Granocyte®: scheda tecnica

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Granocyte® è un farmaco che si presenta sotto forma di polvere e solvente per soluzione o per perfusione in siringa preriempita, disponibile solo su prescrizione medica. Ecco come funziona, quali sono le sue controindicazioni e gli effetti collaterali.


Meccanismo d’azione

Granocyte® è un farmaco che aiuta l’organismo a combattere le infezioni, stimolando il sistema immunitario a produrre più globuli bianchi neutrofili (le cui cellule progenitrici sono prodotte nel midollo osseo). Così Granocyte® è indicato dopo chemioterapia in caso di neutropenia (globuli bianchi troppo bassi), nel corso di quella che si chiama mobilizzazione (quando il numero dei progenitori ematici è insufficiente dopo o durante la chemioterapia o in un donatore sano nel quadro di una donazione di cellule staminali periferiche) o dopo un trapianto di midollo osseo o di cellule staminali per aiutare l’organismo a generare nuovamente globuli bianchi.

Controindicazioni

Granocyte® è controindicato in persone con ipersensibilità al suo principio attivo (lenogastrim). Questo farmaco, inoltre, non deve essere utilizzato per consentire di aumentare i dosaggi della chemioterapia. Infine, non deve essere somministrato a persone affette da leucemia acuta o cronica, perché non si conoscono tolleranza ed efficacia di questo trattamento per questa patologia.

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali riscontrati più spesso durante la somministrazione di Granocyte® sono infezioni o infiammazioni del cavo orale, setticemia, febbre, mal di testa, disturbi digestivi (diarrea, mal di pancia, nausea, vomito), eruzioni cutanee e caduta dei capelli. Si tratta dunque degli effetti collaterali spesso osservati in pazienti sottoposti a chemioterapia.

Posologia

Granocyte® è un trattamento prescritto da centri specializzati in oncologia o ematologia e può essere somministrato sia per via sottocutanea che endovena. Normalmente la dose è di 0,64 MUI (5 microgrammi per Kg) e al giorno (cioè 19,2 MUI -150 microgrammi- per mq al giorno). Questo farmaco è somministrato (quotidianamente fino a ritrovare un livello di neutrofili normale e stabile) in perfusione endovena di 30 minuti, nel quadro di un trapianto e per 28 giorni al massimo o per iniezione sottocutanea dopo una chemioterapia o in caso di mobilizzazione, senza superare i 28 giorni.