Cambio ora: ecco cosa bisogna sapere

Si avvicina il cambio ora, e tra eccesso di sonno e pasti sbagliati, ecco quello che c'è da sapere per superare bene (e riposati) il ritorno all'orologio solare.

Il cambio ora, da legale a solare, ci farà dormire di più. Ma serve attenzione per non scombussolarsi.


Il cambio ora è alle porte. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre, per la precisione alle 3 del mattino, le lancette degli orologi dovranno tornare indietro di un'ora. Questo ci riporterà all'ora solare, permettendoci di dormire un'ora in più rispetto all'ora legale, attualmente in vigore.

Una buona notizia, certamente, ma bisogna stare attenti a disturbare troppo l'orologio interno che comanda veglia e riposo, ma anche fame, pressione e temperatura del corpo. Luce e buio scandiscono non solo i momenti in cui ci sentiamo più attivi e quelli che ci fanno sbadigliare, ma anche resa mentale e intellettuale, appetito e così via. Questo avviene anche in caso di cambio di fuso orario: se anche riusciamo ad adeguarci abbastanza velocemente, sforzandoci di puntare le sveglie e pranzare secondo gli orari dei luoghi che visitiamo, al nostro corpo serve di media qualche giorno in più per abituarsi.

Meglio quindi cercare di anticipare di almeno mezz'ora gli orari di pasti e del riposo, per aiutare in questo processo. Ricordando che è la luce ad influenzare questo circolo biologico e, con l'arrivo della stagione buia, è bene imparare ad adeguarsi. Andando prima sotto le coperte, ma non per questo dormendo troppo.

Una recente ricerca delle Università del New Mexico e della California a Los Angeles, pubblicato su Current Biology, infatti, manda in pensione le care vecchie otto ore di sonno. Spiega che il meglio che possiamo fare è dormirne 6, massimo massimo 7. Per arrivare a questa conclusione i ricercatori hanno esaminato per circa un anno le abitudini di tre tribù che ancora oggi vivono senza elettricità: gli Hazda della Tanzania, i San della Namibia e i Tsimane della Bolivia. Quando, come nella loro vita, tutto è regolato dal sole, si dorme in media 6,5 ore (senza pennica), al massimo un'ora in più d'inverno, e la messa a letto avviene nelle 3,3 ore dopo il buio.

A influire sui loro ritmi veglia-sonno però non sarebbe proprio la luce, ma il calore. Perché dovremmo provare a fare come loro? Per una banale ma fondamentale ragione: spegnere pc e cellulare, aspettare una manciata di ore, non riscaldare troppo la stanza e poi dormire il giusto riduce in maniera significativa l'insonnia, senza pillole e senza rischi per la salute.
E meglio si dorme, meglio si sta quando si è svegli.

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