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Sesso: per un italiano su 5 è troppo veloce

Quasi cinque milioni di italiani soffrono di eiaculazione precoce: l'allarme della Società italiana di Urologia. Combinando chimica e psicoterapia risultati sorprendenti. Il primo gradino da abbattere è la tendenza a non affrontare il problema o a ricercare soluzioni fai da te.

Il 17% degli italiani soffre di eiaculazione precoce, un problema che molto spesso può essere risolto combinando una terapia farmacologica alla psicoterapia.


Eravamo il paese del maschio latino; siamo diventati quello del maschio frettoloso. Per quasi un italiano su cinque il rapporto è un lampo, con tutte le complicazioni che ciò innesta nella vita di coppia oltre che nella personalità dei diretti interessati. A lanciare l'allarme la Siu, la Società italiana di Urologia, durante il congresso Eau 2915 in corso a Madrid: "da uno studio che abbiamo appena terminato e in corso di pubblicazione emerge che l'eiaculazione precoce è il disturbo più comune - afferma Paolo Verze, ricercatore dell'università Federico II di Napoli - e ne soffrirebbe il 17% degli italiani, quasi 5 milioni di persone. Al secondo posto ci sono le disfunzioni erettili, di cui soffre il 13% dei maschi".

Un problema, l'eiaculazione precoce, che nella maggior parte dei casi è di tipo primario, ovvero si manifesta fin dall'adolescenza e può essere superato con i farmaci, spiegano gli esperti. Peccato che chi ne soffra lo nasconda aggiungendo al danno anche la beffa. Anche perché, come ha dimostrato lo studio italiano coordinato da Carlo Pavone dell'università di Palermo e presentato al congresso di Madrid, non solo la chimica ma anche la psicoterapia ha un ruolo fondamentale nella riduzione della patologia. La ricerca ha seguito 150 pazienti tra 18 e 70 anni, destinandoli - in maniera random - ai soli farmaci alla sola psicoterapia, alla psicoterapia e alla terapia farmacologica congiunte. Ebbene, nel caso della terapia con soli farmaci il tempo di eiaculazione è passato da poco più di un minuto (79,75 secondi) a più di tre (203 secondi) mentre con la sola psicoterapia il salto è stato da meno di un minuto a quattro minuti pieni. La combinazione dei due approcci ha portato il paziente da meno di un minuto a dieci minuti. Praticamente guarito.

Il problema più grande, a questo punto, è convincere chi ne soffre ad affrontare le cure ad hoc. Anche perché sono sedici milioni le persone afflitte da problemi o disfunzioni sessuali ma nel 90% dei casi invece di andare dal medico fanno finta di niente o, peggio, si affidano al fai da te. Ecco perché, in tutta Italia, stanno fiorendo centri d'ascolto e ambulatori dedicati al benessere sessuale. Vedi il primo pronto soccorso per la coppia inaugurato lo scorso luglio presso il Policlinico Federico II di Napoli, ovvero un Dipartimento ospitato presso un ospedale - presto arriverà anche a Milano, Modena e Bari - dove lui e lei vanno insieme dal dottore e pagano un solo ticket.

Il progetto, promosso dalla Siu e dall'Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI), piazza per una volta l'Italia all'avanguardia rispetto agli altri paesi europei. Prevede, infatti, la gestione della coppia come un "tutt'uno", con la presenza di due specialisti in contemporanea - un ginecologo e un urologo - e una cartella clinica condivisa in cui annotare terapie per lui e per lei. Le disfunzioni sessuali, infatti, "viaggiano sempre in due e difficilmente riguardano solo uno dei due componenti della coppia", sottolinea Vincenzo Mirone, Segretario Siu. Considerare entrambi i partner "cercando di stabilire un dialogo profondo, empatico, e senza reticenze", conferma Antonio Chiantera, Segretario Nazionale AOGOI, è "un cambiamento rivoluzionario nell'approccio e nella gestione delle più comuni patologie e dei disturbi sessuali".

Se prima era un tabù, oggi si inizia a consolidare l'idea che la salute sessuale sia da considerarsi parte integrante del benessere psicofisico dell'individuo, come riconosciuto anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.

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