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Matrimonio al Sud, esce il cinepanettone che racconta le due anime dell’Italia

"Matrimonio al Sud", il nuovo film con Massimo Boldi è il cinepanettone 2015: un divertente confronto tra usi, costumi dell'Italia vista dal Nord e dal Sud. Nel cast anche Debora Villa, Gisella Donadoni e Barbara Tabita. 

"Matrimonio al Sud", il cinepanettone 2015 porta sul grande schermo le differenze tra gli usi e i costumi delle due Italie.


Ecco Matrimonio al Sud, il cinepanettone 2015. Ormai parte della tradizione natalizia quanto l’albero, il pranzo e i regali, quest’anno il film con Massimo Boldi e compagnia cantante ruota intorno alle nozze di due ragazzi - lui milanese, lei campana - che si portano dietro tutti i contrasti tra Nord e Sud, marciando sul (collaudassimo) tema dell’Italia alle prese con la sua unità rattoppata. Non a caso i due ragazzi si sono conosciuti all’università di Trento, la città che con Trieste ha completato l’unità almeno dal punto di vista dei confini. 

I veri protagonisti sono però i padri - il cumenda Lorenzo Colombo (Boldi) e il pizzaiolo Pasquale Caprioli (Biagio Izzo) - e le schermaglie che li contrappongono in vista della festa di matrimonio, che si farà in Campania e che risulterà inesorabilmente super-kitsch. Vuoi perché generalmente trionfano la volontà della sposa e del suo clan, vuoi perché non c’è dubbio che al cinema le nozze in versione meridionale riescono inesorabilmente meglio. Precedente illustre, Totò Fabrizi e i giovani d’oggi (1960): allora però si giocava sul contrasto padre di lui-padre di lei e sull’asse Roma-Napoli.
 
Ancora oggi, comunque, nulla è capace come una festa di nozze di dividere e contemporaneamente unire le due anime dell’Italia. Se gusti e costumi, usi e tradizioni, sono diametralmente opposti, il desiderio di tutti (i genitori) è quello di celebrare se stessi, e spesso finisce per travolgere le intenzioni degli interessati. Non è facile trovare un compromesso e Matrimonio al Sud si gioca tutto su questo sforzo: da una parte il modello sono le nozze alla nordica, sempre più asciutte - si mangia poco, si procede per assaggini, la musica deve essere da club e il volume moderato, fiori e decorazioni non troppo appariscenti - e si ispirano all’estetica artefatta e un po’ snob delle riviste.
 
Dall’altra c’è la tradizione solare del Sud. Pranzi interminabili che durano l’intero pomeriggio, invitati stremati che arrivati al sorbetto si illudono di avercela fatta per poi scoprire di essere solo all’intervallo tra il secondo di pesce e quello di carne, cascate di rose e orchidee e cantanti neomelodici che non risparmiano certo sui decibel. Hai voglia a condire il tutto con smartphone, reality e talent-show, social network e tutto il resto. La patina dell’attualità è leggera leggera, lo scontro epocale resta quello tra risotto allo zafferano e pizza. E alla fine resta il gusto un po’ amaro di constatare che la tradizione è ormai stata soppiantata da un gusto global-cafonal che ognuno interpreta a modo suo ma ormai impera ovunque, e certo non solo nella nostra Penisola.
 
Gli ingredienti restano quelli del cinepanettone classico. Le gag di Boldi (“che dolore”), gli incroci di corna, i duetti tra le mogli - ovvero Debora Villa, la milanese, e Barbara Tabita, la campana, che la critica ha salutato come la vera sorpresa del film -, il siparietto omosessuale, il conduttore tv che gioca a fare il playboy un po’ appannato (Paolo Conticini) e la strappona supersexy, i figli che battibeccano, gli amici dell’una e dell’altra famiglia che cercano di colmare la distanza Nord-Sud incappando in equivoci e incomprensioni continui. Non manca la chicca, ovvero Peppe Barra nel ruolo di un parroco cieco accompagnato da un assistente un po’ tonto.
 
Per il pubblico dei cinepanettoni il film è già visto. Ma non è detto che questo sia un difetto, né che il global-cafonal sia bandito dalle sale cinematografiche. Al contrario: ricetta collaudata, protagonisti collaudati e gag collaudatissime il più delle volte producono successi collaudati. Si sa che il pubblico apprezza le storie già conosciute forse ancora più delle novità. Ci sarà sempre una grossa fetta di pubblico pronta a reagire come di fronte al pranzo di nozze. Ci si siede a tavola criticando le esagerazioni e invocando morigeratezza, ci si alza ore dopo un po’ sbronzi dopo aver onorato le prime e dimenticato la seconda. In fondo l’Italia unita è tutta qui.

Copyright foto: Kika Press
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