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Ragazza alla pari: cosa c’è da sapere sulle au pair

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Come è possibile trovare la au pair più adatta? Quali sono i requisiti richiesti alle famiglie per poterla accogliere? Ecco tutte le informazioni utili.


Ragazza alla pari: come accoglierla al meglio in famiglia? Quali sono i suoi compiti? Che documenti servono? Ecco qualche consiglio utile.

 

Ragazza alla pari, vale a dire una “sorella maggiore” per i figli, capace di aiutare nella gestione familiare e domestica con l’indiscutibile plus di portare, all’interno delle mura di casa, una cultura diversa e una lingua straniera. Va da sé che, anche in Italia, sono sempre di più le famiglie che scelgono di ospitare una au pair ma, come riuscirci? Quali sono i metodi per trovare una (sorta di) baby sitter ideale in una paese straniero? Che cosa devono offrirle le famiglie che la accolgono? Ecco qualche dritta utile.

 

Requisiti delle famiglie ospitanti

Per poter accogliere in casa propria una au pair è indispensabile soddisfare alcuni requisiti obbligatori. In primis, com’è logico oltre che obbligatorio, è necessario che in casa vivano uno o più figli non ancora maggiorenni, il secondo requisito è quello che la casa nella quale si abita abbia una stanza in più da poter destinare all’ospite. Terzo: è necessario che l’italiano sia la lingua parlata quotidianamente in casa e, di conseguenza, il quarto requisito è che la propria nazionalità sia diversa da quella della au pair che si vuole ospitare. Ultimo requisito indispensabile è quello di non considerare la ragazza alla pari come una baby sitter a tempo pieno ma, piuttosto, come una sorta di “sorella maggiore” per i  figli lasciandole del tempo libero e permettendole di frequentare un corso di lingua nella vostra città.

 

Aupair: costi e orari

Anche se in Italia non esistono né un programma di collocamento né delle indicazioni ufficiali per le ragazze alla pari, esistono comunque alcune regole “di buona condotta” per la famiglia.  Per quanto riguarda le attività da svolgere durante il soggiorno, per esempio, la au pair avrà il compito principale di occuparsi dei bambini e poi, d’accordo con la famiglia, potrà occuparsi di alcune piccole faccende domestiche. Alla ragazza alla pari, poi, la famiglia dovrà garantire vitto e alloggio – anche durante gli eventuali periodi di malattia – e un orario lavorativo limitato, indicativamente non più di cinque ore al giorno con almeno una giornata libera alla settimana (che, almeno una volta al mese, dovrebbe cadere di domenica). A questo si aggiunge una sorta di "paghetta" che, indicativamente, si dovrebbe aggirare attorno ai 300 euro al mese. 

 

Che documenti servono?

Alla ragazza alla pari – per entrare in Italia – serve un documento in corso di validità (la carta d’identità nel caso sia cittadina UE, un passaporto nel caso provenga da un paese extra UE). Quando la au pair sarà arrivata alla famiglia spetterà il compito – entro 48 ore – di presentare in questura la Dichiarazione di Ospitalità. Se il tempo di permanenza previsto supera i tre mesi, poi, l’au pair dovrà richiedere l’iscrizione all’anagrafe (nel Comune di residenza della famiglia) e dovrà registrarsi al Servizio Sanitario Nazionale dimostrando, contestualmente, di disporre di mezzi finanziari sufficienti al suo sostentamento. 


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