Massaggio linfodrenante: tutto quel che c'è da sapere

Cristina Piotti
  • Linfodrenante: un massaggio contro la cellulite ma non solo. Ha tante applicazioni e diverse tecniche. Ecco quel che è importante sapere. 
     

    Il massaggio linfodrenante è una tecnica che aiuta la circolazione della linfa, come dice la parola. © Karel Joseph Noppe Brooks / 123RF


    Massaggio di linfodrenaggio, vero toccasana per la cellulite, ci viene detto. Ma perché? Le ragioni sono tante. La prima cosa da ricordare è che il linfodrenaggio non è unicamente una tecnica usata per sgonfiare le gambe, ma serve anche per migliorare la circolazione e il suo primo obbiettivo, come dice la parola, è il sistema linfatico. Infatti, come dice la parola, nel linfodrenaggio si va ad agire, con un massaggio manuale, sui vasi linfatici, cercando di favorirne un corretto deflusso, per ripristinare un corretto scorrimento della linfa attraverso il sistema di circolazione linfatica: grazie ad una fitta rete di vasi, quindi, si rimuoveranno anche gonfiori ed edemi.

    Proprio come certi inestetismi legati alla cellulite. Come seconda cosa vale la pena tenere a mente che il linfodrenaggio nasce, e spesso viene usata, come tecnica a cavallo tra la medicina e l'estetica, perché è in grado di alleviare o essere utile in una serie di problematiche molto diverse, come vedremo.

  • Linfodrenaggio: cos’è

    Quando si chiede ad un esperto un massaggio linfodrenante, è bene sapere dove andrà ad agire. © Andriy Popov / 123RF


    Per il linfodrenaggio manuale serve esperto un massaggio linfodrenante, è bene sapere dove andrà ad agire. Questo perché il linfodrenaggio, come si accennava, è un metodo molto particolare, che attraverso delle manipolazioni va ad agire sul sistema linfatico del paziente. Viene eseguito in senza l'ausilio di nessun tipo di macchinario, ma neppure di creme o oli, ed è chiamato massaggio linfodrenante manuale.

    Le manipolazioni riguardano delle aree specifiche, che possono essere le gambe, ma anche il viso o le braccia: si tratta sempre di zone del corpo dove la cute è soggetta ad alcune particolari patologie. Patologie che conosciamo bene, come cellulite ed edemi, ma il linfodrenaggio è utile anche per la cicatrizzazione di ulcere e cisti linfatiche. Il massaggio è molto efficace e spesso si richiede una cerca costanza per vederne i risultati. Ma ancora meglio è l'abbinamento con altre tecniche, come i fanghi e trattamenti termali, e naturalmente dell'esercizio fisico e una alimentazione corretta.

  • Il metodo Vodder

    Vodder: massaggio linfodrenante più classico è quello detto "di metodo Vodder”. © Antonio Diaz /123RF


    Quando si andrà da un esperto per chiedere un massaggio linfodrenante, è molto probabile che, indagando per bene, ci verrà proposto un massaggio con metodo Vodder, che negli ultimi anni è risultata la metodologia più diffusa. Si tratta di un massaggio globale, che può aiutare le diverse zone del corpo soggette al ristagno dei liquidi. Una tecnica ormai assodata, che risale agli anni Trenta: all'epoca un medico danese Emil Vodder, insieme alla moglie, anch'essa dottoressa, ideò una tecnica di massaggio intuendo che attraverso una serie di specifiche manipolazioni dell'edema era possibile alleviare e migliorare in modo sensibile lo stato delle aree soggette a ritenzione idrica.

    Ad oggi, a livello internazionale, è uno dei metodi più accettati e riconosciuti, che va quindi ad agire sulla zona interessata dal gonfiore, ma toccherà anche il sistema linfatico, ad esempio la milza e i linfonodi (a seconda delle necessità del paziente e della valutazione dell'esperto).

