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Cicatrici: come trattarle, ridurle e migliorarle

Quando si guarisce da una ferita, resta spesso un ricordo. Più o meno visibili, più o meno estese, le cicatrici sono qualcosa di cui talvolta si vorrebbe fare a meno. Il dottor Fabrizio Malan, primario di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, spiega come.

Una cicatrice può essere causata da una ferita o da un'operazione. A seconda dell'episodio che l'ha generata, cambia la sua forma.


Ci sono i tagli accidentali, che ci ricorderemo a lungo perché ben visibili sulla pelle. Ci sono i piccoli incidenti e quelli più importanti, le ferite più o meno serie e le operazioni chirurgiche, dalla rimozione di un neo a un parto cesareo. Le cicatrici dicono molto di noi, ma quando sono troppo visibili rischiano di creare disagio e problemi. Il dottor Fabrizio Malan, primario alla Città della Salute di Torino e presidente della Sicpre (Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica) ci spiega cosa sono esattamente, come migliorare il loro aspetto e quando è possibile intervenire con una operazione ad hoc.

Cos'è una cicatrice?

La cicatrice è quello che rimane della guarigione di una ferita: le ferite (chirurgiche o accidentali) che vengono suturate guariscono per “prima intenzione” e, di solito, hanno cicatrici migliori. Quelle che guariscono “da sole” o “per seconda intenzione” lasciano invece cicatrici più larghe ed irregolari.

Perché si creano le cicatrici?

Tutti i processi di guarigione di una ferita che arriva al di sotto della membrana basale dell’epidermide (un paio di millimetri al massimo) lasciano cicatrici, perché si viene a creare una vera e propria saldatura fra i lembi di pelle coinvolti. Quando può scegliere come fare il taglio che poi darà luogo alla cicatrice, un bravo chirurgo sceglie di orientarla secondo le linee di minor tensione della cute e/o in posizioni nascoste.

Come prevedere l'esito di una cicatrice?

Quando le cicatrici si formano fra due lembi di pelle che non sono slivellati fra loro, di solito, risultano poco visibili e piane, quando c’è uno slivellamento invece spesso le cicatrici risultano più evidenti, ma la cicatrizzazione patologica è un fatto spesso genetico e provoca cicatrici cordoniformi o addirittura cheloidee.

Cosa sono le cicatrici ipertrofiche o cheloidee?

Le cicatrici ipertrofiche si presentano rilevate e come un vero e proprio cordoncino, spesso arrossato. I cheloidi, per fortuna non così frequenti, assumono delle forme rilevate, larghe e con terminazioni che ricordano appunto le chele dei granchi e spesso provocano retrazioni e dolore.

L'aspetto di una brutta cicatrice si può migliorare?

Le cicatrici sono migliorabili, nascondibili, camuffabili, ma non eliminabili per cui spesso, in caso di cicatrici da trauma, si decide di asportarle, come se fossero lesioni cutanee, e rifarle da zero mettendo in atto  tutti gli accorgimenti per fare la miglior cicatrice possibile per quella sede.

E dopo un intervento chirurgico?

Se la cicatrice è migliorabile, la si può trattare come le cicatrici da incidente, rifacendola al meglio, nella peggiore delle ipotesi si cerca di renderla almeno dello stesso colore della pelle circostante. Alcune pazienti, sull’onda della moda, le coprono con dei tatuaggi.

Le ustioni?

Le cicatrici da ustione sono in genere molto estese, si possono migliorare con trattamenti compressivi, con massaggi, con irrigazioni con particolari acque termali. Oppure si cerca di ridurne la superficie espandendo la cute sana circostante per poi portarla a sostituire parte della pelle cicatriziale.

E le smagliature?

Le smagliature sono molto simili alle cicatrici, specialmente quelle più profonde, perché rappresentano uno scompaginamento della trama del tessuto cutaneo. E, come per tutte le cicatrici, non c’è, a oggi, la possibilità di eliminarle del tutto. Si fanno trattamenti, per lo più di medicina estetica, per renderle più strette, più simili al colore della pelle sana insomma per renderle meno visibili.

Quali sono i principali trattamenti?

I prodotti migliori sono quelli che aiutano la formazione della cicatrice in tempi brevi, riducendo quindi il periodo di arrossamento, poi esistono creme e gel a base di silicone che creano una compressione sulla cicatrice riducendo il rischio di cicatrice ipertrofica, poi esistono svariati trattamenti, dalle infiltrazioni di cortisone al LASER alla crioterapia, alla radioterapia, che possono migliorare l’aspetto delle cicatrici, ma che devono essere scelte con cura dallo specialista competente. Poi lo stile di vita: non fumare è il primo importantissimo aiuto che possiamo dare alla formazione di cicatrici di buona qualità.

D'estate servono accorgimenti particolari?

Le cicatrici non devono essere esposte al sole per almeno due mesi e, in genere, finché sono arrossate. Una crema a schermo totale (da rinnovare ogni ora) deve proteggere la cicatrice anche durante le passeggiate estive.

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