Caffeina: gli effetti della molecola e farmaci

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La caffeina è un principio attivo che rientra nella composizione di diversi farmaci analgesici. Utilizzato come adiuvante, essa rinforza le proprietà analgesiche di un farmaco.



La molecola della caffeina

Scoperta nel 1819 da Friedlieb Ferdinand Runge, un chimico tedesco, la caffeina è stata oggetto di numerose ricerche scientifiche al fine di esplorare le sue numerose virtù terapeutiche: l’antalgia è una di queste. Inizialmente, la caffeina è stata aggiunta a farmaci analgesici come aspirina, ibuprofene, paracetamolo o antinfiammatori non steroidei con l’obiettivo di mitigare i loro effetti sedativi. Al giorno d’oggi, questa molecola è direttamente utilizzata per le sue proprietà analgesiche e in particolar modo contro il mal di testa.

Farmaci con caffeina

La caffeina è utilizzata in numerosi farmaci analgesici, quali Tachicaf®, Veramon®, Saridon®, Neonisidina®, Influvit®, Fluental®, Efferelgan®, Neocibalgina®, Tachifene®, Prontalgin®, Antireumina® in combinazione con il paracetamolo e Cafergot® e Virdex® in combinazione con l’ergotamina (la lista non è esaustiva, per maggiori informazioni rivolgersi al proprio medico o farmacista).

Proprietà

La caffeina è un alcaloide appartenente alla famiglia delle metilxantine. Contenuta in diversi alimenti, questa molecola possiede numerose proprietà tra cui, i più conosciuti, gli effetti stimolanti psicotropi. Ma quello che i ricercatori stanno ancora cercando di scoprire è se la caffeina possa avere, o meno, delle proprietà antidolorifiche. Consumata a dosi ridotte, questa sostanza psicoattiva, la più utilizzata al mondo, ha un impatto diretto sulla salute umana.

Controindicazioni

La somministrazione di un farmaco contenente caffeina è fortemente sconsigliato in caso di ipersensibilità alla caffeina o ad altre sostanze attive e eccipienti contenute nel farmaco; in presenza di insufficienza cardiaca, disturbi del sonno, ulcera gastrica, ulcera duodenale, disturbi di ansia, ipertensione arteriosa.

Effetti della caffeina

A dosaggi elevati, la caffeina può comportare alcuni effetti indesiderati più o meno spiacevoli. Tra questi si annoverano di frequente: insonnia, agitazione, nervosismo, irritabilità, irritazione delle mucose gastriche e/o duodenali, disturbi gastro-intestinali: nausea, vomito, diarrea; ipertensione arteriosa, palpitazioni; dolori ai muscoli, cefalea. Gli effetti secondari benèfici della caffeina possono incidere sulla concentrazione del soggetto e grazie alle sue proprietà eccitanti può diminuire il senso di spossatezza e stanchezza, se in minime dosi e senza esagerare.

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Foto: © thawornnurak - 123RF