  • Tecniche: il metodo Leduc

    Massaggi: c’è un secondo metodo, chiamato metodo Leduc, dal nome dell'inventore della tecnica.  © Katarzyna Białasiewicz /123RF


    C’è però una seconda tecnica di massaggio, non secondaria. Il linfodrenaggio secondo il metodo Leduc potrebbe esserci proposto dall’esperto cui ci rivolgeremo: si tratta di un metodo molto simile al metodo Vodder, e ugualmente riconosciuto, ma che cambia solo dal punto di vista dell'esperto che lo esegue.

    Prevede infatti un numero di manovre ridotto rispetto al primo e dei protocolli terapeutici diversi, tant'è che durate la terapia saranno effettuati dei bendati sugli arti colpiti dal gonfiore, per il drenaggio dei liquidi. Si tratta di un bendaggio lieve, per nulla compressivo. La vera differenza sta però poi nel dividere le manipolazioni in due, una manovra detta di richiamo (che agisce a valle dei ristagni) e una di riassorbimento (agendo sui vasi linfatici).

  • Benefici

    Cellulite e massaggio linfodrenante: il linfodrenaggio fa bene per combatterla, ma non solo.  © Ruslan Olinchuk / 123RF


    Quali sono i benefici del massaggio linfodrenante? Si tratta di una tecnica che, agendo nella sua globalità, non è utile solo a ridurre gonfiore e pelle a buccia di arancia, ma a migliorare diversi stati connessi all'edema e ai liquidi in eccesso, compresa la cellulite al primo e al secondo stadio.

    Un esempio sono le gambe gonfie a causa di una gravidanza, oppure una cattiva circolazione dovuta ad un eccesso di sedentarietà, oppure anche ad uno stato di prolungato stress. In linea di massima si tratta di un massaggio, come dicevamo, che migliora la circolazione linfatica e previene il ristagno dei liquidi, distendendo così la pelle e alleviando il dolore. Questo permette quindi un effetto tonificante, cicatrizzante e rilassante: è la ragione per la quale questo tipo di massaggio è considerato un aiuto, nel campo della chirurgia plastica, per migliorare l’aspetto delle cicatrici riducendo gli edemi, ma anche per prevenedendo e limitando i cheloidi. A seconda dei casi, può essere utile anche in caso di artriti, sinusiti o cefalee muscolo-tensive.

  • Come si fa il massaggio linfodrenante: seduta e costi

    La seduta di un massaggio linfodrenante di solito dura meno di un'ora.  © Katarzyna Białasiewicz / 123RF


    La seduta prevede che il massaggio, piacevole da ricevere, avvenga nell'area interessata dall’azione linfodrenante, che sarà scoperta. Se ad esempio ad essere trattate sono le gambe, la persona sarà sdraiata supina con le gambe scoperte, oltre che il collo e il volto, per permettere il tocco dei linfonodi. Il massaggio, fatto con tocchi leggeri, ritmici, e pressioni costanti e morbide.

    Non è doloroso ma anzi rilassante, i primi benefici si vedono già dopo le prime due-tre sedute. Le sedute dovrebbero ripetersi una o più volte alla settimana, per un arco di tempo consigliato dallo specialista, anche se le sedute solitamente devono essere almeno una decina, per avere un effetto minimo. Il tempo della seduta, poi, varia tra i 30 ai 45 minuti e, come si diceva, non prevede l'uso di creme o oli, ma il solo massaggio. Quanto costa la seduta è un aspetto non secondario: si parla circa di un centinaio di euro (ma il prezzo varia a seconda delle regioni e delle città) e per un risultato efficace e duraturo si suggeriscono di solito almeno una decina di sedute.

  • Come fare un massaggio linfodrenante

    Cosa succede durante il trattamento? Come avverrà il massaggio dipende dalla parte trattata.  © Luca Bertolli / 123RF


    Viso e gambe, ma anche glutei, spalle, braccia. Durante il massaggio linfodrenante, come si diceva, la seduta dura meno di un'ora. Anche se la parte da trattare è distante, ad esempio le gambe, oppure il viso, l'esperto potrebbe includere anche una serie di aree, dette stazioni linfonodali, che si trovano nel collo, cavo ascellare, inguine.

