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Apnea notturna: sintomi, cause e rimedi

L’apnea notturna è causata da pause respiratorie ripetute durante il sonno. Essa colpisce in modo particolare gli uomini tra i 30 e i 60 anni. E sono circa tra il 5% e l’8% della popolazione colpita dalla sindrome dell’apnea del sonno, di questa percentuale, secondo uno studio della Società europea di pneumologia, vi sarebbero 5 milioni di europei a soffrirne.



Definizione

La sindrome delle apnee notturne è definita quando sopraggiungono diversi episodi di occlusione completi, corrispondenti ad una pausa respiratoria superiore ai 10 secondi o incompleti che interessano la faringe. Una sindrome di apnea notturna corrisponde alla sopraggiunta di 5, 10 apnee ogni ora di sonno e questo, può prodursi diverse centinaia di volte a notte.

Cause

Un’apnea produce durante il sonno un restringimento della faringe causato da un restringimento muscolare. Qualora questo succeda la respirazione può interrompersi quando la lingua e gli altri tessuti situati nella faringe ostruiscono le vie aeree. Un’ostruzione completa delle vie aeree può provocare un’apnea all’origine di una pausa respiratoria di qualche secondo.

Apnee ostruttive

La sindrome da apnee notturne ostruttive è una tipologia di apnee del sonno molto frequente. Essa si traduce con un arresto del flusso aereo causato dall’ostruzione delle vie aeree superiori.

Fattori di rischio

I rischi di sviluppare malattie cardiovascolari è moltiplicato per cinque su soggetti che presentano una sindrome da apnee notturne. Il rischio di infarto, ad esempio, è più elevato, in quanto l’abbassamento del tasso di ossigeno nel sangue osservato durante un’apnea notturna obbliga il cuore a fornire uno sforzo più importante. Le apnee notturne possono provocare ipertensione arteriosa. Circa il 30% delle persone che soffrono di questo disturbo, infatti, soffrono anche di apnee nel sonno. Coloro che soffrono di apnee notturne hanno un alto rischio di sviluppare il diabete. La sindrome delle apnee del sonno è spesso osservata in soggetti diabetici, in cui la stessa patologia, tende a compromettere il corretto equilibrio del diabete.


La relazione tra sovrappeso e aumento di peso è importante. Circa una persona obesa su due presenta disturbi del sonno. D’altra parte, la mancanza di energie, la mancanza di sonno e episodi di sonnolenza non aiutano chi soffre di apnee notturne a praticare attività fisica, e questo, di conseguenza, conduce a poco a poco al sovrappeso. Altri dati in merito dimostrano che più del 50% delle persone che manifestano un’ischemia celebrale, presentano anche casi di apnee notturne.


==Sintomi===

Molte persone non sono a conoscenza di soffrire di apnee notturne. La malattia è spesso scoperta diversi anni più tardi e spesso anche in situazioni non del tutto piacevoli, ad esempio, a seguito di un incidente in strada causato da sonnolenza al volante (caso questo che moltiplica per 6 volte il rischio di incidente stradale).
I sintomi classici delle apnee notturne sono una strana stanchezza al risveglio dopo una notte di sonno e mal di testa all’alba. Inoltre, la sonnolenza risulta frequente anche durante il corso della giornata, dopo pranzo, durante i pasti, davanti la TV, al cinema, leggendo o in riunione. Disturbi del comportamento possono essere ulteriormente osservati: irritabilità, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, mancanza di energia e depressione, ma anche impotenza e abbassamento della libido.

Il russare è spesso permanete e inizia da appena ci si addormenta. Questo si accompagna poi a pause respiratorie, a cui susseguono riprese di respirazione rumorose e che si accompagnano a movimenti del corpo. Questo stato del paziente affetto da sindrome delle apnee notturne è generalmente descritto dal congiunto che vi dorme affianco. Inoltre vi è un aumento della necessita di urinare più volte durante la notte, accompagnato a sudori notturni frequenti e, circa nel 10% dei casi, anche da sonnambulismo. Per definire un corretto quadro clinico e affrontare il problema è bene consultare un medico per effettuare un bilancio completo della situazione.

