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Stress da rientro: le coccole aiutano a riprendere la routine

Finite le vacanze, sei milioni di italiani (soprattutto le donne) soffrono di stress da rientro: le coccole sono uno dei rimedi per riprendere la routine con il buon umore. 

Secondo l'indagine gli uomini hanno più bisogno delle donne di essere coccolati al rientro dalle ferie.


Un po’ di coccole in più e lo stress da fine vacanze se ne va. Se riprendere la routine stressa 6 milioni di italiani (2 donne su 3, secondo una ricerca dell’Osservatorio Pool Pharma Research), l’antidoto della fine estate 2015 sono le coccole. A rivelare il rimedio più antico del mondo è un’indagine di Antica Gelateria del Corso che ha passato al setaccio i social alla ricerca delle (buone) abitudini capaci di fare miracoli. Ebbene, massaggi e grattini sono in cima alla lista. Seguono gelato, pizza, una camminata e un giro in bicicletta. A completare la lista ci pensa Pool Pharma Research che raccomanda di limitare il caffè, andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora, ridurre il sale dalla dieta e fare una costante attività fisica

Le coccole - afferma lo psichiatra Michele Cucchi, direttore sanitario del Centro medico Santagostino di Milano - alimentano una reazione neurobiologica nel nostro cervello che sostiene la gratificazione, l'accudimento reciproco e l'intimità. È nei momenti di cambiamento, di stress e ansia che va ricercato equilibrio e gratificazione: al rientro dalla pausa estiva si deve ripartire di slancio ma senza eccessiva tensione". Ecco perché sarebbe meglio prendersi un giorno cuscinetto per attutire il rientro in ufficio, così da riprendere il ritmo senza aver già una marea di cose accumulate. 

Anche perché, secondo i calcoli di Pool Pharma, considerando che una famiglia media italiana si concede circa 10 giorni di pausa in estate, ovvero 240 ore, togliendone 8 passate, in media, a dormire, ne rimangono a disposizione 160. Ebbene: se per i bambini quelle di pura vacanza sono 120/130 e per gli uomini 80, per le donne si riducono a 60 circa. Il perché è presto detto: una bella fetta delle ferie del gentil sesso si consuma nell’accudimento dei figli, del proprio marito e della famiglia in generale. Quindi, se l’ideale è partire senza lasciare nulla in sospeso (con tanto di casa in ordine), tornare e avere il tempo di disfare le valige, fare mente locale e farsi coccolare è un trucco che evita ripartenze in salita. 

"La fase del rientro risulta talvolta insidiosa - conferma Michele Cucchi - e la ripresa lavorativa, oltre che delle abitudini quotidiane, può generare disagio. Alcuni studi suggeriscono che addirittura sia il 50% dei vacanzieri a soffrirne”. Che, tradotto, per alcuni comporta la perdita “dell’inerzia dell'abitudine, quella che ci porta a fare tante cose in modo automatico, senza che siano veramente frutto di una scelta”. D’altra parte in vacanza si trascorre il tempo facendo quello che piace e il fatto di dover incastrare, di nuovo, "una vita forse troppo frenetica, all'inseguimento di aspettative e ritmi più subiti che voluti" non è così scontato. Perciò, a meno che non si voglia rivoluzionare la propria quotidianità, è bene ritagliarsi gli spazi necessari a riabituare il nostro corpo e la nostra mente alla nuova velocità. Alla sera, come preferisce il 37% del campione, durante la pausa pranzo (staccata di appena 5 punti) o al risveglio, così da cominciare la giornata con l’umore giusto. 

"Trovare lo spazio per gratificarsi e non immergersi solo nel senso del dovere è funzionale all'obiettivo di una ripresa armoniosa e di successo - consiglia lo psichiatra -. In questi momenti, una coccola semplice in una giornata di impegni e corse è salutare e sintomatico di grande capacità di gestione delle proprie emozioni, oltre che del proprio tempo". Insomma, baci, abbracci e tenerezze, non fanno solo bene alla coppia: per il 68% delle persone aiutano ad allentare le pressioni dovute alla ripresa dello stress lavorativo. C’è poi chi con le effusioni ritrova l’equilibrio (51%) e chi, invece, ricorda i bei momenti trascorsi durante le vacanze estive (45%). 

Uomini per primi che, come emerge dall’indagine, ne hanno più bisogno delle donne. Anche se, su questo dato, bisognerebbe domandarsi se, ancora una volta, le donne, impegnate come sono a prendersi cura della famiglia, si dimenticano che qualche volta qualcuno potrebbe prendersi anche un po’ (più) cura di loro. A ciascuna di voi l’ardua sentenza.

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