"Star Wars": la galassia si colora di sfumature politicamente corrette

Nel prossimo romanzo della saga di "Star Wars" ci sarà una comandante omosessuale. Dietro alla scelta di inserire il personaggio di Moff Delian Mors c’è anche la benedizione della Disney il che significa che prima o poi sbarcherà anche al cinema. 

Tra i protagonisti del prossimo romanzo della saga "Lord of the Sith" ci sarà una comandante omosessuale.

 
L’universo gay debutta nel coloratissimo e più che mai vario mondo di Guerre Stellari. Il sito specializzato in fantascienza Big Shinny Robot ha annunciato che tra i protagonisti del prossimo romanzo della saga – Lord of tge Sith – in libreria dal prossimo 28 aprile, ci sarà una comandante omosessuale dal nome Moff Delian Mors. Si potrebbe pensare che gli autori di una galassia varia come quella di Guerre Stellari, dove la diversità (nel senso alieno) è da sempre protagonista, arrivino un po’ in ritardo: se antenne, zampe, ali e pinne si sprecano nelle grandi scene corali, ci si poteva pensare ben prima. 

L’accusa sarebbe però ingenerosa: a dirla tutta, qualche coppia omosessuale aveva ottenuto particine secondarie nei libri editi dal colosso Random House. Il filone non ha avuto seguito in casa Disney, che nel 2012 ha acquistato Lucasfilm, la casa di produzione del papà di Guerre Stellari, con tutti i diritti. La novità, ha annunciato l’editor dei romanzi Shelly Shapiro sta proprio nel fatto che dietro alla scelta di inserire il personaggio di Moff Delian Mors ora c’è anche la benedizione della Disney: il che significa che prima o poi la comandante gay arriverà anche al cinema.

Con la massima cautela, si intende. Moff Delian Mors ha una parte secondaria: è un’ufficiale dell’impero spedita a pattugliare una zona sperduta delle galassie dopo aver perso la moglie in un incidente. La sua vita professionale, insomma, va a rotoli insieme con quella personale: gli eventi narrati in Lord of Sith avvengono alcuni anni dopo l'incidente. Shapiro ha spiegato che in mezzo a tante specie diverse – per origine planetaria – "sarebbe sciocco non ammettere che anche tra gli umani ci sono molte differenze".


Ma Star Wars non ha avuto un buon rapporto con le diversità fin dagli inizi. Dopo l’uscita del primo film, A new hope, George Lucas fu bombardato di critiche perché il cast era composto esclusivamente di attori maschi e bianchi (con l’eccezione della principessa Leia). Quasi niente donne e soprattutto nessuna minoranza. Così ne L’impero colpisce ancora è arrivato il primo comandante nero, interpretato da Billy Dee Williams. Nella seconda trilogia Samuel L Jackson ha impersonato il primo Jedi nero, mentre Jimmy Smits, di madre portoricana, quella del padre adottivo della principessa Leia. Sappiamo che Lupita Nyong'o recita nel prossimo Star Wars Episodio VII diretto da J.J. Abrams che uscirà a dicembre: nello stesso film l'attore afro-americano John Boyega diventa il primo stormtrooper - i soldati dell’impero con la corazza bianca - di colore. 

Insomma, le galassie di Star Wars si colorano di sfumature politicamente corrette. In attesa che dai libri l’omosessualità abbia via libera anche per approdare sul grande schermo.

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