Rimedi

Per il trattamento dell’apnee notturne è necessario procedere eliminando ttti i fattori che possono provocare o aggravare l’apnea. Seguire una dieta e diminuire il proprio peso è una misura indispensabile che deve essere protratta già dalla diagnosi della patologia. Evitare il consumo di sostanze che aggravano il russare e che hanno un effetto negativo e aggravante sulla respirazione: alcol, fumo, sedativi o calmanti.

Dormire sul fianco permette di diminuire la frequenza delle apnee e di migliorare il sonno. Infatti, i tessuti molli, in gran parte sono situati sulla parte anteriore della laringe. Dormire sulla schiena, invece, favorisce le apnee, in particolar modo accentuandole su soggetti obesi.

Trattamento CPAP

A molte persone che soffrono di sindrome da apnee notturne viene proposto il trattamento CPAP, acronimo inglese che sta ad indicare una strumentazione respiratoria detta ventilazione meccanica a pressione positiva continua. Molti pazienti non si sottopongono a questo trattamento, mentre una percentuale di pazienti che usa questo metodo non lo utilizzano per tutta la notte e di conseguenza non beneficiano delle ore minime requisite affinché il trattamento sia efficace. La buona riuscita del trattamento con CPAP si basa su un’educazione terapeutica rigorosa che ha l’obiettivo di rendere questo trattamento familiare al paziente e alla sua famiglia. Bisogna, infatti, apprendere bene come adattare la maschera o eventualmente testare uno o più tipi, conoscere anche le varie procedure di igiene e sicurezza. L’utilizzo di questo trattamento può comportare alcuni effetti collaterali quali: irritazione cutanea, secchezza del naso, rossore attorno al naso e alla bocca, congiuntivite e altri sintomi più importanti quali sangue dal naso, disturbi del ritmo cardiaco e pneumotorace.

Intervento chirurgico

Prima di consigliare un’operazione chirurgica, è necessario effettuare la diagnosi precisa della patologia delle apnee notturne, la quale avviene con una polisonnografia. Prima di procedere si raccomanda di accertarsi dei rischi e degli effetti secondari dei metodi chirurgici utilizzati e delle chances di successo. In alcuni casi l’intervento può aggravare le manifestazioni, infatti, gli interventi non funzionano su tutti i pazienti, in egual misura. Tecnica molto utilizzata è l’ortesi di avanzamento mandibolare.

Tra le altre tecniche chirurgiche per la cura delle apnee notturne anche l’osteotomia di avanzamento mascellare e bi-mascellare, che mira a porre in avanti la base della lingua verticalizzata. Un intervento molto lungo e poco realizzato. L’uvulofaringopalatoplastica (UPPP) che consente di effettuare una tonsillectomia associata ad una resezione l'ugola e della parte del tessuto molle sito nella parte posteriore della gola (intervento molto penste e con un tempo di recupero lungo, prima utilizzato molto come rimedio per smettere di russare, effettuato anche con laser). E la tracheotomia, praticata eccezionalmente e riservata a pazienti che presentano sindromi da apnee notturne gravi.

Radiofrequenze contro le apnee notturne

La radiofrequenza è un trattamento che consiste nel rilasciare una frequenza elettrica sul muscolo molle provocando così la sua retrazione e l’irrigidimento. Il riscaldamento radio provoca una lesione seguita da una cicatrice che permette di diminuire la lunghezza dell’ugola e la retrazione del velo palatino. Questa tecnica è indicata per malati che presentano un russare moderato e un velo palatino fine e flaccido. Tecnica assai recente, non è adatta a tutti i malati.
L’intervento è praticato in ambulatorio e non necessita di alcuna ospedalizzazione. Esso si effettua con anestesia locali, 2 o 3 sedute ad uno due mesi di intervallo. Il chirurgo utilizza un generatole di radiofrequenza e un ago che permette di dare corrente direttamente sul muscolo del velo.
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