Donne al potere e uomini minacciati (dai robot)

Donne, potere sugli uomini? Secondo una ricerca dell'università Bocconi di Milano, quando il capo è donna, il sesso maschile tende a sentirsi minacciato. Soprattutto se si tratta di denaro. Ma le cose, in futuro, potrebbero cambiare: merito dei robot.
 

Le donne al potere sembrano intimorire gli uomini, che si sentono minacciati nella loro mascolinità.


Sheryl Sandberg, al vertice, potrebbe essere presto in buona compagnia. O almeno, si spera che lo sia presto. Che il direttore operativo di Facebook abbia aperto la strada (e soprattutto catalizzato l'attenzione) sulla lenta e difficoltosa ascesa femminile nelle stanze dei bottoni, è una buona cosa.

Ma se in futuro un maggior numero di uomini (si spera) si troverà alle prese con un capo donna, quali saranno le reazioni? A spiegarlo è un recente studio, pubblicato sul Personality and Social Psychology Bulletin, e portato avanti da Ekaterina Netchaeva dell'Università Bocconi di Milano. La ricercatrice ha riunito i risultati di tre esperimenti sul tema, condotti negli Stati Uniti. Il focus, contrattare uno stipendio via email e dividere un bonus con un membro del proprio team, magari un capo donna.
Lo scenario comprovato dagli esperimenti è abbastanza desolante.

Quando una donna è al potere, i sottoposti uomini tendono a sentirsi minacciati nella loro mascolinità e tendono ad agire in modo più assertivo, rispetto al rapporto con superiori di sesso maschile. Un gioco di ruoli che saprebbe quasi di stereotipo, se non aggravasse il fenomeno del soffitto di cristallo, l'immagine che viene comunemente usata per descrivere il muro invisibile che spesso blocca, senza motivo, la carriera femminile.

La Netchaeva sembra lasciare poche speranze, gli equilibri sono ormai assestati, spiega: "In un mondo ideale, si dovrebbe prendere spunto da questi risultati, ma date le forti norme sociali vigenti sulla mascolinità, sarà difficile che gli uomini riconoscano o cambino il loro comportamento".

Ma se le ipotesi di cambiamento non si possono riporre nel genere maschile, la scienza con la sua neutralità potrebbe trovare una soluzione. Sempre sul posto di lavoro, è ora provato, le donne saranno in futuro meno sostituibili degli uomini dai robot. A dirlo, ben due ricerche condotte a Oxford, secondo le quali il 47% di 700 lavori che sono oggi svolti dagli esseri umani potrebbero essere ricoperti dalle macchine nei prossimi anni. Fin qui, le buone notizie paiono scarse. Salvo scoprire che in concorrenza con gli automi saranno i lavori eseguiti soprattutto dagli uomini. Statistiche alla mano, dicono da Oxford, un lavoratore uomo avrà il 70% di possibilità in più di essere sostituito, rispetto ad una donna.

Certo, i risultati della ricerca arrivano dalla stessa università che ci ha messo 88 anni prima di permettere alle donne di accedere all’annuale regata tra università (la celebre Oxford-Cambridge), c'è poco da esultare. Ma forse anche il canottaggio, tra altri ottant'anni, sarà appannaggio delle sole macchine.

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