    Si inizia anzi proprio dal collo, dove si trovano le aree linfonodali più importanti, che riguardano poi anche, a seconda delle scelte del massaggiatore, anche orecchie, viso e lati della testa. A questo punto il massaggio passa al corpo, concentrandosi sull'area interessata: ventre, gambe, viso, glutei. Le aree possono essere molto diverse e richiedere quindi un lavoro differente, che lo specialista valuterà di volta in volta. Ma se si tratta di un massaggio estetico, contro la cellulite, già dopo il primo massaggio si sentiranno le gambe più leggere e toniche.

  • Linfodrenaggio manuale e cellulite

    Trattandosi di un massaggio non solo estetico, è bene affidarsi ad un esperto.  © Karel Joseph Noppe Brooks / 123RF


    È importante quindi che, per avere un effettivo beneficio estetico, l’esperto che porta avanti le sedute di massaggio abbia una perfetta conoscenza della collocazione dei linfonodi, inoltre non essendo (in linea di massima, ma non sono vietati) coadiuvato da creme o olii è importante che la pressione sia adeguata, senza lesionare la cute o i capillari, ma anche senza aderire troppo poco al corpo. Per queste ragioni è sempre bene rivolgersi, se non proprio a medici e fisioterapisti, almeno a centri specializzati, che assicurino la formazione del personale.

    In Italia ci sono infatti numerose scuole che permettono la formazione, non solo di specialisti di campo medico, ma anche estetisti e massaggiatori. Quindi è importante assicurarsi ad esempio se sia stato portato a termine un corso di specializzazione, e secondo quale scuola, anche per investire correttamente i propri soldi in massaggi che facciano realmente del bene.

  • Controindicazioni

    Il massaggio linfodrenante può non essere adatto a persone con particolari patologie.  © Luca Bertolli / 123RF

    Il massaggio linfodrenante è un vero momento di piacere, che fa bene anche alla circolazione e combatte gli inestetismi della cellulite. Attenzione però ad una serie di situazioni per le quali questo massaggio, agendo sui centri linfatici, non è consigliato dagli esperti. Un motivo in più per affidarsi a mani capaci, che siano in grado di dirci se questo trattamento fa per noi oppure no.

    Si tratta di un massaggio sconsigliato, ad esempio, in persone soggette a ipotensione e ipertensione o affette da tumori maligni. I medici lo sconsigliano anche in caso di infiammazioni gravi, trombosi venosa profonda, disturbi della tiroide, scompenso cardiaco e anche asma. È importante riferire qualsiasi tipo di disturbo allo specialista, prima dell’inizio della seduta. 

  • Funziona?

    Il massaggio linfodrenante migliorare l’aspetto generale, ma è necessario unire anche altre buone pratiche. © puhhha / 123RF


    Il massaggio linfodrenante funziona, ma a tre condizioni. La prima è di non aspettarsi miracoli, ma un miglioramento della circolazione e, in qualche caso, una riduzione dell’aspetto a buccia d’arancia. Inoltre è importante, per assicurarsi un effetto mediamente duraturo e non temporaneo, seguire un ciclo di sedute secondo il suggerimento dell’esperto. Infine, è fondamentale impegnarsi al massimo per far rendere questa terapia al meglio, unendo al massaggio delle attività fisiche come almeno 30-40 minuti di camminata a passo veloce, almeno tre volte a settimana, oppure bicicletta o cyclette, entrambe ottime per la circolazione.

    Valido anche l’acquagym, oppure il nuoto, che aiutano a rimuovere i liquidi. Infine bisogna seguire una alimentazione amica della circolazione: tanta acqua, frutta e verdura (in particolare lattuga, ciliegie, mirtilli, pompelmo, ananas e kiwi, ma anche zenzero e avocado). Ovviamente ogni situazione è diversa dalle altre e un consulto medico, per agire in completa sicurezza, è sempre consigliabile.

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