Paracodina® (sedativo per la tosse)

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Uso e controindicazioni della Paracodina® il farmaco a base di alcaloidi che inibisce la tosse.


Paracodina®: come agisce

Somministrata per via orale sotto forma di gocce o di sciroppo, la Paracodina® è il sedativo per la tosse a base di un alcaloide derivato dalla codeinaa (il diidrocodeine) che inibisce l’attivazione del meccanismo di difesa dell'organismo (la tosse) volto ad espellere elementi presenti nel sistema respiratorio. L'assunzione, pertanto, sedando l'intensità e la frequenza della tosse, permette una corretta respirazione.

Come assumere la Paracodina®

La Paracodina® va assunta su indicazione del proprio medico curante in grado di valutare eventuali riduzioni in caso di somministrazioni a bambini e anziani. In linea generale, secondo il bugiardino del farmaco, l'assunzione va fatta a stomaco pieno, in alternativa su una zolletta di zucchero. Negli adulti il dosaggio è tra 25 e 30 gocce per 3/4 volte al giorno; nei ragazzi tra 10 e 20 gocce 3/4 volte al giorno mentre nei bambini (oltre i due anni d'età) tra 5 e 10 gocce fino a 3 volte al giorno. In caso di sciroppo, l’assunzione prevedere 1/2 cucchiaini, più volte al giorno.

Paracodina®: controindicazioni

In generale l'assunzione è consigliata per brevi periodi dal momento che può generare assuefazione. L'assunzione va evitata durante la gravidanza e l'allattamento e da parte dei soggetti ipersensibili al principio attivo o agli eccipienti contenuti nel farmaco. Sconsigliata a epatopatici, ad affetti da insufficienza respiratoria o stipsi ostinata. L'assunzione, inoltre, va evitata se contemporanea o successiva (fino a due settimane) a inibitori delle monoaminossidasi e a farmaci analgesici, narcotici, antistaminici. Durante l'assunzione del farmaco è sconsigliato il consumo di alcolici.

Effetti collaterali della Paracodina®

I sintomi collaterali della Paracodina® vanno dalla stanchezza diffusa alla sonnolenza, dalla nausea al vomito, dalla cefalea alle vertigini passando per la stitichezza. Molto rari deficit cardiovascolari e di natura respiratoria.


Foto©nebari-123RF

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