Herpes genitale in gravidanza: prevenzione e trattamento

Fai una domanda
L’herpes genitale nella donna incinta è potenzialmente pericoloso per il feto, e necessita di un trattamento specifico.


Epidemiologia

In caso di herpes genitale, esistono due virus dell’Herpes Simplex (HSV). L’HSV-2, la cui prevalenza è più elevata (75%), si trasmette per vi sessuale, e la sua escrezione virale è più frequente nei pazienti con il sistema immunitario più debole. Tre situazioni d’infezione vengono descritte: il primo contatto con uno dei virus, l’infezione non-primitiva (primo contatto con i virus HSV-1 o HSV-2 dopo infezione per altro tipo di virus) e la ricorrenza (riattivazione di uno stesso virus). Per il feto e il neonato, l’herpes neonata costituisce una complicazione maggiore, con un rischio di decesso superiore a 50%. Un herpes congenito può anche presentarsi in caso di prima infezione all’inizio della gravidanza.

Diagnosi microbiologica

È importante diagnosticare l’herpes genitale all’inizio della gravidanza di fronte alla presenza di vesciche con prurito e/o dolore alla vulva. SI raccomanda di procedere a dei prelievi microbiologici, tenendo presente che il tempo necessario per ottenere dei risultati non permette sempre di definire come dovrà avvenire il parto.
Si effettua una diagnosi per PCR (reazione a catena della polimerasi che permette di scoprire eventuali virus dell’herpes). L’esame dev’essere realizzato sistematicamente in assenza di lesioni per escluderlo o per confermare la diagnosi in caso di lesioni sospette. Una sierologia virale può anche essere realizzata, per comparare lo stato sierologica di madre e futuro neonato.

Prevenzione

Per prevenire, secondo alcuni protocolli, si procede ad un interrogatorio nella paziente e/o al suo coniuge per cercare eventualmente degli antecedenti di herpes genitale. Nei pazienti colpiti, le buone pratiche da adottare sono un esame durante la gravidanza, in sala travaglio e la realizzazione di prelievi all’inizio del parto. Un trattamento medico orale è indicato nelle pazienti che presentano degli antecedenti di herpes genitali, da assumere fin alla trentaseiesima settimane fino al parto.

Trattamento in caso di herpes genitale durante la gravidanza

Durante la gravidanza, di norma, si assume un trattamento curativo per via orale: un trattamento di 10 giorni poi un trattamento preventivo in caso di prima-infezione e di infezione iniziale non primitiva che si presenta prima la trentaseiesima settimana di amenorrea. In caso di infezione ricorrente, la misura raccomandata è un trattamento curativo di 5 giorni, seguito da un trattamento preventivo da cominciare a 36 settimane dall’amenorrea. Il trattamento è generalmente associato ad una disinfezione cutanea e a degli antalgici. In caso di dubbio, si invita a non attendere i risultati dei prelievi per cominciare il trattamento.

Proposte di gestione terapeutica

La scelta della via per il parto dev’essere effettuata dopo una decisione clinica. L’interesse della conferma della diagnosi microbiologica concerne principalmente il monitoraggio del neonato. In presenza di lesioni da herpes si raccomanda un parto cesareo. In assenza di lesioni, la via del parto dipende dal tipo di infezione e dal tempo trascorso. Così il parto naturale è preferibile in caso di prima-infezione che dati meno di un mese, il cui trattamento sia durato meno di 10 giorni, e in caso di segni precursori. Il cesareo resta controindicato se la rottura prematura delle membrane è superiore a sei ore. Durante il travaglio, i medici sono invitati a limitare gli esami pelvici, a evitare i gesti invasici, e a procedere ad una disinfezione della zona.
Il neonato dev’essere oggetto di un trattamento specifico. In assenza di lesioni mammarie non esistono controindicazioni per l’allattamento.

FOTO:©lanak/123RF