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Robert Pattinson: “Ho rischiato il licenziamento sul set di Twilight”

In un'intervista al New York Times, Robert Pattinson racconta (anche) gli screzi sul set di Twilight e di come sia stato difficile mediare.

Robert Pattinson è reduce dal Festival di Cannes dove ha presentato Good Time dei fratelli Safdie.


Ormai emancipato (e parecchio) dall’Edward Cullen di Twilight, Robert Pattinson si toglie qualche sassolino dalle scarpe. Lo fa in un’intervista al New York Times dove racconta come, nel 2008, abbia rischiato di essere cacciato dal set che gli ha spianato la carriera.

"Ero così determinato a fare sul serio - spiega l’attore ripensando a se stesso agli esordi -. Non volevo accettare compromessi. In realtà non credo di averlo fatto”. Alla fine, però, su qualcosa avrà pur ceduto, complice anche la mediazione del suo agente saltato sul primo aereo nel punto più critico degli screzi tra l’attore - deciso a immergersi del tutto nella rabbiosa solitudine del suo personaggio - e il set, esaurito da tanta acrimonia ribelle.

Sia come sia (andata), “recitare in Twilight è stato un lusso divertente - ammette oggi l'attore -, ho avuto fortuna a capitare con le persone che hanno lavorato al franchise”. Tuttavia, “dopo cinque film devi essere in grado di accettare la responsabilità che comporta interpretare così a lungo lo stesso personaggio”. Tradotto: emanciparsi dall’immagine di se stessi non è mica uno scherzo.

Per fortuna, nel 2012, sul set di Cosmopolis, nei panni del miliardario Eric Packer, diretto da David Cronenberg, Pattinson ha capito che voleva e poteva riuscirci: “Era la prima volta che lavoravo a qualcosa di particolarmente complesso. Ho amato in modo particolare il fatto che sia uscito proprio all’apice della mia popolarità. È stato come un punto di svolta: ho realizzato che era quello che volevo fare”. Da allora non si è più fermato. Due anni dopo David Cronenberg lo richiama per Maps to the Stars, nel 2015 lo vuole Werner Herzog per Queen of the Desert, prossimamente sarà sul set di The Souvenir, diretto da Joanna Hogg e prodotto da Martin Scorsese.

Acclamato al Festival di Cannes per l’interpretazione del giovane (e imbruttito) Connie in Good Time, thriller dei fratelli Safdie, Pattinson ha fatto trapelare tutto il suo entusiasmo: “È stata quasi una scuola di criminalità, abbiamo girato in strada, improvvisando molto spesso, con la gente intorno, bisognava sapersi muovere velocemente con la camera che ti stava addosso, tutto era basato sulla sorpresa di quello che facevi e intorno avevo delinquenti veri”.

Nell’attesa di vederlo in sala, dal 22 giugno sarà nei cinema al fianco di Sienna Miller e Charlie Hunnam in Lost City of Z (Civiltà perduta), pellicola diretta da James Gray e prodotta da Brad Pitt basata sulla vera storia di Percy Fawcett, esploratore degli anni Venti del secolo scorso che scompare nel cuore dell’Amazzonia mentre è alla ricerca di un’antica città ascolta nella foresta. Insomma, molto lontano nel tempo e nello spazio da quelle lande desolate popolate dal vampiro Edward che Robert fu. 


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