Massaggio linfodrenante: tutto quel che c'è da sapere

Cristina Piotti
  • Massaggio linfodrenante, contro la cellulite ma non solo. Ha tante applicazioni e diverse tecniche. Ecco quel che è importante sapere.

    Massaggio linfodrenante, una tecnica che aiuta la circolazione della linfa, come dice la parola.


    Massaggio linfodrenante, toccasana per la cellulite, ci dicono. Ma perché?
    La prima cosa da ricordare è che il linfodrenaggio non è una tecnica solo per tonificare le gambe, anche se forse, in vista dell'estate e della bella stagione, è la parte del corpo di cui sentiamo più spesso parlare, riferita a questo massaggio.

    Come seconda cosa vale la pena tenere a mente che il linfodrenaggio nasce, e spesso viene usata, come tecnica a cavallo tra la medicina e l'estetica, perché è in grado di alleviare o essere utile in una serie di problematiche molto diverse, come vedremo.

    Infine, come dice la parola, nel linfodrenaggio si va ad agire, con un massaggio manuale, sui vasi linfatici, cercando di favorirne un corretto deflusso, per ripristinare un corretto scorrimento della linfa attraverso il sistema di circolazione linfatica: grazie ad una fitta rete di vasi, quindi, si rimuoveranno anche gonfiori ed edemi. Proprio come certi inestetismi legati alla cellulite.

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  • Massaggio linfodrenante: cos'è

    Quando si chiede ad un esperto un massaggio linfodrenante, è bene sapere dove andrà ad agire.


    Il linfodrenaggio, come si accennava, è un metodo molto particolare, che attraverso delle manipolazioni va ad agire sul sistema linfatico del paziente. Viene eseguito in modo manuale, cioè non è richiesto l'ausilio di nessun tipo di macchinario, ma neppure di creme o oli.

    Le manipolazioni riguardano delle aree specifiche, che possono essere le gambe, ma anche il viso o le braccia: si tratta sempre di zone del corpo dove la cute è soggetta ad alcune particolari patologie. Patologie che conosciamo bene, come cellulite ed edemi, ma il linfodrenaggio è utile anche per la cicatrizzazione di ulcere e cisti linfatiche. Come vedremo, il massaggio è molto efficace e spesso si richiede una cerca costanza per vederne i risultati. Ma ancora meglio è l'abbinamento con altre tecniche, come i fanghi e trattamenti termali, e naturalmente dell'esercizio fisico e una alimentazione corretta.

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  • Massaggio linfodrenante: il metodo Vodder

    Il massaggio linfodrenante più classico è quello detto "di metodo Vodder".


    Quando si andrà da un esperto per chiedere un massaggio linfodrenante, è molto probabile che, indagando per bene, ci verrà proposto un massaggio con metodo Vodder, che negli ultimi anni è la metodologia più diffusa.

    Si tratta di un massaggio globale, che può aiutare le diverse zone del corpo soggette al ristagno dei liquidi. Si tratta di una tecnica ormai assodata, perché risale agli anni Trenta: all'epoca un medico danese Emil Vodder, insieme alla moglie, anch'essa dottoressa, sviluppo un massaggio intuendo che attraverso una tecnica specifica, fatta di manipolazioni dell'edema, era possibile alleviare e migliorare in modo sensibile le aree soggette a ritenzione idrica. Ad oggi, a livello internazionale, è uno dei metodi più accettati e riconosciuti, che va quindi ad agire sulla zona interessata dal gonfiore, ma toccherà anche il sistema linfatico, ad esempio la milza e i linfonodi (a seconda delle necessità del paziente e della valutazione dell'esperto).

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  • Massaggio linfodrenante: il metodo Leduc

    C'è un secondo metodo di massaggio, chiamato metodo Leduc.


    Il linfodrenaggio secondo il metodo Leduc potrebbe esserci proposto e non dobbiamo essere sospettose, si tratta di un metodo molto simile al metodo Vodder, e ugualmente riconosciuto, ma che cambia solo dal punto di vista dell'esperto che lo esegue.

    Prevede infatti un numero di manovre minore, e dei protocolli terapeutici diversi, tant'è durate la terapia saranno effettuati dei bendati sugli arti colpiti dal gonfiore, per il drenaggio. Si tratta di un bendaggio lieve, per nulla compressivo, che aiuta il riassorbimento dei liquidi. La vera differenza sta però poi nel dividere le manipolazioni in due, una manovra detta di richiamo (che agisce a valle dei ristagni) e una di riassorbimento (agendo sui vasi linfatici).

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  • Massaggio linfodrenante: i benefici

    Di sicuro il linfodrenaggio fa bene per combattere la cellulite, ma non solo.


    Quali sono i benefici del massaggio linfodrenante? Non solo per ridurre gonfiore e pelle a buccia di arancia, ma in diversi stati connessi all'edema e ai liquidi in eccesso, della cellulite al primo e al secondo stadio. Come le gambe gonfie a causa di una gravidanza, oppure uno stato di stress che influisce anche sulla circolazione.

