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Auricoloterapia: principi e applicazioni

L’auricoloterapia è una pratica vicina all’agopuntura, in cui la zona di lavoro è essenzialmente l’orecchio.


Definizione

L’auricoloterapia è una medicina tradizionale riconosciuta come tale dall’Organizzazione Mondiale della Sanità da qualche anno.
Questa tecnica è stata scoperta nel 1951 da Paul Noiger, dopo aver constatato che la cauterizzazione di un punto preciso dell’orecchio aveva degli effetti benefici sulla nevralgia sciatica, e probabilmente era utilizzata anche nell’antico Egitto. Derivando dall’agopuntura, questa tecnica considera che l’orecchio (che ha una forma di feto inverso), rappresenti la totalità del corpo umano. I 200 punti di riflesso che sono stati determinati permettono di agire su un disfunzionamento organico.

Indicazioni

Essendo una variante dell’agopuntura, l’auricoloterapia tratta sensibilmente gli stessi disturbi. Il terapeuta reperisce i punti da trattare grazia ad un sensore a pressione o un detentore elettrico in seguito tratta le patologia grazie all’inserimento draghi a livello del padiglione auricolare. Questa medicina tradizionale allevia le allergie, lo stress, i dolori cronici e i diversi tipi di dipendenze. Di norma questa pratica viene utilizzata per trattare la dipendenza dal tabacco.
Il trattamento può anche essere effettuata grazie all’introduzione di aghi semi permanenti, di onde elettromagnetiche o di proiezioni soft-laser.
La maggior parte del tempo, il numero di sedute necessarie è abbastanza ridotto. Alcuni effetti dell’auricoloterapia possono essere avvertiti immediatamente dal paziente.
In alcuni paesi dell’Asia l’auricoloterapia è utilizzata come tecnica anestetica.

E l’auricolomedicina?

Si tratta di un insieme di tecniche sviluppate da Paul Noiger in seguito alla sua scoperta. DI norma egli usa le reazione del polso radiale. Così una stimolazione della pelle nel punto che corrisponde allo stomaco genera una modifica del polso radiale, se l’organo è colpito. Di seguito si agisce sugli organi attraverso l’introduzione di piccoli aghi sui punti dell’orecchio associativi.

FOTO:© Aleksey Mnogosmyslov/123RF
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