0
Grazie

Poche parole di ringraziamento saranno molto apprezzate.

Farmaci antipertensivi: effetti collaterali

I farmaci ipertensivi, come la maggior parte dei farmaci, possono causare effetti secondari se assunti per lunga durata.


Definizione

Gli antipertensivi sono un grupp di farmaci utilizzati per normalizzare una tensione arteriosa troppo elevata. Essi attivano un meccanismo d’azione diversificato. Spesso è possibile che venga prescritta un’associazione di due antipertensivi. Il trattamento deve essere seguito a lungo termine seguito da un monitoraggio regolare della pressione e da l’elettrocardiogramma mirato a verificare l’efficacia del trattamento. Nel primo semestre di terapia è possibile che sopraggiungano sintomi quali stanchezza o vertigini, che tendono a scomparire con il tempo. In caso questi sintomi perdurino, si consiglia di contattare il proprio medico curante.

Classificazione dei farmaci antipertensivi

Esistono quattro categorie di farmaci antipertensivi riconosciuti dalle autorità sanitarie: comprendono i farmaci diuretici, gli inibitori dell’enzima di conversione ( ACE-inibitori) gli antagonisti dell’angiotensina, i calcio-antagonisti, i vasodilatatori arteriosi centrali o periferici e i betabloccanti. Di essi ogni classe di farmaci presenta effetti collaterali specifici.

Effetti collaterali degli antipertensivi

I beta-bloccanti

Le controindicazioni degli antipertensivi betabloccanti presentano: stanchezza, insonnia, bradicardia (rallentamento della frequenza cardiaca), disturbi della libido, bradicardia, raffreddamento degli arti periferici (mani e piedi), broncostrizione. Da evitare di far assumere a soggetti asmatici, che presentano sintomi ipoglicizzanti e diabetici.

Gli inibitori ACE

Ipotensione, tosse, cefalee, crampi, vomito, nausea, prurito, eruzioni cutanee sono alcuni tra i sintomi spesso riscontrati durante l’assunzione di questi farmaci ipertensivi: ACE inibitori.

Calcio-antagonisti

Presentano possibili edemi degli anti inferiori, mal di testa, rallentamento dell’attivitià cardiaca, ipotensione, ecc.

/http://magazinedelledonne.it/faq/3820-calcio-antagonisti-definizione'>http://magazinedelledonne.it/faq/3820-calcio-antagonisti-definizione'>/http://magazinedelledonne.it/faq/3820-calcio-antagonisti-definizione

Diuretici

I diuretici presentano effetti quali stanchezza, disidratazione, ipotensione ortostatica, gotta, abbassamento del tasso di potassio, crampi.

Antagonisti dell’angiotesina 2

Tra quest’ultima classe di farmaci antipertensivi ci si trova ipotensione, e altri effetti secondari meno frequenti ma numerosi riscontrabili tra tutte le sottoclassi di questo tipo di farmaci.

Consulto medico

Consultare il medico in caso di apparizione di effetti collaterali presentati in caso di assunzione di farmaci antipertensivi. In tali casi è probabile che verrà diminuita la posologia o cambiata la classe d’appartenenza del farmaco a seconda della patologia di cui soffre il paziente.

Farmaci antipertensivi e disfunzione erettile

Alcuni farmaci antipertensivi possono provocare, e prescritti a determinate dosi, disfunzione erettile o impotenza. Prima di proseguire seguendo la diagnosi della traccia della terapia antipertensiva, è bene accertare le cause, poiché la disfunzione erettile o l’impotenza possono essere favorite da altri fattori quali: tabacco, diabete ed età.
Nel caso in cui l’impotenza appaia in concomitanza con l’inizio del trattamento, è indispensabile modificarlo. Se la disfunzione erettile persiste dopo la modifica della terapia, sarà necessario proseguire con un bilancio di controllo specifico per questo tipo di problema.

Abbassamento di pressione

Le terapie antipertensive possono causare un abbassamento più o meno importante della pressione arteriosa. Se la tensione è bassa, infatti, è possibile che appaiano vertigini, stanchezza, mancanza di energia e ipotensione ortostatica che sopraggiunge n caso di cambiamenti di posizione. In tali casi parlare con il medico curante per eventualmente modificare la classe o l’associazione dei farmaci.

Monitoraggio della pressione sanguigna

Se i valori della pressione arteriosa non sono tornati a livelli normali, il monitoraggio dovrebbe essere ogni mese o ogni 2 mesi secondo i dati della tensione e il parere del medico. I controlli dal medico saranno distanziati quando la tensione tornerà alla normalità. I controlli dipendono molto anche da fattori di rischio associati.
Non smettere l’assunzione di questi farmaci senza controllo medico in quanto vi è il rischio che appaia ancora l’ipertensione.
Aggiungi commento

Commento

Commenta la risposta di utente anonimo