni medicinali come la penicillina, gli antimicotici, gli inibitori del recettore dell’angiotensine II, i contraccettivi orali e la griseofulina possono provocare l’orticaria da freddo.

Le crioglobulinemie (insieme di patologie provocate dalla presenza nel sangue di una proteina anomala) che appare in corso a certe malattie come infezioni, batteri, leucemie o malattie autoimmuni. Altre proteine anomale come le agglutine fredde o i corpi antinucleari possono essere egualmente considerate all’origine dell’orticaria da freddo.

Qualche raro caso di orticaria da freddo può essere legato ad origini ereditarie.

Sintomi

L’orticaria sopraggiunge sulle zone esposte al freddo, ma le lesioni possono presentarsi su tutto il corpo. Delle manifestazioni generali come cefalee, dolori addominali o tachicardia sopraggiungono nel 30% dei casi. In alcuni casi può verificarsi anche uno shock anafilattico.

Lesioni tipiche

Le lesioni tipiche da orticaria da freddo sono generalmente della manifestazioni cutanee come dei rigonfiamenti rossi, rush cutanei o eritemi che sopraggiungono qualche minuto dopo il contatto con il freddo. La particolarità di queste lesioni è che possono, in alcuni casi, apparire velocemente, ma scomparire altrettanto velocemente e ripresentarsi dopo qualche ora.

Lesione della bocca e dell’esofago

Le lesioni dovute all'orticaria da freddo possono essere anche interne. Ad esempio nel caso di ingestione di qualcosa a bassa temperatura.Le mucose della bocca e dell’esofago, infatti, possono essere raggiunte al momento dell’ingestione di bevande o di alimenti freddi. Si consiglia, quindi di non ingerire alimenti o liquidi a temperature molto basse se si è particolarmente sensibili al freddo.

Fattori scatenanti

La gravità dell’orticaria varia a seconda del soggetto e delle condizioni di esposizione al freddo. Diverse situazioni possono rappresentare un fattore scatenante: temperatura esterna molto fredda, un vento freddo, pioggia, soggiorno in montagna, bagno al mare con temperature basse o in una piscina poco riscaldata, camminare a piedi nudi su suolo freddo, toccare il ghiaccio o un oggetto freddo…
Inoltre, mangiare degli alimenti ghiacciati come gelato o bevande ghiacciate possono provocare una crisi.

Diagnosi

La diagnosi dell’orticaria da freddo viene confermata da un test specifico che ne permettono di evocare la gravità. Tale test è effettuato situando un cubetto di ghiaccio chiuso in un sacco di plastica sull’avambraccio dai 5 ai 20 minuti. Il test è considerato come positivo quando una piaga orticaria appare nei 15 minuti che seguono il contatto. I pazienti che presentano una reazione molto rapida (in meno di tre minuti) sono più a rischio di shock anafilattico rispetto agli altri.
Il 20% delle persone che presentano un’orticaria da freddo risultano negativi al test del ghiaccio. Delle varianti di questo test possono essere praticate per effettuare la diagnosi: la durata del test dev’essere prolungata, l’avambraccio può essere immerso nell’acqua fredda o il test può essere praticato in una camera fredda.
Questi test necessitano di una stretta sorveglianza in ragione di un rischio di shock anafilattico. La presenza di un medico rianimatore è consigliata al momento della pratica di questo test.

Evoluzione e prevenzione

Una remissione spontanea è possibile dopo qualche anno di evoluzione. 
Per prevenire è necessario conoscere i rischi di reazione generale grave in caso, ad esempio, d’immersione in acqua fredda. L’esclusione di bevande e alimenti ghiacciati dalla propria alimentazione, di bagni a mare o in piscina poco calda e proteggere la pelle con abiti adatti possono essere dei buoni consigli. Quando fa freddo indossare calzini spessi o stivali molto alti.

Trattamento

È possibile considerare (sotto stretta sorveglianza medica) il tentativo di tollerare il freddo esponendo ogni giorno di più una parte del corpo a delle temperature sempre più basse per ottenere una tolleranza corporea. L’assunzione di medicinali dipende dall’intensità e dalla gravità delle manifestazioni dell’orticaria da freddo.

Forme moderate e benigne

Quando le manifestazioni dell’orticaria da freddo sono moderate, è consigliabile un trattamento antistaminico ogni giorno prima dell’esposizione al freddo. La dose consigliata varia a seconda dei risultati ottenuti. In qualche caso è necessario prendere in considerazione l’idea di assumere una dose più importante del farmaco. Altri medicinali possono essere proposti se gli antistaminici non producono benefici.

Forme gravi

Nelle forme più gravi di orticaria da freddo possono manifestarsi severi attacchi di asma. Se il soggetto rischia di avere uno shock anafilattico o se un test al ghiaccio risulta positivo molto rapidamente (in meno di tre minuti), questi deve avere sempre a disposizione con sé dell’adrenalina iniettabile.

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