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Epicondilite

Si tratta della malattia dei tendini che si inseriscono alla regione dell’epicondilo, ovvero la porzione laterale del gomito. È infatti l’infiammazione della loro zona di inserzione ed in generale della porzione laterale dell’articolazione del gomito.



La diagnosi di epicondilite

La diagnosi avviene innanzitutto clinicamente attraverso l’esame obiettivo ovvero quando il medico con apposite manovre individua e provoca il dolore tipico dell’epicondilite: dolore all’epicondilo ed irradiato lungo l’avambraccio. La diagnosi deve essere supportata da un esame radiografico e di risonanza magnetica.

Epicondilite, cura e trattamento

Il trattamento è inizialmente conservativo, attraverso il riposo funzionale, l’uso di farmaci contro il dolore, fisioterapia e in alcuni casi iniezioni di cortisone secondo il programma terapeutico dettato dallo specialista. L’<bold>approccio chirurgico a questa patologia, definita anche come “gomito del tennista”, comporta la scarificazione o il distacco della porzione malata del tendine e quindi la reinserzione in tessuto osseo sano. Si tratta di una scelta che dipende dallo stadio della malattia e in caso di fallimento delle cure non chirurgiche, ma sempre a giudizio dello specialista.

Esercizi riabilitativi ed epicondilite

Dopo un eventuale intervento e seguente riposo, si procederà alla riabilitazione del gomito con una serie di esercizi. Si partirà con tecniche di mobilizzazione, poi di leggero potenziamento, in modo graduale, fino a quando l’ortopedico non darà il via anche all’eventuale ripresa dell'attività sportiva.

Foto: © Leonello Calvetti - 123RF

Testo revisionato dal dottor Maurilio Bruno, Responsabile chirurgia della mano II dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano (Gruppo ospedaliero San Donato)

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