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Tanya, la modella curvy in fuga dall'Italia (direzione New York)

Tanya Gervasi porta la taglia 44, a volte 42, il 6 settembre volerà a New York dove l'aspetta un contratto di lavoro  con la Wilhelmina Models. "Lì ci sono più opportunità per noi modelle normali".   

Tanya Gervasi, nata a Mosca, figlia di un siciliano e una bielorussa, lascerà l'Italia per gli States.


Dopo i cervelli in fuga è arrivato anche il tempo dei corpi. Lei si chiama Tanya Gervasi, ha un fisico curvy taglia 44, a volte 42, labbra carnose, naso alla francese e occhi sensuali. La moda italiana, però, non l’apprezza. Risultato: il 6 settembre un aereo la porterà a New York dove l’aspetta un contratto firmato con la Wilhelmina Models, un’agenzia che ha uffici a New York, Los Angeles, Miami e Monaco di Baviera.

Nata a Mosca, figlia di un siciliano e una bielorussa, Tanya è decisa a fare della sua normalitàcurvy” la sua professione. Anche se a vederla in foto “curvy” non è il primo aggettivo che viene in mente, lei è certa che Oltreoceano c’è un mondo che l’aspetta: “l’anno scorso alcune mie colleghe morbide hanno sfilato a New York per brand skinny che hanno voluto inserire misure diverse — ha raccontato al Corriere —. Si tratta di piccoli marchi, poco conosciuti, che usano la strategia delle modelle plus size per avere visibilità”. Stesso discorso vale per l’e-commerce dove le donne che vedono un outfit online vogliono vederlo addosso a una donna che si avvicini alle sue misure.

Per quanto riguarda l’alta moda, sostiene Tanya, è azzardato dire che qualcosa sta cambiando: “Nessuno si prende la responsabilità di cambiare le cose - racconta -. Il fotografo si giustifica dicendo che non sceglie lui le modelle, ma il costumista. Il costumista dice che il brand manda solo alcune taglie. Il brand che le riviste vogliono le ragazze magre. Si tratta di una specie di scarica barile”. Il fatto che Bianca Balti abbia sfilato insieme ad altre colleghe incinte per Dolce&Gabbana non significa (quasi) nulla: “Si tratta di una strategia studiata per proporre uno spettacolo al di là della collezione”, dice Tanya. 

Vero è, però, che sta nascendo un mondo parallelo a quello delle passerelle popolate da modelle skinny. Vedi il successo di Candice Huffine, top model tutta curve, chiamata a posare per il Calendario PirelliHayley Hasselhoff, figlia dell'attore David Hasselhoff, taglia 48 che si è unita al movimento curvy per le pari opportunità delle modelle; o la provocazione di Lane Bryant, produttore di intimo plus-size, che lo scorso aprile ha lanciato l'hashtag ImNoAngel, sfidando a suon di chilogrammi gli "angeli" di Victoria's Secret, o, ancora, il docu-film Straight/Curve che sta scuotendo l'universo dei catwalk.

Insomma, nel Terzo Millennio, il Nuovo Mondo ha ancora qualcosa di nuovo da offrire e Tanya ha tutte le intenzioni di prenderselo: “Ho sempre voluto credere che Manhattan non fosse una tappa fondamentale — spiega —: prima ci stavo un mese e tornavo indietro. Ma lì per me c’è più lavoro. I casting arrivano all’ultimo minuto, non aspettano che faccia un viaggio intercontinentale”. Da lì la decisione di partire per inseguire il suo sogno: “Ho iniziato a lavorare a 13 anni, ho sempre amato le passerelle e mi dispiace che non ci sia tanto spazio per le ragazze morbide”. 

Anche se, a proposito, ci tiene a mettere i puntini sulle i: “mi tengo in forma. Non muoio di fame né mi abbuffo. Non sono d'accordo con le colleghe di taglia 50 perché la salute è importante e con troppi chili si rischia di avere problemi legati al cuore e al metabolismo. Formose: ok. Obese: no”. 

Insomma, Tanya ha le idee chiare e nella Grande Mela ha già una lista di cose da fare, prima tra tutte iniziare il master in “food policy” alla City University of London: “Studierò il master a distanza — precisa —. Ad aprile ho girato un film che mi ha spinto a cambiare prospettiva. Lavorerò come modella e allo stesso tempo prenderò lezioni di recitazione”. Nel frattempo diffonderà il suo messaggio, “l’unico corretto da passare: amate il vostro corpo così com’è”. Per tutto il resto c’è l’America.

Copyright foto: Facebook@Tanya Gervasi

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