Condropatia femoro-rotulea: come si guarisce

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La condropatia femoro-rotulea colpisce il ginocchio. Eccone i sintomi e gli esercizi per attenuare il dolore.


Cos’è

La condropatia o condromalacia femoro-rotulea è una condizione patologica del ginocchio caratterizzata da degenerazione della cartilagine, che impedisce il normale scivolamento della rotula sul capo distale del femore, determinando scroscio o scricchiolio dell’articolazione accompagnato o meno da dolore alla rotula o all’intera articolazione e riduzione dei movimenti del ginocchio.
È una patologia frequente negli sportivi, ma anche negli anziani, obesi e persone sedentarie.

Sintomi

I sintomi della condropatia femoro-rotulea sono sensazione di scroscio a livello della rotula, limitazione dei movimenti del ginocchio e dolore. Quest’ultimo è ricorrente e di breve durata, può innescarlo un movimento come l’accovacciamento, saltare, salire le scale, correre o camminare a lungo o in discesa. Spesso il dolore si presenta dopo essere stati a lungo seduti, infatti la patologia viene definita anche sindrome da cinema.

Come si guarisce

La condropatia femoro-rotulea non guarisce, ma si può curare, anche se i risultati deludono spesso le aspettative dei pazienti.
Quando il dolore è acuto si consigliano riposo, evitare salti, corsa e i piegamenti sul ginocchio; si attua così un “risparmio dell’articolazione del ginocchio”. Si possono assumere antinfiammatori antidolorifici e applicare compresse di ghiaccio sul ginocchio dolente.

Esercizi

Nell’ambito della terapia conservativa della condropatia femoro-rotulea importanti ed efficaci sono esercizi che puntano a rafforzare la muscolatura del ginocchio (soprattutto il vasto mediale), questa fisioterapia va eseguita a cicli periodici. Nei casi più gravi ed invalidanti si può ricorrere ad infiltrazioni locali di cortisone e/o acido ialuronico. Esiste anche una chirurgia rigenerativa basata sull’innesto autologo di cellule staminali (cioè delle proprie cellule), che rigenerano la cartilagine degenerata. Nelle situazioni estreme, in cui si giunge al blocco articolare del ginocchio, si ricorre alla sostituzione protesica delle strutture anatomiche danneggiate.

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