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Spuntino che passione!

Un'indagine rivela che il 91% degli italiani mangia fuori pasto: lo spuntino non conosce crisi e i nutrizionisti non solo lo approvano ma lo incoraggiano.

Il 30% degli italiani fa lo spuntino per concedersi un momento di piacere.


Lo fanno nove italiani su dieci, almeno una volta ogni quattro giorni. E lo fanno in maniera sana. Lo fanno di giorno, a tutte le ore, ma alcuni anche la sera, prima di andare a dormire. Stiamo parlando dello spuntino, l'appuntamento più amato (e goloso) di una giornata in ufficio, il chiodo fisso dei dietologi e nutrizionisti (che lo approvano se fatto secondo le regole), lo spauracchio di chi si è messo a dieta e l'obbligo di chi fa sport e ha bisogno di tenere un metabolismo a pieno ritmo. 

A rivelare l'abitudine che non conosce crisi è un'indagine della Nielsen che ha intervistato trentamila persone in sessanta Paesi diversi, Italia inclusa. Ebbene, la verità è che lo spuntino ideale dev’essere prima di tutto fresco e gustoso dal momento che, più che alla fame, risponde alla voglia di qualcosa di buono. Secondo il 30% degli intervistati è l'occasione per concedersi un momento di piacere, per il 27% il pretesto per soddisfare una voglia; al 21% migliora l’umore mentre per il 17% è un antidoto contro lo stress

Se i dati rimanessero così per sempre, dicono i nutrizionisti, lo spuntino sarebbe il benvenuto. Perché nell'epoca del presto che è tardi, solo un italiano su quattro lo baratta con la colazione, mentre nemmeno il 10% lo sostituisce al pranzo o alla cena. Ma non soltanto: sul gradino più alto del podio gli italiani piazzano lo yogurt (scelto dal 51% degli intervistati), in seconda posizione mettono le merende a base di cioccolato (amate dal 49%) e assegnano la medaglia di bronzo alla frutta fresca (46%). D'altra parte i produttori di yogurt lo sanno da tempo: ogni anno, 24 milioni di famiglie ne consumano in media quattordici chili. Un record. Ma non solo: tra quelli che optano per lo snack, otto volte su dieci lo scelgono con molte fibre; quattro su dieci, invece, lo vogliono con ingredienti naturali e senza coloranti. 

Ecco perché, vista l'inclinazione salutista dello spuntino, i nutrizionisti non solo lo approvano ma, anzi, lo incoraggiano: "Sono ancora troppo pochi gli italiani con l’abitudine del mini-pasto lontano dai pasti - ha dichiarato il Prof. Giorgio CalabreseÈ un’abitudine sana perché evita la produzione in eccesso di insulina, che porta a ingrassare. Come la colazione non può essere solo un caffè ed è importante che sia nutriente, così è giusto distribuire il fabbisogno di calorie di una giornata in cinque pasti, di cui due principali". 

Barry Sears, biochimico e nutrizionista statunitense, autore della celebre dieta Zona, il cui mantra è 40/30/30 ovvero 40% di carboidrati, 30% di proteine e 30% di grassi a pasto, non ha dubbi: "Un'alimentazione salutare controlla la fame durante la giornata: un effetto che si ottiene solo agendo sugli ormoni e stabilizzando la quantità di zuccheri nel sangue". E dal momento che un pasto esaurisce la sua efficacia a livello ormonale dopo 5 ore ma tra pranzo e cena spesso ne trascorrono di più, "lo snack è fondamentale". Con equilibrio, s'intende. 

Gli spuntini permessi 

Uno yogurt: è ricco di proteine, in particolare quello greco; per evitare di fare il pieno di calorie bisogna sceglierlo magro, bianco e senza zucchero aggiunto. Anche il latte è ricco di proteine ma deve essere scremato.

La frutta secca: mandorle e noci anzitutto. Purché non fritte, salate o pralinate, appagano, nutrono e non intaccano la linea. 

La frutta fresca: benaccette mele e pere che sono poco caloriche, ricche di fibre e sazianti. 

Formaggio magro e tacchino: una porzione di formaggio magro, tipo gli spalmabili,  accompagnata da due fettine di arrosto o bresaola di tacchino è uno spuntino light e proteico.

Lo snack: ammesso purché non sia troppo calorico: una porzione non deve superare le 150-200 calorie.

Copyright foto: Istock
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