Prometazina: indicazioni ed effetti secondari

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La prometazina è un principio attivo antagonista del recettore H1 dell’istamina che ha effetti antistaminici, atti ridurre il prurito, l’infiammazione e i rush cutanei manifestabili.



Indicazioni

Adatta per reazioni allergiche che colpiscono sia l’apparato respiratorio, che le mucose da esso costituito e la cute sia a causa di somministrazioni mediche che provocano reazioni, prometazina viene impiegato anche per nausea, vomito, trattamenti post operatori e per tosse e raffreddore virale comune. Questo principio attivo viene commercializzato con il nome commerciale di Fargan.

Controindicazioni

Non indicata a chi è allergico allo stesso principio attivo e ai suoi componenti, quali paraidrossibenzoati e altri sali di parabene. Controindicata per le donne in stato di gravidanza e per i bambini sotto i 2 anni di età, a causa della presenza di prometazina cloridato, è da evitare in caso di ipersensibilità agli antistaminici, in caso di antecedenti all’agranulocitosi, rischi di ritenzione urinaria correlata a disturbi uretroprostatici, rischi di glaucoma e in associazione con cabergolina e quinagolide.

Effetti indesiderati

Tra gli effetti secondari manifestabili con l’assunzione di questo farmaco ricordiamo stanchezza pesante, sonnolenza, disturbi motori, acufeni, possibili alterazioni comportamentali quali euforia, nervosismo, tremore, convulsioni, stipsi, problemi a livello urinario, riduzione delle secrezioni sia salivali che bronchiali, disturbi respiratori, vomito, diarrea. Inoltre la crema di prometazina e lo sciroppo contengono alcool per 3,09%, ossia 122 mg di alcol nel misurino (5ml), che equivale a 366 mg di alcool per cucchiaio (15ml). L’utilizzo risulta rischioso per coloro che soffrono di alcoolismo e per le donne incinte o che allattano, i bambini e i pazienti che presentano insufficienze epatiche o epilettiche.

Precauzioni per l’uso

La presenza di carbocisteina segnala una certa prudenza di somministrazione per soggetti anziani e per coloro che presentano ulcere gastroduodenali o in caso di somministrazione concomitante con dei farmaci suscettibili di provocare sanguinamenti gastro-intestinali a causa proprio della presenza di carbocisteina. Arrestare il trattamento e consultare il medico in caso di sanguinamento. In caso di persone affette da sindromi epilettiche è bene rinforzare il monitoraggio del trattamento. Il cloridato di prometazina, come accennato, deve essere utilizzato con prudenza da coloro che sono sensibili all’ipotensione prostatica e per chi presenta patologie cardiovascolari, in ragione del fatto che l’assunzione di questo farmaco possa provocare effetti tachicardici e ipotensivi della fenotiazina e, in caso di insufficienza renale o epatica grave, aumenta il rischio d’accumulazione.

Prima di somministrare prometazina ai bambini (sopra i 2 anni), si ricorda di eliminare l’asma e il reflusso gastroesofageo prima di utilizzarlo come anti-tosse. Per quanto riguarda gli altri suoi componenti, si sconsiglia l’uso di questo farmaco per i pazienti che presentano un’intolleranza al fruttosio, una sindrome di malassorbimento del glucosio e del galattosio o un deficit di sucrasi-isomaltasi. In caso di dieta povera di sodio, consultare il medico perché il farmaco contiene anche del sodio. Evitare l’assunzione di alcool durante il trattamento e anche evitare l’esposizione al sole in ragione dell’effetto fotosensibile della fenotiazina. Gli antistaminici H1 devono essere utilizzati con prudenza per diminuire il rischio di sonnolenza e si sconsiglia l’assunzione in associazione con altri farmaci sedativi. Per chi si mette alla guida è bene conoscere i rischi degli effetti collaterali che possono verificarsi.

Avvertenze

Non associare questo farmaco anti tosse ad un anti-espettorante o mucolitico e prima di prescriverlo il medico deve ricercare le cause della tosse che potrebbero esser curate con altri tipi di farmaci. Se la tosse persiste ad un anti-tosse somministrato con una posologia base, non procedere all’aumento delle dosi, ma riesaminare lo stadio clinico. I mucolitici possono provocare un sovraffollamento bronchiale nei bambini piccoli. Il rischio di contrarre una depressione respiratoria fatale per i bambini è alto. Per tanto il trattamento dovrà essere rivalutato in caso di persistenza o aggravarsi delle condizioni sintomatiche o della patologia.

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