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Musical Sister Act: intervista alla protagonista Belia Martin

In arrivo il 10 dicembre al Teatro Brancaccio di Roma, Sister Act - Il Musical. Il Magazine delle Donne ha intervistato la protagonista Belia Martin.

Il Magazine delle Donne ha incontrato Belia Martin, la protagonista del Musical di Sister Act.


Dal 10 dicembre al Teatro Brancaccio di Roma arriva il Musical di Sister Act, la brillante commedia che ha consacrato Whoopi Goldberg, tra i mostri sacri del cinema internazionale, nei panni della suora improvvisata e svitata, Deloris Van Cartier. A vestire i panni della protagonista, accanto a Suor Cristina, Belia Martin che, per la prima volta in Italia con un musical così importante, ci ha raccontato qualcosa di lei e di questa esperienza, che lei stessa ha definito "meravigliosa". 

Chi è Belia Martin? Ci parli un po’ di lei

"Ho 32 anni ma a volte rispondo 80! Belia Martin oggi è una ragazza che sta vivendo un’avventura in Italia che non avrebbe mai immaginato fino a poco tempo fa. È una persona felice, che ha una bellissima famiglia che la ama, un lavoro meraviglioso e la fortuna di aver potuto iniziare dalla musica, quindi da ciò che le piaceva. Belia è un mix di amore familiare e di amicizia che mi dà la forza! E poi sono del segno dell’Acquario: ho un carattere molto tranquillo, sto imparando dalla vita."

Per la prima volta protagonista di uno spettacolo tanto importante in Italia?

"Si…speriamo non sia l’ultima! Al conservatorio dove studiavo canto lirico ci insegnavano un po’ di pronuncia italiana, però è totalmente diverso quando arrivi in un nuovo paese e devi cominciare da zero. Oltretutto è un copione molto complesso, con tanti interventi, tante canzoni e logicamente mi sono sentita come un bambino piccolo che impara giorno dopo giorno, parola dopo parola. È stato necessario lavorare duramente: in generale la mia vita è un’avventura, vivere questa esperienza, l’allestimento, lavorare in un altro paese, ti dà una forza e allo stesso tempo una responsabilità enorme. È come una prova, dove si vede se sei in grado farcela. Soprattutto si tratta di un’esperienza che mi sta veramente arricchendo moltissimo, lavorare con Saverio Marconi poi... In Spagna ne avevo sentito parlare, per me ora è un privilegio lavorare con lui. Mi piacerebbe scrivere un diario su questa esperienza, perché è una grande scuola per me. Ricominciare ad imparare, a lavorare sul personaggio, dal profondo fino ad arrivare a dargli vita in palcoscenico. Il periodo con Davide Nebbia, aiuto-regista sempre al fianco di Marconi, è stato poi particolarmente formativo: Davide ha lavorato, e talvolta lottato, con me per la pronuncia, con il copione e se non fosse stato per lui a quest’ora non sarei a così in sintonia con il personaggio."

Come si è trovata a lavorare con colleghi come Pino Strabioli e Francesca Taverni?

"Lavorare con Francesca è meraviglioso. Quando sono arrivata a Roma pensavo i primi giorni: 'Mamma mia! Non conosco nessuno...' e mentre lavoravo con Davide (Nebbia, aiuto regista, ndr) nel primo periodo di prove, temevo quello che avrebbe potuto pensare il pubblico di me, che ancora non parlavo perfettamente l’italiano. Poi, iniziate le prove alla Sala Impero, ho incontrato questa donna straordinaria, con un talento straordinario, pronta ad aiutare me e chiunque ne avesse bisogno, disposta a farlo nel poco tempo libero che ha: Francesca Taverni, la nostra Madre Superiora. Insieme, dopo le prove, parliamo molto delle nostre vite. È una persona molto umile e con un talento incredibile, lo scoprirete anche voi venendo a teatro. E poi c’è Pino Strabioli, uno strepitoso Monsignor O’Hara. Pino è un personaggio! Ti fa ridere e ti contagia con le sua stesse risa. Sulla scena è attentissimo a tutto quello che succede e ci aiuta sempre. Mi sento molto protetta, come se avessi con me i miei genitori."

Com’è recitare con Suor Cristina, una suora vera?

"Suor Cristina è meravigliosa, una grandissima e seria lavoratrice, sempre pronta a mettersi a disposizione degli altri; è molto riservata e molto educata, e proprio per questo tratto del suo carattere non ci ha mai dato consigli. Incontrare una persona come lei, con una tale vocazione, dopo tanti anni che faccio questo mestiere, è stato bellissimo: abbiamo tutti imparato molto da lei e continuiamo a farlo ogni giorno."

Il/la collega con cui lavora meglio?

"Mi piace dire quella che non è qui e che non conosco ancora! Ma tutti quelli con cui sto lavorando ora sono meravigliosi! Tutto è il cast è con me, lo sento vicino. Quando esco dalle quinte, tutti mi incoraggiano “Brava, vai così!”. Ho incontrato un livello di professionalità molto alto, incredibile."

Com’è interpretare Deloris Van Cartier che vanta una protagonista come Whoopi Goldberg?

"Deloris è una donna che ha molto amore da dare, anche se prende la strada sbagliata. Io sono più seria di Deloris, naturalmente! Anche per Belia è molto importante vivere e lavorare con amore, in armonia. In fondo, entrambe hanno un sogno, e entrambe facciamo di tutto per farlo diventare realtà. La Deloris che porto in scena è divertente, all’inizio è una svitata, una rivoluzionaria, ma poi esce diversa da quest’esperienza perché ha incontrato il vero amore, una famiglia. Quello che porto sul palco è un personaggio che va crescendo di scena in scena, che vive una profonda ma meravigliosa evoluzione."

Le cose in comune tra la sua Deloris Van Cartier e quella del film?

"Beh, sicuramente la grandissima passione per la musica. E ce l’hanno in comune anche con Belia! Ogni volta che vado in scena, però, a differenza del film, ho la possibilità di trasmettere tanto al pubblico con le splendide canzoni del Premio Oscar Alan Menken, adattate in italiano da Franco Travaglio."

Ci racconta cosa dobbiamo aspettarci il 10 Dicembre al Brancaccio di Roma?

"Vorrei che fosse una sorpresa. Ma vi promettiamo un concentrato di allegria e divertimento! È un musical per tutti, speriamo di vedere molte famiglie a teatro e di trasmettere amore e serenità al pubblico. Chi viene a teatro a vedere Sister Act potrà godersi due ore e mezzo di divertimento travolgente, ridere e staccare la spina della routine giornaliera. Quello che ti regala questo spettacolo è la possibilità di uscire allegro, contento e desideroso di tornare a teatro ancora una volta. A noi succede ogni volta che saliamo in palcoscenico… Speriamo sia così anche per il pubblico al Teatro Brancaccio."

Sappiamo che è il direttore musicale di un nuovo progetto su Michael Jackson. Ci svela qualche dettaglio?

"Questo progetto si basa sulla vita di Michael Jackson, è un modo per ripercorrere tutta la sua storia musicale, con un elenco di tutti i grandi cantanti che hanno collaborato con lui. Ci piacerebbe fare un tour mondiale. E poi c’è da aggiungere che io stessa sono una sua grandissima fan!"

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