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Le donne fingono l'orgasmo (anche) per finire prima

Solo il 57% delle donne (a fronte del 95% degli uomini) arriva all'orgasmo. Una nuova ricerca di "Cosmopolitan" rivela che il 67% delle donne mente sotto le lenzuola: il 28% lo fa per non urtare i sentimenti del partner, il 27% per finire prima.  Il resto per entrambe i motivi.   

Agli uomini succede il 95% delle volte, alle donne solo il 57. L’orgasmo al femminile continua a regalare (brutte) sorprese.


Agli uomini succede il 95% delle volte, alle donne solo il 57. L’orgasmo al femminile continua a regalare (brutte) sorprese. L’ultima è che due terzi del gentil sesso, sotto le lenzuola, finge in stile Meg Ryan. Il che non è una novità. Il fatto, però, che il 28%  menta per non urtare i sentimenti del partner (che non si preoccupa di soddisfarle, a quanto dice la stragrande maggioranza delle 2300 intervistate da Cosmopolitan) o per finire la performance il prima possibile (il 27%), o per entrambi i motivi (il restante 42% se si esclude il 3% che ha addotto motivi vari) allora sì. O meglio, più che una novità, sembra una disdetta. Per la coppia, per la donna, per la felicità della specie umana.      

Senza voler entrare nel merito del perché la ricerca del piacere femminile non sia esattamente una priorità per più di 7 uomini su 10, sorprende che le dirette interessate, invece d’incaponirsi, si arrangino. Che, trattandosi di sesso, si traduce con fanno da sé. D’altra parte per il 27% delle donne il primo orgasmo è arrivato tra i 17 e i 19 anni, quasi sempre tramite masturbazione

Tra quelle che, in due, proprio non ci riescono, la metà ammette di arrivare molto vicina all’apice ma poi di essere distratta da qualcosa, il 38% di non essere stata abbastanza stimolata, il 35% di non essere stata stimolate nel modo giusto, il 32% di essere più che altro concentrata sul proprio aspetto fisico. Risultato: invece di cercare la complicità del partner, o di spegnere la luce, spengono la passione e attivano il pilota automatico. 

I dati confermano quelli della ricerca che nel 2010 condusse l’Indiana University, considerata la più minuziosa mai effettuata in America dagli anni '90. Ebbene, già cinque anni fa era venuto fuori che, sebbene l'85% degli uomini fosse convinto di soddisfare le proprie compagne, il realtà, solo il 64% delle intervistate confermava le aspettative. “Esiste un gap massiccio tra la percezione degli uomini e la realtà femminile - commentava ai tempi Debby Herbenick, una delle autrici dell’ambiziosa ricerca, che comprendeva quasi seimila interviste -. I dati mostrano una mancanza di comunicazione tra i partners, sia quando è la donna che simula o sia quando è l'uomo a non leggere bene la situazione”. E già allora era venuto fuori che il 50% delle (giovani) donne ricorreva alla masturbazione. “Sono dati che dovrebbero togliere ansietà a chi pensa di essere un caso isolato - ci tenevano a precisare i responsabili dello studio -. Il fenomeno è invece molto diffuso nella nostra società”.
   
Insomma, tra chi dice che il Punto G esiste - vedi Adam Ostrzenski dell'Institute of Gynecology di St. Petersburg in Florida: nell’aprile 2012 dichiarò al mondo di averlo individuato tra l’apparato genitale e urinario, per la precisione nell’angolo a 35 gradi con la parete laterale dell'uretra - e chi, invece, ne ha smentito l’esistenza - vedi la review fatta da studiosi italiani, dell'università Tor Vergata di Roma con i colleghi francesi e messicani, pubblicata nell’agosto 2014 su Nature Review Urology -, l’orgasmo femminile continua a rimanere un mistero. Anche perché se le dirette interessate sono le prime a non scoprire le carte, la probabilità di trovare il bandolo della matassa si abbassa di conseguenza.  

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