Shock settico: sintomi e terapia

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Lo shock settico è un’insufficienza circolatoria acuta secondaria data da un’infezione batterica, la forma la più grave di risposta infiammatoria. Molti casi di shock settico sono manifestabili in rianimazione, dopo un intervento chirurgico.



Definizione

Lo shock settico viene definito in caso di una presenza di sepsi grave, nella quale l’ipotensione che ne risulta non migliora malgrado l’apporto di sangue per fleboclisi. In questo contesto, dei farmaci attivi sui vasi sanguigni come dopamina, dobutamina, adrenalina o noradrenalina devono essere somministrati per indovena, consentendo un miglioramento degli organi colpiti in parallelo alla ricerca e alla cura dell’infezione generalizzata in corso. Lo shock settico è spesso provocato dall’infezione delle ferite aperte del paziente, a sua volta causato dalla presenza di batteri nel sangue o di microbi all’interno dei tessuti abitualmente sterili. In casi gravi, lo shock settico può causare la disfunzione di alcuni organi del corpo che possono portare al decesso.

Cause

Lo shock settico è responsabile del decesso di circa il 50% dei pazienti ammessi a rianimazione. La fisiopatologia dello shock settico porta a comprendere quale cascata biologica provochi questa infiammazione eccessiva associata ad un’insufficienza circolatoria acuta. L’infezione iniziale provoca un’ipotensione (per vasodilatazione e aumento della permeabilità dei vasi), dai quali gli organi vengono alimentati inegualmente dal sangue. Questo si traduce poi dalla disfunzione di alcuni organi e dall’apparizione di problemi circolatori che caratterizzano casi di shock settico.

Sintomi

Esistono molti sintomi comuni ai diversi shock: ipotensione arteriosa, pallore, tachicardia, freddo cianosi delle estremità, problemi di coscienza come coma, aumento della frequenza respiratoria e arresto della formazione delle urine. Altri segnali sono piuttosto a favore dell’origine di uno shock settico: brividi, febbre o ipotermia, infezioni identificate o sospette.

Diagnosi

La diagnosi dello shock settico è effettuato ricercando germi nel sangue. I prelievi sono realizzati e il sangue viene messo in coltura (emocoltura), al fine di identificare i batteri in causa. In funzione della violenza dello shock, la diagnosi e il trattamento avranno luogo simultaneamente.

Terapia

Il trattamento terapeutico dipende dalla natura dalla causa e dall’intensità dello shock settico. In un primo momento il medico dispensa delle fleboclisi per aumentare il volume di sangue circolante nei vasi sanguigni. Se questo riempimento risulta insufficiente, si ricorre ad altri farmaci d’urgenza, come dopamina o noradrenalina. In caso di shock profondo, il paziente potrà essere intubato. In parallelo vengono somministrati, il più rapidamente possibile, anche antibiotici, trattamento che verrà in un secondo momento adattato in funzione del germe identificato dalla emocoltura, come causa d’infezione. In caso di shock settico violento il paziente potrà essere ammesso in terapia intensiva.

Prevenzione

In ospedale è raccomandata una migliore vigilanza dell’applicazione di tecniche asettiche e regole igieniche di base da rispettare in sala operatoria. Così come anche un rapido trattamento dell’infezioni batteriche è suggerito al fine di evitare questa grave patologia.