    In linea di massima si tratta di un massaggio, come dicevamo, migliora la circolazione linfatica e previene il ristagno dei liquidi, distende la pelle e allevia il dolore, con un effetto anche tonificante, cicatrizzante e rilassante. Per questo si usa anche come aiuto, in chirurgia plastica per migliorare le cicatrici riducendo i relativi edemi, ma anche per prevenire e limitare le conseguenze di ustioni, come i cheloidi. A seconda sei casi, può essere suggerita in caso di artriti oppure sinusiti o cefalee muscolo-tensive.

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  • Massaggio linfodrenante: la seduta

    La seduta di un massaggio linfodrenante di solito dura meno di un'ora.


    La seduta prevede che il massaggio, piacevole, avvenga nell'area interessata, che sarà scoperta. Se ad esempio ad essere trattate sono le gambe, la persona sarà sdraiata supina con le gambe scoperte, olte che il collo e il volto, per permettere il tocco dei linfonodi. Il massaggio, fatto con tocchi leggeri, ritmici, e pressioni costanti e morbide. Non è doloroso ma anzi rilassante, i primi benefici si vedono già dopo le prime due-tre sedute.

    Le sedute dovrebbero ripetersi una o più volte alla settimana, per un arco di tempo consigliato dallo specialista, anche se le sedute solitamente devono essere almeno una decina, per avere un effetto minimo. Il tempo della seduta, poi, varia tra i 30 ai 45 minuti e, come si diceva, non prevede l'uso di creme o oli, ma il solo massaggio.

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  • Massaggio linfodrenante: la terapia

    Cosa succede durante il trattamento? Il massaggio dipende dalla parte trattata.


    Durante il massaggio linfodrenante, come si diceva, la seduta dura meno di un'ora. Anche se la parte da trattare è distante, ad esempio le gambe, oppure il viso, l'esperto potrebbe includere anche una serie di aree, dette stazioni linfonodali, che si trovano nel collo, cavo ascellare, inguine. Si inizia anzi proprio dal collo, dove si trovano le aree linfonodali più importanti, che riguardano poi anche, a seconda delle scelte del massaggiatore, anche orecchie, viso e lati della testa.

    A questo punto il massaggio passa al corpo, concentrandosi sull'area interessata: inguine, braccia, gambe, viso, piedi: le aree possono essere molto diverse e richiedere quindi un lavoro differente, che lo specialista valuterà di volta in volta. Ma se si tratta di un massaggio estetico, contro la cellulite, già dopo il primo massaggio si sentiranno le gambe più leggere e toniche.

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  • Massaggio linfodrenante: a chi affidarsi

    Trattandosi di un massaggio non solo estetico, è bene affidarsi ad un esperto.


    Avendo ora un'idea di cosa sia, come funzioni e come debba essere fatto un massaggio linfodrenante, è facile capire se la persona alla quale ci si sta affidando sia in grado di fare un massaggio corretto. Ma è sempre bene rivolgersi, se non proprio a medici e fisioterapisti, almeno a centri specializzati, che assicurino la formazione del personale.

    In Italia ci sono infatti numerose scuole che permettono la formazione, non solo di specialisti di campo medico, ma anche estetisti e massaggiatori. Quindi è importante assicurarsi ad esempio se sia stato portato a termine un corso di specializzazione, e secondo quale scuola, anche per investire correttamente i propri soldi in massaggi che facciano realmente del bene.

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  • Massaggio linfodrenante: le controindicazioni

    Il massaggio linfodrenante può non essere adatto a persone con particolari patologie.


    Massaggio linfodrenante, un piacere che fa bene anche alla circolazione e combatte gli inestetismi della cellulite. Attenzione però ad una serie di situazioni per le quali questo massaggio, agendo sui centri linfatici, non è consigliato dagli esperti. un motivo in più per affidarsi a mani capaci, che siano in grado di dirci se questo trattamento fa per noi oppure no.

    Si tratta di un massaggio sconsigliato, ad esempio, in persone soggette a ipotensione e ipertensione o affette da tumori maligni. I medici lo sconsigliano anche in caso di infiammazioni gravi, trombosi venosa profonda, disturbi della tiroide, scompenso cardiaco e anche asma.

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  • Massaggio linfodrenante: come riattivare la ricolazione

    L'idea sarebbe non dedicarsi solo al massaggio ma unire altre buone pratiche.


    Se il massaggio linfodrenante è portato avanti per una ragione estetica, allora tanto vale impegnarsi al massimo per far rendere questa terapia al meglio, unendo qualche sforzo in più. Per prima cosa cercare di camminare almeno 30-40 minuti più volte alla settimana, a passo veloce. Durante i fine settimana poi si può andare in montagna, per passeggiare in salita, oppure dedicarsi alla bicicletta o alla cyclette, entrambe ottime per la circolazione.

    Valido anche l’acqua gym, oppure il nuoto, che aiutano a rimuovere i liquidi. Infine l'alimentazione amica della circolazione: tanta acqua, frutta  verdura (in particolare lattuga, ciliegie, mirtilli, pompelmo, ananas e kiwi, ma anche zenzero e avocado). Ovviamente ogni situazione è diversa dalle altre e un consulto medico, per agire in completa sicurezza, è sempre consigliabile. 

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