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Taglia 38: quando le modelle (già magre) si ribellano alla moda

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Charli Howard è solo l'ultima modella che si è ribellata alla taglia 38 imposta dalle agenzie di moda: da Marie Claire a "Open Space" il dibattito è acceso. Rischio anoressia compreso.  

Charli Howard, taglia 38, si è ribellata all'agenzia di moda che la voleva ancora più magra.


Da un lato la taglia 38, le modelle, il centimetro alla mano; dall’altra l’anoressia, echeggiata, suggerita, sempre in agguato. Se l’ossessione della moda continua a rosicchiare centimetri sui fianchi della bellezza ideale, c’è anche chi pur essendo nel circuito, decide di dire “no”. L’ultima, in ordine di tempo, si chiama Charli Howard, ha 23 anni e veste proprio la famigerata 38: peccato che alla sua agenzia di moda non basti. Morale, all’ennesima richiesta di dimagrire ancora per trovare un posto in passerella, Charli ha risposto picche e poi ha affidato a Facebook e Instagram la sua lettera aperta all'agenzia, scatenando la rete in un fiume di solidarietà, affetto, ringraziamenti e plausi. Insomma, un tripudio.

Mi rifiuto di sentirmi in colpa perché non raggiungo i vostri ridicoli e insostenibili standard di bellezza - scrive Charli - mentre voi state seduti tutto il giorno alla scrivania, divorando torte e biscotti e criticando me e le mie amiche per il nostro aspetto fisico”. Tiè. Forse Charli si è ispirata a Agnes Hedengard, la sua collega svedese silurata perché “troppo grassa” che ha chiesto consiglio alla rete postando un video su YouTube: in due giorni è stato visto quasi due milioni di volte. Giudizio unanime, “non sei troppo grassa, anzi”.

Charli, nel suo post, ha spiegato che non vuole fare parte di un mondo che vuole ragazze frustrate e in preda ai sensi di colpa per il loro aspetto fisico. “Più ci costringete a perdere peso, più gli stilisti realizzeranno vestiti che si adattano alle vostre misure, e più le giovani ragazze si ammaleranno. Non è più un’immagine che voglio rappresentare”. Dopo aver passato anni lottando per somigliare il più possibile ai manichini che sfilano sui catwalk, ha deciso che quando è troppo è troppo, in gioco c’è la sua salute e quella di tutte le donne che dovrebbe rappresentare vestendo le collezioni. L’anoressia è un problema serio. Scrupolo che le è valso il supporto di associazioni, agenzie e fotografi e - soprattutto - di migliaia di donne che vivono una vita normale.

D’altra parte i tempi cambiano e l’ideale di bellezza curvy si sta facendo sempre più spazio nell’immaginario. Vedi il calendario Pirelli, che quest’anno ha scelto tra le altre Candice Huffine, alta un metro e 80 per 90 chili di peso, che ostenta fiera i suoi 90-60-90. E vedi i risultati di un sondaggio di AshleyMadison, che ha rivelato come otto uomini su dieci preferiscano le donne formose. Il successo di Kim Kardashian conferma. 

Marie Claire, edizione Italia, lo ha imparato a sue spese. Per il numero di novembre ha messo in copertina l'australiana Marthe Wiggers, 17 anni, una 38 (magra magra) che ha acceso gli animi. Al punto che la direttrice, Antonella Antonelli è intervenuta per difendere la sua linea: “Care lettrici, Vi ringrazio innanzitutto per l'attenzione e mi scuso personalmente per aver suscitato la vostra indignazione”. Fin qui, tutto bene. “Vi invito inoltre - continua la direttrice - a guardare la copertina del numero di ottobre, che ha come protagonista una modella più adulta e più formosa... Noi non abbiamo mai creduto in un solo ideale di bellezza femminile, al contrario crediamo nella consapevolezza di ogni donna di sentirsi bene nella propria pelle, compresa in una sana taglia 38”. Apriti cielo. 

Il magazine danese Cover ha invece scelto la strada delle scuse. Ha scatenato un putiferio tra i suoi lettori con l’ennesima copertina in salsa super-skinny ma ha ammesso l’errore sottolineando che l’anoressia è un problema molto serio. “Lavoro nel settore da dieci anni - ha scritto la direttrice, Malene Mailing -. Questa volta ho fatto un grosso errore e chiedo scusa”. 

Nella puntata di domenica 18 ottobre di OpenSpace è stata Nadia Toffa a riaccendere i riflettori sulla questione. Titolo: Grande Magrezza, ospiti in studio lo stilista Tom Rebl, l’agente di top model Michael Giannini, il medico estetico Dario Tartaglini e due modelle. Una delle due ragazze ha accettato di presentarsi - insieme a un inviato del programma - ad alcune agenzie di Milano per registrare ciò che le modelle si sentono dire tutti i giorni: i fianchi devono misurare 89 centimetri. La ragazza in questione (fianchi 91), s’è poi sottoposta a una visita medica. Risultato: è sottopeso. “Stiamo parlando del nulla” ha commentato l’altra modella, innervosita. Quando poi s’è cominciato a parlare di una legge francese che stabilisce un indice di massa corporea minimo per chi sfila e dell’eventualità di importare una regola del genere anche in Italia, la ragazza s’è alzata e se ne è andata. Lasciando un vuoto grande come quello che si porta dentro un corpo troppo magro, di una magrezza imposta per inseguire una taglia 38 che, tanto, si assottiglia sempre di più.

Copyright foto: Instagram@Charli Howard