Il complesso di Edipo: tutto su un momento cruciale dell’infanzia

La personalità di un bambino si costruisce attraverso delle tappe ben precise. Ognuna ha la sua importanza, ma una è particolarmente determinante: si tratta del famoso complesso di Edipo.

Il complesso di Edipo è una fase di transizione durante la quale il bambino prova un sentimento amoroso nei confronti della madre.


Che cos’è il complesso di Edipo?

Questo concetto centrale della psicanalisi è stato formulato da Sigmund Freud all’inizio del XX secolo. Il celebre psicanalista aveva constatato che il bambino prova un sentimento amoroso nei confronti dei genitori durante il suo sviluppo.

Freud ha chiamato così questo complesso facendo riferimento a un famoso mito greco. Edipo è il figlio di Laio, il re di Tebe, e di sua moglie Giocasta. Un oracolo predice al sovrano che sarà ucciso da suo figlio. Laio decide di abbandonarlo; il bambino viene allora allevato da Polibo, re di Corinto, e cresce senza conoscere la propria identità. Un giorno, un oracolo rivela a Edipo che ucciderà suo padre. Per proteggere Polibo, il giovane abbandona Corinto. Durante il suo viaggio incontra Laio e, in seguito a una lite, lo uccide. Arrivato a Tebe e sconfitta la Sfinge che tormentava la città, Edipo sposa sua madre Giocasta, senza essere al corrente del loro legame.

Come si manifesta il complesso di Edipo?

Questo complesso si manifesta in modi diversi. In generale, i bambini dimostrano un particolare attaccamento nei confronti della madre. Hanno un atteggiamento di ostilità nei confronti del padre, e s’intromettono nell’intimità dei genitori.

In maniera un po’ diversa, lo stesso fenomeno si riscontra anche nelle bambine. Si parla allora di complesso di Elettra, teorizzato dallo psicanalista svizzero Carl Gustav Jung.

In questa fase di transizione, i sentimenti del bambino sono molto più complessi di quanto si possa pensare. Se i piccoli provano un senso di rivalità nei confronti del genitore del sesso opposto, vogliono anche assomigliarli, generando un processo di identificazione. Può anche capitare che il bambino sia attratto dal genitore dello stesso sesso, e respinga quello del sesso opposto: si parla allora di Edipo negativo.

Genitori: come reagire al complesso di Edipo?

Il periodo tra i 3 e i 6 anni è particolarmente conflittuale per il bambino. In preda a desideri diversi, il piccolo cerca di farsi un posto all’interno del nucleo familiare. Non è raro che diventi aggressivo nei confronti del genitore rivale: in questo caso, la cosa migliore è spiegargli come funzionano i rapporti familiari e i legami affettivi, senza arrabbiarsi.

Ogni bambino è diverso e attraversa questa fase a modo suo. Se la situazione diventa complicata e il vostro figlio soffre, può essere utile chiedere l’aiuto di uno specialista.

L’importanza del complesso di Edipo

Secondo Freud, il complesso di Edipo è una tappa importante dello sviluppo psichico del bambino. E non arriva all’improvviso! Secondo lo psicanalista austriaco, questo fenomeno si manifesta attraverso diverse faisi: lo stadio orale, attraverso il cibo e il seno (dalla nascita ai 18 mesi), anale, ovvero il piacere di controllare la defecazione (da 1 a 3 anni) e fallico, legato alla masturbazione, in cui emerge davvero il complesso di Edipo (3-6 anni). Seguono un periodo di latenza, in cui le pulsioni sessuali non sono attive, e la pubertà (o fase genitale), in cui comincia il passaggio all’età adulta e dunque la riscoperta della sessualità.

Secondo gli psicanalisti, il complesso di Edipo è un momento cruciale dello sviluppo, perché costituisce in un certo senso la base delle future relazioni amorose del bambino.
 
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