Morbo di Crohn: sintomi e cause

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Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica che può colpire una o più zone del tubo digerente. La frequenza della malattia è variabile anche se vi è la tendenza ad un maggiore aumento nei paesi industrializzati.



Cause

Le cause del morbo di Crohn non sono, ad oggi, ben chiare. Una predisposizione genetica, dei fattori legati all’ambiente e un’anomalia del sistema immunitario possono costituire un terreno favorevole allo sviluppo della malattia. Il tabagismo sembra aumentare il rischio du malattia di più del 50%.

Il morbo di Crohn rappresenta, insieme alla rettocolite ulcerosa, un gruppo di malattie chiamato malattie infiammatorie croniche intestinali. L’infiammazione può in diverse aree del tubo digerente e colpirle anche contemporaneamente causano un ispessimento della parete intestinale nel caso in cui vengano colpiti intestino tenue o crasso.

Sintomi

La malattia di Crohn evolve tra crisi ricorrenti e periodi di remissione in cui il soggetto non presenta alcuna manifestazione. I principali sintomi del morbo di Crohn riguardano dolori addominali, diarrea cronica schiumosa (in alcuni casi con del sangue), stanchezza e perdita di peso. Possono, inoltre, essere osservati sintomi articolari, cutanei o oculari. Questa malattia è nota per portare numerose ripercussioni nella vita quotidiana di chi ne è affetto. Nei bambini e negli adolescenti un ritardo puberale può avocare la malattia di Crohn.

Lesioni cutanee e reumatismi

Le lesioni della pelle non sono sempre specifiche e possono essere confuse con altre patologie cutanee. Si tratta di afte alla bocca, eritemi o pioderma gangrenoso.
Nel corso del morbo di Crohn possono manifestarsi anche reumatismi articolari periferici che possono presentarsi a livello di collo, reni, schiena, gomito, ginocchia, talloni o polsi.

Sintomi epatobiliari e ematologici

Possono, inoltre presentarsi delle manifestazioni epatobiliari come stenosi, lipasi biliare, colangite sclerosante o un ascesso epatico.
Anche un’anemia, per carenza, o infiammatoria accompagnata da trombociti possono essere indizi di anemia.

Lesioni oculari

I segni oftalmologici sono spesso poco indicativi di questo patologia: dolori, occhi che lacrimano, visione distorta, fotofobia, ecc.
In caso di abbassamento della visione un trattamento dev’essere messo in atto per evitare eventuali danni importanti come addirittura cecità, è infatti consigliato il consulto oftalmologia in caso di diagnosi del morbo di Crohn.

Statistiche

Il morbo di Crohn colpisce sia gli uomini che le donne, anche se numerosi studi mettono in evidenza una predominanza di malattia nel sesso femminile a partire dall’adolescenza. Questo disturbo colpisce maggiormente tra i 20 e i 40 anni, ma può apparire a tutte le età (anche se in una percentuale meno elevata nei bambini, circa il 10%). Al momento dell’evoluzione della malattia si ricorre alla chirurgia: circa l’80% dei malati infatti subisce un intervento e dopo 10 anni di evoluzione il rischio di cancro colon rettale aumenta rispetto al resto della popolazione.

Diagnosi

Non esiste un test biologico o radiologico specifico per effettuare la diagnosi del morbo di Crohn, che verrà fatta grazie all’accumulo di più elementi. Interrogatorio, lo storico della malattia, esame clinico, analisi del sangue ed esami radiologici.

Bilancio sanguigno, radiologia ed endoscopia

Con il bilancio sanguigno si ricercano segni di infiammazioni e di carenza di vitamine che testimoniano una cattiva assunzione e anemia. Esami sierologia possono mettere in evidenza alcuni anticorpi in aumento.

Altri esami

Esami morfologici permettono di mettere in evidenza lesioni specifiche alla malattia di Crohn e di reperire la gravità e l’estensione delle lesioni. La conferma del morbo do Crohn viene effettuata tramite un’endoscopia gastroduodenale e una colonscopia. Altri esami che vengono effettuati sono esofagografia, clisma opaco, ileoscopia, risonanza magnetica e fibroscopia gastroduodenale.

Un esame proctologico permette di reperire le lesioni caratteristiche del morbo di Crohn come fessure, fistole o ulcere.

Trattamento

Il trattamento del morbo di Crohn permette di tenere sotto controllo le crisi e di prevenire cadute e complicazioni. Per le crisi si somministra metronidazolo in associazione con ciprofloxacina, cortisone, budesonide, sulfasalazina e masalazina.

Trattamento chirurgico

In caso di evoluzione della malattia e se il trattamento medico si rivela inefficace si può mettere in pratica un’intervento chirurgico che consiste nell’asportare le zone dell’intestino colpite. In caso di ablazione di una parte dell’intestino è possibile effettuare un intervento chirurgico destinato a praticare un ano artificiale effettuando un attacco tra colon e parete dell’addome per deviare le feci in una sacca eterna regolarmente cambiata.

Complicazioni

Il morbo di Crohn può causare alcune complicazioni più o meno severe. Possono presentarsi un ritardo nella crescita nei bambini e negli adolescenti, come pure apparizione di emorragie, cattivo assorbimento di ferro che provoca anemia, gonfiore, costipazione, occlusione intestinale, fistola anale, ascesso intraaddominale, appendicite o emorragie digestive. Anche lo sviluppo di un cancro può essere una tra le varie complicazioni del morbo di Crohn, mentre in donne incinte, aumenta il rischio di aborto spontaneo.